PROVVEDIMENTO 24 gennaio 2008 - Accordo, ai sensi dell''articolo 9 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, tra il Governo, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano e gli enti locali sul documento «Piano italiano d''azione sulle droghe». (Rep. atti n. 4/CU).

 
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LA CONFERENZA UNIFICATA

Nella odierna seduta del 24 gennaio 2008:

Visto l'art. 9 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, che disciplina le funzioni di questa Conferenza;

Visto il Decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309 ´testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenzaª e successive modificazioni, il quale prevede una serie di adempimenti finalizzati alla prevenzione, cura e reinserimento sociale delle persone legate alla dipendenza o a rischio di essa, di competenza sia delle amministrazioni centrali sia delle autonomie territoriali;

Vista la nota in data 4 dicembre 2007 con la quale il Ministero della solidarieta' sociale ha trasmesso, per l'esame di questa Conferenza, un documento recante il ´Piano italiano d'azione sulle drogheª presentato al Consiglio dei Ministri nella seduta del 23 novembre 2007;

Vista la nota in data 21 gennaio 2007 con la quale il Ministero della solidarieta' sociale ha inviato la definitiva stesura della proposta di Accordo in oggetto, che tiene conto delle osservazioni formulate dalle regioni e province autonome e dall'ANCI, nel corso della riunione tecnica svoltasi il 18 gennaio 2008;

Acquisito, nel corso dell'odierna seduta, l'assenso del Governo, dei presidenti delle regioni e delle province autonome, dell'ANCI, dell'UPI e dell'UNCEM;

Sancisce accordo tra il Governo, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano e gli enti locali nei termini di seguito riportati:

Premesso che:

- quest'ultimo decennio ha visto un notevole incremento di atti normativi e programmatici di ambito nazionale e internazionale relativi alle problematiche delle dipendenze, che possono costituire una solida base per l'implementazione di adeguati interventi ai bisogni emergenti nelle varie realta' territoriali del Paese;

- la legge 18 febbraio 1999, n. 45, ´Disposizioni per il Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga e in materia di personale dei Servizi per le tossicodipendenzeª ha previsto, tra l'altro, finanziamenti per progetti regionali e nazionali, mirati alla prevenzione, al recupero e alla cura dei soggetti legati alla dipendenza o a rischio di essa;

- il decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229, ´Norme per la razionalizzazione del Servizio sanitario nazionale, a norma dell'art. 1 della legge 30 novembre 1998, n. 419ª ha, tra l'altro, inserito la dipendenza da sostanze di abuso nell'ambito delle aree cui attengono prestazioni sociosanitarie ad elevata integrazione sanitaria, da assicurarsi da parte delle aziende sanitarie in quanto comprese nei livelli essenziali di assistenza;

- l'Unione europea ha adottato Piani di azione sulle droghe fin dal 1998 e che tutti gli Stati membri hanno piani di azione o documenti analoghi, che sono rinnovati alla loro scadenza;

- per la definizione del Piano italiano di azione sulle droghe si e' adottato lo stesso schema utilizzato dal PdA europeo, essendo cosi' vincolati all'esigenza di identificare azioni chiare, adottate con piena consapevolezza, sia per quanto riguarda la copertura finanziaria, sia la coerenza e la plausibilita' con le altre politiche di settore;

- al fine di procedere all'elaborazione del Piano, e' stato composto un apposito Tavolo di lavoro al quale sono stati chiamati gli otto rappresentanti del Governo (solidarieta' sociale, salute, interno, pubblica istruzione, affari esteri, giustizia, giovani e sport, famiglia); sei rappresentanti regionali, di cui tre per l'area della salute e tre per l'area delle politiche sociali; l'ANCI e l'UPI;

- il risultato del tavolo di lavoro si e' concretizzato in alcune tabelle che contengono, in forma sintetica, 66 azioni da svolgere nell'anno 2008;

- le azioni sono suddivise in cinque macroaree identificate nel coordinamento, riduzione della domanda, riduzione dell'offerta, cooperazione internazionale e informazione che contempla anche la formazione, la ricerca e la valutazione;

- per ogni azione e' definito in apposite colonne l'obiettivo generale, la descrizione dell'azione, il periodo di attuazione (per il piano presente, il solo anno 2008), le parti responsabili (che sono intese come le istituzioni che gestiranno l'azione) e gli indicatori o gli strumenti di valutazione o verifica;

- il coordinamento tra tutti gli attori impegnati nell'intervento sulle droghe e' strumento essenziale per un successo dell'insieme delle azioni. L'elevata complessita' dei fenomeni relativi alle droghe richiede la partecipazione di istituzioni e organizzazioni differenti che agiscono su terreni spesso comuni. Gli obiettivi generali del coordinamento sono, essenzialmente, due: la circolazione delle informazioni ed il concerto delle azioni comuni. A carico delle azioni di coordinamento per il periodo indicato, e' posto, infine, il compito di redazione del Piano di azione pluriennale 2009/2012 che seguira' l'attuale Piano relativo al 2008;

- la riduzione della domanda contempla l'implementazione delle conoscenze sul sistema di intervento, per quanto riguarda le risorse umane e materiali; il miglioramento dell'organizzazione e del funzionamento dell'intero sistema degli interventi preventivi, terapeutico-riabilitativi e della riduzione del danno; la sperimentazione di azioni innovative da trasferire, se efficaci, a regime nel sistema; la formazione e l'aggiornamento del personale impegnato. E' prevista la partecipazione proattiva e diffusa dei soggetti istituzionali, del privato sociale, del volontariato del settore e delle altre organizzazioni attive nel campo delle droghe, per raggiungere gli obiettivi di progettazione locale, di conoscenza, di implementazione e miglioramento e di sperimentazione. In particolare, per le azioni che si sviluppano a livello territoriale, e' indispensabile il pieno coinvolgimento di tutta la societa' civile anche in riferimento al dettato dell'art. 118 della Costituzione;

- la riduzione dell'offerta e' strettamente connessa con il miglioramento quantificabile dell'efficacia, dell'efficienza e della base conoscitiva degli interventi repressivi diretti a contrastare la produzione e il traffico di droga, lo sviamento dei precursori, il riciclaggio dei narcoproventi, il narcotraffico collegato al finanziamento del terrorismo. Tale miglioramento verra' conseguito concentrando l'attenzione sulla criminalita' organizzata collegata alla droga, avvalendosi degli strumenti e delle strutture esistenti, optando anche per la cooperazione regionale o tematica, e cercando i possibili modi di intensificare l'azione di prevenzione della criminalita' legata alla droga;

- in ambito di cooperazione internazionale, il Piano si prefigge un miglioramento quantificabile in termini di efficacia e visibilita' del coordinamento fra i vari attori nazionali delle attivita' di promozione e sviluppo di un approccio integrato ed equilibrato nei confronti del problema della droga e dei precursori sia in ambito Unione europea, sia nelle Organizzazioni e fora internazionali, nonche' nel contesto dei rapporti bilaterali con Paesi terzi. Il tutto associato all'obiettivo di ridurre l'offerta di droga in Italia e di assistere i Paesi terzi di produzione e di transito, nei settori prioritari, al fine di ridurre la domanda di droga, come parte integrante della cooperazione politica e di sviluppo. L'attivita' internazionale dell'Italia si svolgera' nel quadro delle pertinenti Convenzioni delle Nazioni Unite (Convenzione singola sulle droghe narcotiche del 1961; Convenzione sulle sostanze psicotrope del 1971 e Convenzione sul traffico illecito di stupefacenti e di sostanze psicotrope del 1988) e degli altri accordi multilaterali e bilaterali in vigore, in conformita' ai principi di responsabilita' condivisa fatti propri dall'ONU, ed avendo, quali criteri irrinunciabili, il rispetto dei diritti dell'uomo e del diritto internazionale, nonche' della dignita' della persona che consuma droghe;

- relativamente all'informazione, formazione, ricerca e valutazione, l'azione e' volta ad una migliore comprensione del fenomeno degli usi e degli abusi di droghe; una migliore diffusione delle conoscenze dei fenomeni; una maggiore conoscenza e relativo monitoraggio delle azioni di aggiornamento e di formazione rivolte agli operatori del settore; la definizione di modalita' di valutazione adeguate alle azioni previste e all'intero piano di azione; la programmazione di ricerche ´long termª; il rafforzamento della presenza di ricercatori italiani nei fora europei ed internazionali;

- le azioni previste e la loro realizzazione dovranno tenere conto delle programmazioni regionali in materia sanitaria o sociale gia' approvate od in avanzato processo di elaborazione;

- nell'ambito delle anzidette strategie ed azioni contemplate nel Piano italiano sulle droghe, il ruolo del Ministero della solidarieta' sociale si sostanzia in interventi diversi di contatto e di cooperazione sia con le amministrazioni centrali dello Stato, sia con le regioni e le province autonome, sia con gli enti locali e sia, infine, con l'insieme dei soggetti attivi nel settore, identificando, di volta in volta, una o piu' azioni prioritarie che verranno sviluppate nei singoli territori.

Si approva il documento ´Piano italiano d'azione sulle drogheª, di cui all'Allegato sub A, parte integrante del presente atto.

Roma, 24 gennaio 2001

Il presidente: Lanzillotta

Il segretario: Busia

Allegato A

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