Diritti e coesione sociale

Autore:Giuseppe Grisi
Pagine:479-486
RIEPILOGO

1. Il rilievo giuridico del concetto di coesione sociale. - 2. La valenza del concetto nell’evoluzione del dato normativo. - 2.1. Le importanti novità legate al Trattato di Lisbona. L’economia sociale di mercato. - 3. Coesione sociale e giustizia distributiva.

 
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rivista di diritto privato Saggi e pareri
4/2012
Diritti e coesione sociale
di Giuseppe Grisi
SOMMARIO: 1. Il rilievo giuridico del concetto di coesione sociale. – 2. La valenza del con-
cetto nell’evoluzione del dato normativo. – 2.1. Le importanti novità legate al Trattato di
Lisbona. L’economia sociale di mercato. – 3. Coesione sociale e giustizia distributiva.
1. Mutuo il titolo del presente contributo dal tema di un recente seminario o-
rentino, al quale ho avuto l’onore di partecipare1; e confesso di aver resistito alla
tentazione di sostituire o aggiungere al termine “diritti” la parola “mercato”, che
pure sarebbe stata conferente, per evitare che l’approccio potesse apparire eccessiva-
mente sbilanciato sul versante economico. Tengo subito, altresì, a precisare – per
dimensionare i problemi indagati e le soluzioni da ricercare – che la riessione cui
mi accingo, al pari di quella svolta a Firenze, varca lo stretto orizzonte domestico per
investire il diritto dell’UE allo stato attuale della sua evoluzione2. Quanto alle “em-
brionali” considerazioni qui consegnate, nella loro elaborazione ho tratto spunti da
uno scritto – assai stimolante – diuso proprio in previsione dello svolgimento
dell’incontro seminariale3.
Non per piaggeria sottolineo la felice scelta del tema, opportuna anche perché
consente di mettere a fuoco un concetto che, pur presente da tempo nello scenario
normativo nazionale4 ed europeo, il giurista ha sinora un po’ trascurato, forse convin-
1 Il convegno si è tenuto l’8 e il 9 giugno 2012 nella prestigiosa sede di Palazzo Strozzi dell’Istituto Italiano di
Scienze Umane. Giuseppe Vettori ha coordinato, da par suo, i lavori.
2 Il che non deve, tuttavia, far pensare che non esista, in Italia, un problema di “diritti” e “coesione sociale”.
È vero, invece, il contrario, soprattutto nella crisi che attualmente il Paese vive; e trattasi – va anche notato
– di un problema che, da noi, si manifesta anche in forme peculiari e speciche, estranee o non paragona-
bili a quelle registrabili in altri Paesi.
3 Lo scritto di cui trattasi, intitolato “Diritti e coesione sociale. Appunti per il seminario orentino del giorno
8 giugno 2012”, è redatto da Giuseppe Vettori e pubblicato nel n. 1 dell’anno 2012 della rivista periodica
on-line www.personaemercato.it, dallo stesso A. fondata e diretta.
4 Trae fondamento e legittimazione dalla Costituzione italiana (art. 119, co. 5 e art. 3, co. 2), oltre che – come
vedremo – dai Trattati UE, la politica di coesione sociale, che trova oggi un riscontro istituzionale nelle
funzioni svolte dal Ministero (senza portafoglio) per la coesione territoriale, operante nell’ambito della
Presidenza del Consiglio dei Ministri e alle cui dipendenze è posto il Dipartimento per lo sviluppo e la coe-
sione economica del Ministero dello sviluppo economico. Dal sito web del Ministero emerge che la sua
mission è “incrementare le opportunità di sviluppo (crescita e inclusione sociale) dei cittadini, indipenden-
temente dal luogo in cui vivono”; è questo lo scopo della politica per la coesione territoriale, “perseguito
promuovendo quantità e qualità dei servizi pubblici fondamentali in modo che tengano in adeguato conto
le speciche esigenze e le caratteristiche dei diversi territori”. Viene, altresì, specicato che il termine “coe-

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