Casa familiare in comodato tra recesso ad nutum e rilevanza dell'interesse protetto

Autore:Angelo Fanelli
Pagine:141-155
RIEPILOGO

1. L’interpretazione della Suprema Corte del concetto di casa familiare concessa in comodato e l’esclusione della possibilità di un recesso ad nutum da parte del comodante, alla luce delle interpretazioni di matrice «familiarista». - 2. La nozione di casa familiare e la sua funzione. - 3. Sulla configurabilità del comodato senza determinazione di durata (c.d. comodato precario) anche nell’ipotesi ... (visualizza il riepilogo completo)

 
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A. Fanelli
Casa familiare in comodato, tra recesso ad nutum e rilevanza …
ANGELO FANELLI
CASA FAMILIARE IN COMODATO,
TRA RECESSO AD NUTUM E RILEVANZA
DELL’INTERESSE PROTETTO
S: 1. L’interpretazione della Suprema Corte del concetto di casa familiare
concessa in comodato e l’esclusione della possibilità di un recesso ad nutum da
parte del comodante, alla luce delle interpretazioni di matrice «familiarista». –
2. La nozione di casa familiare e la sua funzione. – 3. Sulla configurabilità del
comodato senza determinazione di durata (c.d. comodato precario) anche
nell’ipotesi di destinazione del bene a casa familiare. – 4. Il destino dell’abita-
zione familiare e la sua peculiare funzione. Il rapporto nonni-nipoti come ele-
mento costitutivo del «diritto all’abitazione» del minore.
1. Le Sezioni Unite, in una recente pronuncia1, hanno preso nuovamente
in esame la disciplina applicabile alla fattispecie dell’assegnazione della casa
familiare, disposta in favore di uno dei coniugi nell’ambito di un giudizio di
separazione, qualora l’immobile sia stato precedentemente oggetto di como-
dato da parte del suo titolare affinché fosse destinato ad abitazione familiare
del comodatario. È stato riconosciuto al comodante il diritto ad ottenere la
restituzione dell’appartamento destinato a casa familiare ex art. 1810 c.c.,
non ritenendo applicabile il principio precedentemente affermato, secondo il
quale il diritto del proprietario alla restituzione del bene, concesso in como-
dato per essere adibito a casa della famiglia, possa essere limitato ogni qual-
volta sia possibile ricostruire, sulla base della comune intenzione delle parti,
un termine implicito di durata, coincidente con le esigenze della vita familia-
re (e, quindi, anche dei minori) del comodatario. I Giudici di legittimità han-
no affermato che, in mancanza di un termine di efficacia del vinculum iuris,
la relativa determinazione è, in ogni caso, rimessa in via potestativa alla mera
volontà del comodante, non rilevando, dunque, la circostanza dell’assegna-
zione dell’immobile al coniuge affidatario dei figli in sede di separazione.
1 Cass., 7 luglio 2010, n. 15986, in Foro it., 2010, 12, c. 3391.

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