Doveri pragmatici

Autore:Antonio Incampo
Pagine:91-121
 
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5. DOVERI PRAGMATICI
5.0. Il diritto è práxis, movimento sconfinato di atti (atti lin-
guistici, speech acts). Decretare, sentenziare, fare testamento, ac-
quistare, vendere, promettere, giurare, e così via, formano effetti-
vamente la mole notevole dell’attività giuridica. Tutti atti che il
soggetto “fa con parole”. La pragmatica, come scienza, studia le
condizioni di validità di atti.
La validità pragmatica può dividersi in due concetti. Da un la-
to c’è la validità pragmatica prima o praxeologica, dall’altro la va-
lidità pragmatica seconda o praxeonomica. La validità praxeologi-
ca comprende le condizioni che risalgono all’idea [e‹dov eîdos]
stessa dell’atto di cui si prèdica la validità. Non parlo di “idea” in
un senso qualsiasi. Sono ben lontano dal pensare alle particolaris-
sime intenzioni dell’Io. “La mia idea è discorde dalla tua”: inizia con
queste parole il dibattito fra due politici di professione sul programma
elettorale del partito, o la discussione di un gruppo di tifosi sullo
schieramento di Cassano nella nazionale di calcio. L’”idea” è qui
tutt’altro che espressione di piccole beghe. Tocca, invece, l’essenza
delle cose, oggetto di un pensiero universalmente razionale.
Su un piano molto diverso insiste invece la validità praxeono-
mica, le cui condizioni risalgono a norme [nÒmoi nómoi] ab extra
rispetto alla pura idea di un atto30.
30 La validità di cui parlo è definita da Amedeo G. Conte, Minima deontica,
in: Id., Filosofia del linguaggio normativo. II. Studi 1982-1994, 1995, special-
mente pp. 364-366. Ecco le due definizioni di Conte: “la validità praxeologica
d’un atto è quella specie di validità pragmatica che è relativa al concetto di
quell’atto. […] L’altra delle due specie di validità pragmatica è la validità pra-
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5.1. La validità pragmatica prima o praxeologica, come ho det-
to, è la validità che non dipende semplicemente da norme, ma
dall’idea stessa di un atto. In tal senso, esprime dei doveri necessa-
ri e universali senza i quali ci sarebbe l’impossibilità dell’atto o la
sua trasformazione in una realtà diversa. Kant non esiterebbe a
classificare tali doveri come condizioni a priori di validità, poiché
non derivano dall’esperienza empirica dei fatti sociali, bensì dal
loro primo concetto.
La condizione per cui una promessa non può essere promessa
di cosa passata ne è un esempio illuminante. Senza un simile dove-
re la promessa sarebbe priva di senso e, dunque, impossibile. Al
centro v’è l’idea di promessa. Non la mia o la vostra idea nel mez-
zo di un’opinione parziale e meramente individuale, ma ciò che
tutti gli uomini pensano parlando appunto di promessa. L’idea è
l’essenza di qualcosa, la sua quidditas.
Qual è, dunque, l’idea? La promessa è un modo di sottoporsi a
una obbligazione. Secondo John R. Searle: “The essential feature
of a promise is the undertaking of an obbligation”; allo stesso
modo, per Jean-Louis Gardies: “Promettre est une manière de se
soummetre à une obligation”. Non riesco neppure a pensare il
promettere senza l’obbligazione verso il promissario. La conse-
guenza è immediata. Come faccio ad obbligarmi verso una cosa
passata qua passata? Mi posso obbligare per ciò che ha da essere,
ma non per una cosa che è o è stata. Non ha senso dire “Prometto
che ti sono stato fedele”, semmai: “Prometto di esserti fedele”.
“Prometto di averti portato sopra Posillipo e che non ti volevo più
bene”. C’è un chiaro controsenso in quest’ultima dichiarazione,
così come nell’espressione “Il mio amico morì dopodomani”.
Sotto la forma apparente di una promessa rivolta al passato
sono eventualmente possibili solo delle rassicurazioni. Dicendo
xeonomica. Validità praxeonomica è quella specie di validità pragmatica che (a
differenza della validità praxeologica) è relativa non già alla struttura intrin-
seca d’un atto, ma a regole, a nómoi, ad estrinseche regole su esso (in greco:
nómos = rego la, norma, legge): e precisamente, a regole le quali theticamente
pongono, nei differenti ordinamenti normativi, differenziali condizioni di validità
(Gültigkeitsbedingungen, conditions de validité, validity-conditions o conditions
of validity)” (ibidem).

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