Flash sull'immigrazione 'clandestina' in Italia

Autore:Piero Innocenti
Pagine:9-9
 
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Rivista penale 1/2017
Dottrina
FLASH SULL’IMMIGRAZIONE
“CLANDESTINA” IN ITALIA
di Piero Innocenti
Dal primo gennaio 2016 alle ore 7 del due dicembre
2016, gli stranieri soccorsi/sbarcati in Italia sono stati
complessivamente 173.188 (gli ultimi 172 sono giun-
ti nel porto di Palermo il mattino del primo dicembre a
bordo della nave Louise Marie del dispositivo aeronavale
Eunavfor Med). Sono stati, così, superati i numeri degli
sbarchi del 2014 (170.100, era stato il record) e dell’anno
passato (153.842). La Libia continua ad essere il paese
da dove parte la maggior parte di migranti (154.531), se-
guita da Egitto (12.766) e da Turchia (3.486). Imponente
la “flottiglia” di imbarcazioni, 3.522, utilizzate complessi-
vamente negli ultimi tre anni nei trasporti in mare; solo
quest’anno ben 1.477 (1.063 gommoni) di cui 645 affon-
date, 651 alla deriva, 5 recuperate dagli “scafisti”, 82 non
rinvenute e 94 sequestrate. Relativamente agli “scafisti”
arrestati per favoreggiamento dell’immigrazione clande-
stina il numero è di tutto riguardo (740) anche se, a mio
parere, in molti casi le persone indagate erano soprattutto
migranti costretti o “convinti” dagli stessi trafficanti a “pi-
lotare” l’imbarcazione con forti sconti sul costo della tra-
versata. Sta di fatto che sul totale delle persone arrestate
dalla polizia di stato dopo gli sbarchi nei vari porti italiani,
ben 153 sono risultati egiziani, 144 gambiani e 138 sene-
galesi (i libici solo 15). Anche nel 2015 gli egiziani erano
stati il numero più consistente (154) sul totale di 521 ar-
restati per il delitto ex art. 12 del T.U. sull’immigrazione
(favoreggiamento).
Inutile ricordare che i capi, gli organizzatori del traf-
fico di persone e tutta la folta schiera di fiancheggiatori
e manovalanza che si trovano in Libia, Egitto e Turchia,
se la godono beatamente anche con la complicità di seg-
menti istituzionali locali che, in cambio, ricevono adeguati
compensi.
Se questa è la situazione in mare destinata, forse, ad
un rallentamento nel mese di dicembre con le condizioni
meteo certamente non favorevoli, ai confini terrestri la si-
tuazione degli stranieri “irregolari” rintracciati dai servizi
di polizia permane “stazionaria” con 3.920 rintracci al con-
fine con la Svizzera, 7.125 con l’Austria, 1.324 con la Slove-
nia e 291 con la Francia (dati riferiti al primo dicembre).
Più consistenti le cosiddette “riammissioni passive” (il ri-
entro, cioè, di stranieri irregolari in Italia dopo i controlli
fatti nei paesi confinanti) che sono state 522 dalla Francia
(ai quali vanno aggiunti i 22.491 cittadini “respinti” nel no-
stro paese da quelle autorità), 18.344 dalla Svizzera, 1.302
dall’Austria e solo 46 dalla Slovenia. Inutile dire che gli uf-
fici immigrazione di molte questure sono particolarmente
impegnati nello svolgimento delle attività di competenza,
non sempre agevoli, specie nella materia delle istanze di
protezione internazionale che, alla data odierna, sono ben
114.788.
Insomma, negli ultimi tre anni, son stati circa mezzo
milione i migranti salvati in mare e accolti nei nostri porti
nonostante i controlli aumentati e le partenze, in alcuni
casi, bloccate. Quando, giusto tre anni fa, il nostro capo
dell’immigrazione e della polizia delle frontiere, Prefetto
Pinto dichiarò, preoccupato, in sede di audizione in com-
missione parlamentare, che sulle coste nord africane c’era
un milione di migranti pronti a partire, fu criticato e zitti-
to dai vertici politico-istituzionali. Le preoccupazioni del
prefetto erano fondate.

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