L'emendabilità della dichiarazione di successione

Autore:Flora G. Perrone
Pagine:445-457
RIEPILOGO

1. Premessa - 2. Il caso della sentenza della Cassazione n. 4809 del 28 febbraio 2011- 3. Natura e funzione della dichiarazione tributaria - 4. Inquadramento della disciplina normativa - 5. L’emendabilità degli errori nelle dichiarazioni fiscali - 6. Ritrattabilità della dichiarazione di successione - 7. Considerazioni conclusive.

 
ESTRATTO GRATUITO
F. G. Perrone
L’emendabilità della dichiarazione di successione
FLORA G. PERRONE
L’EMENDABILITÀ DELLA DICHIARAZIONE
DI SUCCESSIONE
S: 1. Premessa – 2. Il caso della sentenza della Cassazione n. 4809 del 28
febbraio 2011– 3. Natura e funzione della dichiarazione tributaria – 4. Inquadra-
mento della disciplina normativa – 5. L’emendabilità degli errori nelle dichiara-
zioni fiscali – 6. Ritrattabilità della dichiarazione di successione - 7. Considera-
zioni conclusive.
1. Con la sentenza in commento, la Corte di Cassazione ha enunciato il
principio di carattere generale secondo cui, alla correzione della dichiarazio-
ne successoria non osta né l’intervenuta scadenza del termine per la presen-
tazione della citata dichiarazione, non avendo detto termine natura decaden-
ziale e non vertendosi nella fattispecie di cui al D.Lgs. 31 ottobre 1990, n.
346, art. 31, comma 3°, che concerne le modifiche da apportare agli elementi
oggettivi e soggettivi della dichiarazione, né la circostanza che l’amministra-
zione abbia provveduto alla liquidazione dell’imposta, mediante avviso non
impugnato dal contribuente, il quale vi abbia anzi dato esecuzione concor-
dando una dilazione e pagando la prima rata.
2. Nel caso concreto era accaduto che, alla morte del de cuius, l’erede
in sede di presentazione della dichiarazione successoria aveva manifestato
la volontà di usufruire delle prescritte agevolazioni tributarie in materia di
“prima casa” di abitazione.
L’Amministrazione nanziaria, al termine della fase istruttoria, discono-
sceva i predetti vantaggi scali retticando la dichiarazione.
Percorsi i primi due gradi di giudizio, entrambi favorevoli al contribuente,
la controversia veniva portata a cospetto del Giudice di legittimità.
La Suprema Corte, con un interessante percorso argomentativo ed erme-
neutico, ripercorre la statuizione contenuta nella sentenza n. 4755 del 2008
pronunciata dalla medesima Corte.

Per continuare a leggere

RICHIEDI UNA PROVA