Il diritto all'osservanza della festività religiosa nell'ordinamento giuridico italiano

Autore:Maria Rosaria Piccinni
Pagine:465-490
RIEPILOGO

1. Il riconoscimento della festività come espressione del diritto di libertà religiosa costituzionalmente garantito. - 2. Il quadro normativo in materia di giorni festivi, festività nazionali e solennità civili. - 3. La disciplina in materia di festività religiose nell’Accordo con la Santa Sede e nelle Intese. - 4. Il tempo della festa nella società multiculturale: problemi e prospettive.

 
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M. R. Piccinni
Il diritto all’osservanza della festività religiosa …
MARIA ROSARIA PICCINNI
IL DIRITTO ALL’OSSERVANZA DELLA
FESTIVITÀ RELIGIOSA NELL’ORDINAMENTO
GIURIDICO ITALIANO
S: 1. Il riconoscimento della festività come espressione del diritto di liber-
tà religiosa costituzionalmente garantito. – 2. Il quadro normativo in materia di
giorni festivi, festività nazionali e solennità civili. – 3. La disciplina in materia
di festività religiose nell’Accordo con la Santa Sede e nelle Intese. – 4. Il tempo
della festa nella società multiculturale: problemi e prospettive.
1. Negli ordinamenti giuridici di tutti gli Stati sono riconosciute festività
di carattere locale o nazionale di natura sia civile, sia religiosa.
Mentre il giorno di riposo settimanale dalle attività lavorative ha la fun-
zione di consentire il siologico recupero delle energie del lavoratore e la
salvaguardia dei suoi spazi di vita familiare e sociale, i giorni festivi sono
nalizzati a dare specico rilievo a eventi, date e ricorrenze di particolare
interesse nazionale, oppure possono essere diretti a consentire ai cittadini
l’adempimento di determinate pratiche di culto1.
Accanto ad una dimensione comunitaria, la festa ha anche una valenza
individuale, come momento privilegiato dell’esperienza religiosa del singolo
fedele, il quale vive il suo rapporto con il sacro attraverso l’astensione dal
lavoro e l’adempimento delle prescrizioni che ciascun ordinamento religioso
prevede in merito all’osservanza del tempo festivo.
A quest’ultimo ambito ci si riferisce quando si parla di riconoscimento ci-
vile di festività religiose, essenzialmente nalizzato a rendere concretamente
attuabile il diritto di libertà religiosa garantito dall’art. 19 della Costituzione
italiana, che si estrinseca nelle facoltà di “professare liberamente la propria
fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda
e di esercitarne in privato o in pubblico il culto”.
1 Cfr. P. L, Rilevanza civile delle festività religiose in Spagna e in Italia, in Il diritto eccle-
siastico, 1995, I, pp. 415-443.
466 Annali della Facoltà di Giurisprudenza di Taranto — Anno IV
Lo Stato infatti ha il dovere di rispettare gli obblighi di coscienza dei cre-
denti, tra cui anche quello di assolvere i doveri connessi alla partecipazione
alle funzioni religiose nei giorni di precetto e all’osservanza delle astensioni
dalle attività lavorative2.
Il diritto di libertà religiosa, garantito dalla Costituzione italiana non solo
ai cittadini, ma a tutti, è considerato fondamentale dell’ordinamento costi-
tuzionale3, e delicati problemi sorgono quando si tratta di delineare l’attua-
zione di tale diritto in materia di giorni festivi. Si pone infatti per lo Stato la
necessità di determinare il rapporto tra lavoro, diritto e riposo in maniera da
far coesistere le diverse istanze legate allo svolgimento dei ritmi della vita
umana, secondo una scansione che permetta ai cittadini di curare in maniera
adeguata la propria vita familiare, sociale e culturale in aderenza ai contenuti
e ai precetti della propria fede religiosa.
Il problema della rilevanza civile delle festività religiose varia a seconda
del tipo e del grado di attenzione che lo Stato riserva al fattore religioso in
genere, e ai contenuti deistici dei singoli gruppi confessionali esistenti sul
territorio nazionale.
Nessun problema sembra porsi, almeno in linea teorica, negli ordinamenti
confessionisti, in cui il legame tra sfera civile e sfera religiosa si risolve nel
pieno riconoscimento delle festività religiose della confessione dominante:
è quanto accade ad esempio in Grecia, in cui il riconoscimento e l’introdu-
zione di nuovi giorni festivi avviene in stretta collaborazione con gli organi
competenti della Chiesa ortodossa4.
2 Cfr. G. D T, Il fattore religioso nella Costituzione. Analisi e interpretazioni, Giap-
pichelli, Torino, 2003, p. 29, secondo il quale il nostro legislatore costituente ha inserito il fatto
religioso nel novero delle questioni salienti dell’odierna società, con lo scopo di allargare le diverse
aree di opportunità offerte ai cittadini nell’ambito di quelle questioni e di quei punti salienti che
il Costituente, con una sua scelta insindacabile, ha inteso privilegiare. Molteplici infatti gli ambiti
in cui l’esercizio del diritto di libertà religiosa si va ad esplicare rendendo necessaria una pronta
risposta da parte dello Stato: si pensi alla complessa problematica del riconoscimento delle festività
e del bilanciamento con le esigenze del mondo produttivo e lavorativo, che qui stiamo affrontando,
ma anche ad altre questioni come l’alimentazione, l’uso di simboli, l’assistenza spirituale, la co-
struzione di luoghi di culto, ecc.
3 La Corte Costituzionale in numerose sentenze, tra cui ad esempio la n. 43, 21 gennaio 1988,
in Giust. Cost., 1998, I, p. 116, ha sostenuto che la libertà di adesione ad una confessione religiosa
deve considerarsi un diritto fondamentale dell’uomo. Il contenuto fondamentale della libertà in
parola deve consistere nell’attribuzione al singolo della possibilità di estrinsecare la propria per-
sonalità in materia religiosa, al ne di soddisfare i bisogni del proprio spirito, di rendere gli altri
partecipi delle proprie idee e di costituire delle organizzazioni, per promuovere le medesime. I
gruppi sociali che perseguano ni di religione o di culto, oltre alle attribuzioni proprie dei gruppi
sociali, godono anche di quelle, riconosciute ai singoli, nel settore della libertà religiosa. Sul ruolo
della giurisprudenza costituzionale nell’individuazione delle garanzie che promanano dal diritto
di libertà religiosa cfr. S. L, Proli costituzionali del diritto ecclesiastico italiano, il Mu-
lino, Bologna, 1989, p. 313; R. B, Manuale di diritto ecclesiastico, Valori religiosi e società
civile, Giappichelli, Torino, 1997; M. C, La libertà religiosa nella giurisprudenza della Corte
costituzionale. Dalla giusticazione delle discriminazioni in nome del criterio maggioritario alla
“scoperta” del principio di laicità dello Stato. Verso la piena realizzazione dell’eguaglianza “sen-
za distinzione di religione”?, in Dir. pubblico, 2006, p. 387 ss.; A. A, Il diritto ecclesiastico
nella giurisprudenza della Corte Costituzionale4, Giuffrè, Milano, 2010.
4 Sulle peculiarità del rapporto tra Stato e religione in Grecia cfr. F. M B, Il

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