Trasformazione della società, lotta all'evasione fiscale e rafforzamento dei poteri del fisco. Uno sguardo d'insieme

Autore:Gianluca Selicato
Pagine:17-56
 
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CAPITOLO PRIMO
TRASFORMAZIONE DELLA SOCIETÀ,
LOTTA ALL’EVASIONE FISCALE
E RAFFORZAMENTO DEI POTERI DEL FISCO.
UNO SGUARDO D’INSIEME
SOMMARIO: 1. Cambiamenti della società e trasformazione del diritto tributario. -
2. Fenomenologia del cambiamento: rafforzamento dei poteri del Fisco e
tendenziale inversione dell’onere probatorio, tra diritto e giurisprudenza. -
3. Metodi presuntivi e mere presunzioni nell’accertamento del rapporto tri-
butario: osservazioni minime sul continuo ampliamento del ruolo del ragio-
namento inferenziale nell’attuazione del tributo. - 4. Favor Fisci vs. certez-
za del diritto. - 5. Presunzioni semplici e prova contraria: centralità del ruolo
del giudice e nuovi istituti processuali.
1. Cambiamenti della società e trasformazione del diritto tributario
Ove si accettasse di sacrificare, solo per un istante, il rigore
metodologico nell’esame dei lineamenti evolutivi del sistema im-
positivo italiano ci si accorgerebbe che la “fredda” materia dei tri-
buti costituisce sempre più oggetto di attenzione del cittadino, pre-
occupato dalla costante crescita della pressione fiscale, pur a fronte
di una sensibile contrazione del reddito pro-capite1. L’andamento
dell’economia, la dimensione del debito pubblico, la qualità della
spesa a livello centrale e periferico e le implicazioni sul versante
1 Torna a mente l’analisi di A. FANTOZZI, E. NARDUZZI (Il malessere fiscale,
Governare il fisco nel Duemila, Bari, 1996, VII) che, formulando osservazioni di
evidente attualità, evidenziavano che «forse mai come in questo ultimo decennio
la politica fiscale è stata al centro di un dibattito diffuso. Tutti o quasi ne discu-
tono. Molte sensazioni vengono da varie parti sbandierate come risolutive di tut-
ti i mali e di tutte le insofferenze. Alcuni, poi, traggono dal malessere fiscale
conseguenze di lungo periodo che interessano gli equilibri stessi della conviven-
za sociale».
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delle scelte impositive costituiscono elementi di crescente interesse
nelle relazioni sociali che identificano i temi di fondo di un cam-
biamento percepito da tutti ma le cui dimensioni sfuggono anche
alle più raffinate analisi giuridiche ed economiche.
Sulla giustificazione etica del prelievo convergono, non a caso,
lo studio dei presupposti storico-ideologici della tassazione2 e l’ac-
cesa conversazione al bar tra chi, a torto o ragione, si sente tar-
tassato da un Fisco vorace e invadente3. Il tecnico, come l’uomo
di strada, cerca di addentrarsi in un’indagine che sfuma tra dirit-
to ed economia nel tentativo di coniugare le scelte fiscali con le
novità che interessano la società4. Il pensiero corre all’evolu-
zione tecnologica, al suo ruolo ambivalente sul versante della
2 Sui quali si vedano F. GALLO, Le ragioni del fisco, Etica e giustizia nella
tassazione, Bologna, 2007, che osserva il fenomeno nella prospettiva di una
nuova giustizia distributiva; su posizioni sostanzialmente antitetiche, la cui
dimostrazione si avvale di una approfondita ricerca bibliografica, si attesta
G. FALSITTA, Giustizia tributaria e tirannia fiscale, Milano, 2008. Questa
contrapposizione si ripropone, con identico vigore, nella sollecitazione del
Prof. Franco Gallo a riconsiderare il principio di capacità contributiva negli
scenari evolutivi del sistema tributario (v. F. GALLO, L’evoluzione del siste-
ma tributario e il principio di capacità contributiva, cit., 499, ss.). Sul ver-
sante opposto, la tendenza a considerare l’obbligazione tributaria come una
mera obbligazione di riparto è criticata da D. STEVANATO, Determinazione
della ricchezza, «obbligazione di riparto» e ricchezza non registrata, in Dialo-
ghi, 2013, 7, ss., il quale contesta anche la «consunta metafora dello Stato come
“grande condominio”». Sui principi di etica fiscale e sul rapporto complesso tra
essi e l’evasione fiscale v. C. SACCHETTO, Etica e fisco, in AA.VV., Dal diritto
finanziario al diritto tributario (Studi in onore di Andrea Amatucci), Bogotà-
Napoli, 2011, II*, 185, ss.
3 Secondo R. LUPI, Manuale giuridico di scienza delle finanze, Roma, 2012,
307, l’eccessività delle aliquote può paradossalmente tradursi, quantomeno in
apparenza, in uno «strumento politico-mediatico per recuperare coesione socia-
le». Pur tuttavia, «il livello delle aliquote può considerarsi secondario, non nel
senso di “poco importante”, ma nel senso che “viene dopo” la percezione del
livello dei controlli». Il rilievo, del tutto condivisibile, costituisce una premessa
necessaria di questo approfondimento ed è destinato a influenzare la metodologia
d’indagine sull’evoluzione del concetto di reddito, non a caso apprezzata nella
duplice dimensione del diritto sostanziale (presupposto impositivo) e del proce-
dimento (ricostruzione presuntiva del presupposto medesimo).
4 Su questi temi v. G. TREMONTI, La fiscalità del terzo millennio, in Riv. sc.
fin. dir. fin., 1998, I, 72, ss.; R. LUPI, Società, diritto e tributi, Milano, 2005, 113,
ss.; F. GALLO, Proprietà, diritti sociali e imposizione fiscale, in Studi in onore di
Enrico De Mita, cit., II, 503, ss.
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produzione della ricchezza5 e del controllo del contribuente6; ma
anche alla volatilità dei patrimoni che condiziona sensibilmente le
politiche impositive7, alla dimensione raggiunta dall’impresa e dal-
le professioni, alla forza attrattiva dei Paesi emergenti e alla con-
nessa esigenza di riallocazione dei fattori produttivi. Questi e nu-
merosi altri fenomeni costituiscono cause e, al tempo stesso, obiet-
tivi dell’incessante opera di “manutenzione” del diritto tributario.
Le fasi alterne dell’economia e l’instabilità degli scenari di ri-
ferimento nell’era della globalizzazione8 spiegano solo in parte, pe-
rò, le dinamiche evolutive del sistema impositivo9. Volgendo lo
5 A. F. URICCHIO, Le frontiere dell’imposizione tra evoluzione tecnologica e
nuovi assetti istituzionali, Bari, 2010, 11, ss., svolge un’interessante indagine
sulle sfide per l’imposizione tra globalizzazione e nuove tecnologie, sofferman-
dosi in modo particolare sull’intreccio tra i modelli di prelievo e le modalità di
produzione della ricchezza (anche in riferimento al “cyberspazio”). L’indagine è
ripresa e ulteriormente affinata in ID., Dematerializzazione della ricchezza, glo-
balizzazione e nuovi indici di misurazione della ricchezza: le sfide dell’impo-
sizione nell’inizio del nuovo millennio, in AA.VV., Dal diritto finanziario al di-
ritto tributario, cit., III**, 109, ss.
6 Sull’argomento può vedersi G. SELICATO, La rilevanza fiscale dei traffici
internazionali e le attività di controllo dell’Amministrazione finanziaria: stru-
menti e informazioni a disposizione delle autorità, in AA.VV., Traffico Tran-
sfrontaliero di rifiuti, Bari, 2008, 165, ss.
7 È il caso della c.d. “Tobin tax” (dal nome di James Tobin, premio Nobel
americano dell’economia nel 1981), ovvero dell’ipotesi dell’applicazione di un
prelievo mite sulle transazioni finanziarie (o sulle sole operazioni speculative) il
cui gettito andrebbe indirizzato a favore della riduzione del debito pubblico dei
Paesi aderenti all’accordo. Si tratta di un tributo che, se applicato da un singolo
Paese, rivela effetti fortemente distorsivi, com’è accaduto in Svezia ove l’esiguo
gettito – in parte dovuto alla fuga degli investitori stranieri – ha condotto ad una
rapida abolizione dell’imposta. Non ci sono, allo stato attuale, le condizioni per
l’applicazione generalizzata del prelievo a livello UE. Circostanza, questa, che
ha determinato la necessità di avviare, nell’ottobre 2012, una procedura di coo-
perazione rafforzata tra dieci Paesi, ovvero, Germania, Italia, Francia, Austria,
Belgio, Portogallo, Slovenia, Grecia, Spagna e Slovacchia. Per quanto la Com-
missione europea, dopo iniziali timori, abbia deciso di avviare questa procedura
ritenendo che non vi saranno conseguenze negative sul funzionamento del mer-
cato unico, le resistenze di ben 17 Paesi membri testimoniano la divergenza di
opinioni sugli effetti della misura sull’economia reale.
8 Sulla cui profonda influenza sul sistema del diritto v. P. GROSSI, Globaliz-
zazione, diritto, scienza giuridica, in Foro it., 2002, 152.
9 Com’è confermato dalle più recenti ipotesi di riforma del diritto tributario
italiano. Mentre la c.d. “riforma Tremonti (legge 7 aprile 2003, n. 80, recante

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