Imposta di donazione, Osservatorio immobiliare, Catasto patrimoniale e problemi vari

Autore:Sforza Fogliani Corrado
Pagine:121-123
RIEPILOGO

1. Fotovoltaico e semplificazione. 2. Immobili categoria D e stima diretta. 3. Imposta di donazione e liberalità. 4. Proprietà e area inquinata. 5. Assunzione del portiere. 6. Rendite, valori e Osservatorio immobiliare. 7. Nuovo Catasto, patrimoniale permanente. 8. Beneficio di bonifica, non vale la rendita. 9. Danni ambientali del conduttore e locatore.

 
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Arch. loc. e cond. 2/2012
Dottrina
IMPOSTA DI DONAZIONE,
OSSERVATORIO IMMOBILIARE,
CATASTO PATRIMONIALE E
PROBLEMI VARI
di Corrado Sforza Fogliani
SOMMARIO
1. Fotovoltaico e semplificazione. 2. Immobili categoria D e
stima diretta. 3. Imposta di donazione e liberalità. 4. Pro-
prietà e area inquinata. 5. Assunzione del portiere. 6. Rendi-
te, valori e Osservatorio immobiliare. 7. Nuovo Catasto, pa-
trimoniale permanente. 8. Beneficio di bonifica, non vale la
rendita. 9. Danni ambientali del conduttore e locatore.
1. Fotovoltaico e semplificazione
Diversi sono i temi toccati dalla Confedilizia nel corso
dell’audizione svolta, presso la Commissione Ambiente
della Camera, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle
politiche ambientali in relazione alla produzione di ener-
gia da fonti rinnovabili.
Prima di tutto, l’avv. Pier Paolo Bosso (incaricato, per la
Confederazione, del tema) ha posto l’accento sulla tecnologia
fotovoltaica, che è quella che sta determinando più interesse
per le opportunità che offre alla proprietà immobiliare.
Favorire l’investimento diretto e la realizzazione di
impianti sia su case mono-bifamiliari, sia sui condominii
è l’altro punto principale affrontato dalla Confedilizia. Nel
caso del condominio, la semplificazione giuridico-ammini-
strativa costituirebbe un importante punto di partenza:
ad esempio si potrebbero favorire fiscalmente strumenti
quali la locazione ad hoc a terzi delle coperture degli edi-
fici o la concessione delle stesse in diritto di superficie,
per la realizzazione di impianti fotovoltaici. Al proposito,
l’avv. Bosso ha citato uno studio dell’Iea (International
energy agency-Photovoltaic power systems programme),
che ha stimato per l’Italia un’area di tetti potenzialmente
disponibile per l’inserimento di pannelli fotovoltaici pari
a 763,53 km quadrati (di cui 410 in edifici residenziali e
il restante in edifici agricoli, industriali e commerciali) e
un’area di facciate pari a 286,32 km quadrati. La produ-
zione potenziale da fotovoltaico, nel caso di utilizzazione
di tutta l’area presa in considerazione dallo studio Iea,
sarebbe pari a circa 126 TWh/anno, corrispondenti al 45%
dei consumi elettrici nazionali.
2. Immobili categoria D e stima diretta
La stima diretta conseguente all’effettivo sopralluogo
all’immobile consente di “appurarne caratteristiche e
qualità”, oltre che di “osservare le disposizioni di legge e
di prassi amministrativa, per una determinazione della
valutazione finale quale risultato dell’esame dell’intero
compendio produttivo nella sua interezza”. La mancata
adozione, pertanto, del metodo della stima diretta non-
ché la mancanza del predetto sopralluogo “invalidano ab
origine ed in modo insanabile” l’attività posta in essere
dall’Agenzia del territorio”.
È quanto ha stabilito la Commissione tributaria pro-
vinciale di Bari, con sentenza n. 184 dell’8 giugno 2011,
accogliendo, così, il ricorso di una società, proprietaria di
un immobile, del quale la predetta Agenzia aveva variato,
d’ufficio, il classamento con passaggio dalla categoria cata-
stale “C/2 (magazzini e locali di deposito) alla più onerosa
categoria D/8 (capannoni ad uso deposito e commercia-
le)”, senza aver dato prova però, nel corso del giudizio, di
aver osservato l’art. 30, d.p.r. n. 1142/1949, che impone,
per gli immobili a destinazione speciale (quali, appunto,
quelli appartenenti alla categoria D), l’applicazione del
metodo della stima diretta.
Nel caso di specie, in particolare, il suddetto passaggio
non era stato “affatto motivato né giustificato”, giacché
non risultavano riportate “le reali caratteristiche, anche
costruttive e strutturali dell’immobile” in questione.
3. Imposta di donazione e liberalità
Non è raro che un genitore intesti un appartamento al
figlio pagando di tasca propria il prezzo d’acquisto. In tal
caso, però, si pone un problema: laddove il valore del ce-
spite ecceda le franchigie di legge, occorre o meno pagare
l’imposta di donazione?
Per rispondere al quesito occorre prendere l’avvio dal-
l’art. 1, comma 4 bis, D.L.vo n. 346 del 31 ottobre 1990,
il quale, da un lato, precisa che alle “liberalità indirette”
si applica l’imposta di donazione; dall’altro, sottolinea,
però, che questa imposta non si applica nei casi in cui, in
particolare, tali liberalità indirette siano “collegate ad atti
concernenti il trasferimento o la costituzione di diritti im-
mobiliari” e “per l’atto sia prevista l’applicazione dell’im-
posta di registro, in misura proporzionale, o dell’imposta
sul valore aggiunto”.
Con questa norma, in sostanza, il legislatore ha previ-
sto l’irrilevanza, ai fini dell’imposta di donazione, delle
liberalità indirette, nel caso in cui l’oggetto delle liberalità
sia un trasferimento immobiliare che sconti l’iva oppure

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