La forma di governo parlamentare

Autore:Mario Palma
Pagine:68-130
 
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CAPITOLO SECONDO
LAFORMA DI GOVERNO PARLAMENTARE
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SOMMARIO: 1. Le Forme di governo : rilievi preliminari. - 1.1 I Partiti politici;
1.2 Il ruolo dei partiti nel sistema istituzionale. - 2. I presupposti storici del-
la forma di governo parlamentare razionalizzata in Germania: la Costitu-
zione di Weimar del 1919. - 2.1 La legge fondamentale del 1949. - 2.2 Il
governo ed il presidente della repubblica. - 2.3 I correttivi del sistema poli-
tico: il ruolo del Tribunale costituzionale federale ed il sistema elettorale. -
3. Il Premiera to :La forma di governo britannica. - 3.1 L’evoluzione della for-
ma di governo in Gran Bretagna. - 4. Il governo assembleare: la III Repubblica
Francese. - 5. La Forma di governo Parlamentare in Italia come definita dalla
Costituzione. - 5.1 Il sistema dei partiti nell’Italia Repubblicana. - 5.2 La radi-
cale trasformazione del sistema politico in Italia a partire dal 1989.
1. Le forme di governo : rilievi preliminari
La nozione di forma di governo è stata influenzata dalle vicen-
de storiche, economiche e sociali delle diverse comunità statali .
Per Forma di governo si intende il complesso di regole che de-
finisce la distribuzione del potere tra gli organi di vertice dello stato
ed i loro rapporti reciproci1.
Conseguentemente, l’esame delle diverse forme di governo si
concretizza nell’analisi della strutturazione dei pubblici poteri e dei
rapporti tra essi intercorrenti in relazione all’esercizio delle funzio-
ni pubbliche.
È stato osservato, in dottrina, che gli stati autoritari si caratte-
rizzano per una minore varietà di soluzioni rispetto agli stati demo-
cratici, in quanto la forma di stato finisce con l’inglobare la forma
di governo2.
In dottrina si sono proposti diversi criteri per la classificazione
delle forme di governo.
1 M. VOLPI, Liberta e Autorità, Torino, 4a ed., 2010, p. 8.
2 L. ELIA, Forme di stato e Forme di governo, in S. CASSESE (a cura di), Di-
zionario di Diritto Pubblico, vol. III, Milano, 2006, p. 2600.
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Alcune distinzioni classiche prendono le mosse dal principio
della separazione dei poteri; in dottrina si è proposto, quale criterio
distintivo delle diverse tipologie di forme di governo, il grado di
separazione tra il potere legislativo ed il potere esecutivo3.
Secondo tale ricostruzione, la rigida separazione dei poteri
identificherebbe la forma di governo presidenziale, mentre una sepa-
razione più flessibile definirebbe la forma di governo parlamentare .
Un ulteriore distinzione, in passato molto utilizzata in dottrina, è
quella tra forme di governo dualistiche e forme di governo monistiche.
La distinzione tra forme di governo monistiche e dualistiche si
basa su diversi criteri4.
Un criterio di distinzione tra modello monista e dualista è quel-
lo relativo alla composizione dell’esecutivo, a seconda che lo stesso
sia composto da un unico organo o da due organi separati (governo
e capo dello stato )5.
Ancora, per la distinzione tra forme di governo monistiche e
dualistiche è stato proposto il criterio della legittimazione degli organi
preposti all’esercizio del potere esecutivo e del potere legislativo6.
Si avrebbero forme di governo a legittimazione diretta quando
l’esecutivo sia eletto direttamente dal corpo elettorale, mentre le
forme di governo a legittimazione indiretta si avrebbero nel caso in
cui l’esecutivo derivi dall’organo parlamentare7.
3 T.E. FROSINI, Forma di governo e Partecipazione Popolare, cit., p. 8
4 M. VOLPI, Libertà e Autorità, cit., p. 88
5 In tal caso si è parlato, in dottrina, di forme di governo ad esecutivo moni-
sta ed a esecutivo dualista a seconda della presenza o meno di un Capo dello
stato in posizione separata rispetto all’organo governo; in tal senso, v. A. CANE-
PA, Le teorie del semipresidenzialimo e i modelli dell’Europa occidentale, in A.
GIOVANNELLI (a cura di), Il semipresidenzialismo: dall’arcipelago europeo al
dibattito italiano, Torino, 1998, p. 54. Tale criterio classificatorio è criticato da
M. VOLPI, Libertà ed autorità, cit., p. 90, che ne sottolinea la staticità che porta
a escludere dalle forme di governo dualiste quella degli Stati Uniti d’America, in
ragione del carattere monocratico dell’esecutivo, ignorando del tutto i rapporti
esistenti tra i diversi poteri .
6 Sul punto si rinvia a L. PRIMICERIO, Forma di governo Parlamentare e
Modelli di Democrazia Rappresentativa, Torino, 2002, p. 36; l’autore afferma
che: “La caratterizzazione della forma di governo quanto al titolo della legitti-
mazione democratica degli organi di indirizzo precede e condiziona la caratte-
rizzazione quanto ai rapporti intercorrenti tra i poteri”.
7 V. M. DUVERGER, I Sistemi Politici, cit., p. 71; T.E. FROSINI, Forme di gover-
no e Partecipazione Popolare, cit., p. 3; M. VOLPI, Libertà e Autorità, cit., p. 90 e ss.

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