Degli organi giudiziari

AutoreMassimiliano di Pirro
Pagine37-137
LIBRO I
DISPOSIZIONI GENERALI
TITOLO I
DEGLI ORGANI GIUDIZIARI
CAPO I
DEL GIUDICE
SEZIONE I
DELLA GIURISDIZIONE
E DELLA COMPETENZA IN GENERALE
La giurisdizione è l’attività esercitata dai giu-
dici volta ad applicare, nel caso concreto, le nor-
me giuridiche. Ciò consente di distinguerla sia
dall’attività amministrativa (attività di cura in
concreto degli interessi pubblici esercitata dagli
organi della pubblica amministrazione) sia dal-
l’attività legislativa (produzione di norme giuridi-
che generali ed astratte da parte del Parlamento
o, con riferimento ai decreti legge ed ai decreti
legislativi, del Governo).
A seconda della natura della controversia sot-
toposta all’esame del giudice, si distingue tra
giurisdizione civile, penale ed amministrativa.
La giurisdizione civile, della quale si occupa il
presente codice, ha ad oggetto una controversia
tra soggetti privati in relazione alla violazione di
un diritto soggettivo. Una parte (attore o ricorren-
te) chiama in giudizio un’altra parte (convenuto
o resistente) aff‌inché il giudice stabilisca se, nel
caso concreto, vi è stata la lesione di un diritto
e ripristini l’ordine violato. Così, ad esempio, il
venditore può citare in giudizio il compratore per
ottenere il pagamento del prezzo, il pedone inve-
stito da un automobilista può chiedere al giudice
che condanni quest’ultimo al risarcimento dei
danni, chi è stato occultamente privato del pos-
sesso di un bene può chiedere di essere reinte-
grato nel possesso stesso etc.
Si ha giurisdizione civile anche quando la
controversia sorge tra un privato e la pubblica
amministrazione, qualora quest’ultima agisca
come un privato.
La giurisdizione penale, invece, ha ad ogget-
to una controversia tra un soggetto e lo Stato,
controversia conseguente alla commissione di un
reato.
La giurisdizione amministrativa, inf‌ine, ha ad
oggetto una controversia tra un privato e la pub-
blica amministrazione, in relazione alla violazio-
ne di un interesse legittimo.
Colui che si ritiene leso, ad esempio, da un
atto di espropriazione illegittimo può rivolgersi
al giudice amministrativo per ottenere l’annulla-
mento dell’atto.
La nozione di giurisdizione è stata poi ulte-
riormente scandagliata dalla dottrina, che parla
di giurisdizione ora come attività di composizione,
secondo diritto, dei conf‌litti di interessi (Carnelut-
ti), ora come attuazione, in via sostitutiva, dei diritti
sostanziali (Mandrioli).
La giurisdizione presenta i seguenti caratteri:
- statualità, in quanto è esercitata soltanto da
organi dello Stato e non è ipotizzabile un’attività
giurisdizionale regionale;
- pubblicità e terzietà, in quanto è esercitata
da organi pubblici in posizione di imparzialità,
indipendenza e terzietà rispetto agli interessi in
conf‌litto.
La giurisdizione è esercitata in nome del po-
polo (art. 101 Cost.) ed è aff‌idata ai giudici ordi-
nari, cioè a giudici “istituiti e regolati dalle norme
sull’ordinamento giudiziario” (art. 102 Cost.).
Sul signif‌icato di queste enunciazioni non vi
è uniformità di vedute in dottrina.
Secondo alcuni, dalle norme suindicate si
ricava il principio di unità della giurisdizione, in
forza del quale la giurisdizione ordinaria è quella
generale cui appartengono tutte le materie non
appartenenti a giudici speciali (Mandrioli, Satta).
Altri (Attardi), invece, affermano che alcuni giu-
dici speciali, come il Tar e il Consiglio di Stato,
in materia di interessi legittimi hanno una com-
petenza non meno generale dei giudici ordinari,
per cui la giurisdizione di questi ultimi è generale
soltanto in materia di diritti soggettivi.
Un diverso orientamento (Tommaseo) ritiene
che la giurisdizione sia unitaria, in quanto l’es-
senza dell’attività giurisdizionale è la stessa per
ogni tipo di giurisdizione (ordinaria e speciale).
1.
Giurisdizione dei giudici ordinari.
La giurisdizione civile, salvo speciali di-
sposizioni di legge (25, 102, 103 Cost.; 585
c.n.), è esercitata dai giudici ordinari (1) se-
condo le norme del presente codice (37).
(1) Si vedano gli artt. 1 R.D. 30 gennaio 1941, n. 12
(Ordinamento giudiziario); 2907, 2908 c.c.
1) LA GIURISDIZIONE CIVILE E I GIUDICI ORDINARI.
La giurisdizione civile è, di regola, esercitata
dai giudici ordinari (art. 102 Cost.) e ha ad oggetto
la tutela dei diritti soggettivi (artt. 24 Cost. e 2907
c.c.). Si tratta, peraltro, di una giurisdizione di
tipo residuale, poiché è “civile” la funzione giuri-
sdizionale che non sia penale (preordinata alla
repressione dei reati attraverso l’applicazione
delle sanzioni penali) o amministrativa (avente
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1 Libro I - Disposizioni generali
ad oggetto la tutela degli interessi legittimi nei
confronti della pubblica amministrazione e dei
diritti soggettivi nelle materie di competenza
esclusiva del giudice amministrativo).
La giurisdizione civile ordinaria si suddivide
nei seguenti sottotipi:
- giurisdizione di cognizione o contenziosa, vol-
ta alla risoluzione di una controversia al f‌ine di
accertare una determinata situazione giuridica.
Nell’ambito del processo di cognizione il giudice
valuta, cioè, se esiste il diritto soggettivo dell’at-
tore o del ricorrente (ossia, di colui che invoca
l’intervento del giudice) e se questo diritto è stato
effettivamente violato. Si pensi, ad esempio, al
caso in cui un terzo distrugga la mia motocicletta:
il giudice da me invocato per ottenere il risarci-
mento del danno dovrà valutare se effettivamente
io sono proprietario del bene. Se si dovesse di-
mostrare che la motocicletta era di proprietà di
mio fratello, il giudice non potrà procedere nel
giudizio dal momento che io non risulto titolare di
alcun diritto soggettivo sul bene distrutto;
- giurisdizione esecutiva, f‌inalizzata non ad
accertare un determinato diritto (come la giuri-
sdizione contenziosa) ma a dare attuazione a un
diritto già accertato;
- giurisdizione cautelare, con la quale il giudi-
ce assicura l’utilità del risultato del procedimen-
to contenzioso o esecutivo;
- giurisdizione volontaria, la quale, a differen-
za della giurisdizione contenziosa, non presuppo-
ne l’esistenza di una controversia, ma la neces-
sità di controllare determinate attività dei privati
o la gestione di particolari interessi (ad esempio,
amministrazione dei beni ereditari).
Giudici ordinari sono il Giudice di pace, il Tri-
bunale, la Corte d’appello e la Cassazione (art.
1 ord. giud.). Il giudice conciliatore è stato sop-
presso con l’entrata in vigore dell’uff‌icio del Giu-
dice di pace, continuando a sussistere solamente
f‌ino all’esaurimento delle cause pendenti.
Analogamente, è scomparsa la f‌igura del Pre-
tore (art. 1, d.lgs. n. 51/1998) salvo l’esaurimen-
to degli affari pendenti e le sue funzioni sono
state trasferite al tribunale ordinario.
Il d.lgs. n. 51/1998, inoltre, da un lato ha
confermato la f‌igura del giudice istruttore in
funzione di giudice monocratico; dall’altro, ha
previsto (modif‌icando l’art. 48 ord. giud.) che il
Tribunale normalmente decide in composizione
monocratica, salvi i casi espressamente previsti
dall’art. 50 bis c.p.c. nei quali decide in compo-
sizione collegiale.
2) LA GIURISDIZIONE SPECIALE.
È l’attività svolta da organi non appartenenti
all’autorità giudiziaria ordinaria, avente ad ogget-
to materie determinate che richiedono compe-
tenze particolari.
L’art. 102 Cost., al f‌ine di evitare il moltiplicar-
si incontrollato dei giudici speciali e di garantire,
quindi, il principio di unità della giurisdizione, vie-
ta l’istituzione di nuovi giudici straordinari o spe-
ciali. Inoltre, la VI disposizione transitoria della Co-
stituzione impone la revisione dei giudici speciali
già esistenti, ad eccezione del Consiglio di Stato,
della Corte dei conti e dei Tribunali militari (art.
103 Cost.), nel termine (non perentorio) di cinque
anni dall’entrata in vigore della Costituzione.
Sono giudici speciali il Consiglio di Stato, i Tri-
bunali amministrativi regionali, la Corte dei con-
ti, il Tribunale superiore delle acque pubbliche,
i Commissari regionali liquidatori di usi civici, i
Tribunali militari e le Commissioni tributarie.
Il Consiglio di Stato e i Tar hanno una giurisdi-
zione generale di legittimità (annullamento degli
atti lesivi di interessi legittimi), una giurisdizio-
ne eccezionale di merito nei casi espressamente
previsti dalla legge (in questi casi il giudice può
annullare, riformare o sostituire l’atto ammini-
strativo illegittimo, non conveniente o inopportu-
no) e una giurisdizione esclusiva (nel qual caso,
il giudice si occupa anche dei diritti soggettivi).
La funzione giurisdizionale della Corte dei con-
ti investe le “materie di contabilità pubblica” (art.
103 Cost.). Detta espressione va intesa nel sen-
so che la Corte è competente a giudicare agenti
contabili, amministratori e funzionari pubblici per
tutte le vicende connesse alla gestione di risorse
pubbliche. Inoltre, la Corte ha giurisdizione nella
materia delle pensioni civili, militari e di guerra.
Nei giudizi di conto, la Corte accerta la re-
sponsabilità di singoli soggetti legati alla pub-
blica amministrazione per i danni pubblici dagli
stessi causati nell’esercizio delle loro funzioni. In
materia pensionistica, la Corte accerta l’esisten-
za del diritto alla pensione ed il suo ammontare.
Residuale è una terza categoria: quella dei giudi-
zi ad istanza di parte in materia esattoriale.
La giurisdizione delle Commissioni tributarie,
inf‌ine, riguarda le controversie tra Stato e contri-
buenti. Al processo tributario si applicano le nor-
me del codice di procedura civile che non siano
con esso incompatibili (Montesano-Arieta).
3) LE SEZIONI SPECIALIZZATE.
Si tratta di organi degli uff‌ici giudiziari ordi-
nari connotati dalla presenza di esperti estranei
alla magistratura. Come rilevato dalla dottrina,
sono organismi mediani tra i giudici ordinari e
i giudici speciali, la cui istituzione è giustif‌icata
dall’esigenza pratica di ricercare il giudice più
idoneo a conoscere determinate controversie.
La distinzione tra giudici speciali e sezioni
specializzate non è sempre agevole. La dottrina
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Titolo I - Degli organi giudiziari 1
ritiene che si debba guardare al dato numerico: in
caso di prevalenza dei magistrati rispetto ai sog-
getti estranei alla magistratura, si tratterà di giu-
dice speciale; nel caso, invece, di prevalenza di
questi ultimi, si tratterà di sezione specializzata.
Sono sezioni specializzate i Tribunali per i
minorenni e le sezioni speciali per i minorenni
presso le Corti d’appello, le sezioni specializzate
agrarie, i Tribunali delle acque pubbliche (ad ec-
cezione del Tribunale superiore delle acque pub-
bliche di Roma) e la sezione istituita presso la
Corte d’appello di Roma che si occupa dei recla-
mi avverso le decisioni dei commissari regionali
liquidatori degli usi civici.
4) IL TRIBUNALE DELLE IMPRESE.
L’art. 2 d.l. n. 1/2012 (decreto liberalizzazio-
ni), convertito in L. 27/2012, ha istituito il tribu-
nale delle imprese, che sostituisce le “vecchie”
sezioni specializzate in materia di proprietà indu-
striale e intellettuale, ex d.lgs. n. 168/2003.
L’art. 1 d.lgs. n. 168/2003 prevede l’istitu-
zione, presso i tribunali e le corti d’appello di
Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano,
Napoli, Palermo, Roma, Torino, Trieste e Vene-
zia, di sezioni specializzate in materia di impresa.
Sono altresì istituite sezioni specializzate in
materia di impresa presso i tribunali e le corti
d’appello aventi sede nel capoluogo di ogni regio-
ne, se non esistenti nelle città di cui sopra. Per la
Valle d’Aosta sono competenti le sezioni specia-
lizzate presso il tribunale e la corte d’appello di
Torino. È altresì istituita la sezione specializzata
in materia di impresa presso il tribunale e la cor-
te d’appello di Brescia.
I giudici che compongono le sezioni specia-
lizzate sono scelti tra magistrati dotati di specif‌i-
che competenze.
Ai giudici delle sezioni specializzate può es-
sere assegnata anche la trattazione di processi
diversi, purché ciò non comporti ritardo nella
trattazione e decisione dei giudizi in materia di
impresa.
Le sezioni specializzate sono competenti in
materia di:
- controversie di cui all’art. 134 d.lgs.
30/2005 (Codice della proprietà industriale);
- controversie in materia di diritto d’autore;
- controversie in materia di tutela della con-
correnza (art. 33, co. 2, l. n. 287/1990);
- controversie relative alla violazione della
normativa antitrust dell’Unione europea;
- controversie relative alle società per azioni,
alle società in accomandita per azioni, alle socie-
tà a responsabilità limitata, alle società coopera-
tive e mutue assicuratrici, alla società europea e
alla società cooperativa europea, nonché alle sta-
bili organizzazioni nel territorio dello Stato delle
società costituite all’estero, ovvero alle società
che rispetto alle stesse esercitano o sono sotto-
poste a direzione e coordinamento, per le cause
e i procedimenti: a) relativi a rapporti societari,
compresi quelli concernenti l’accertamento, la
costituzione, la modif‌icazione o l’estinzione di un
rapporto societario, le azioni di responsabilità da
chiunque promosse contro i componenti degli or-
gani amministrativi o di controllo, il liquidatore,
il direttore generale ovvero il dirigente preposto
alla redazione dei documenti contabili societari,
nonché contro il soggetto incaricato della revi-
sione contabile per i danni derivanti da propri
inadempimenti o da fatti illeciti commessi nei
confronti della società che ha conferito l’incarico
e nei confronti dei terzi danneggiati, le opposi-
zioni di cui agli artt. 2445, co. 3, 2482, co. 2,
2447quater, co. 2, 2487ter, co. 2, 2503, co.
2, 2503bis, co. 1 e 2506ter del codice civile;
b) relativi al trasferimento delle partecipazioni
sociali o ad ogni altro negozio avente ad ogget-
to le partecipazioni sociali o i diritti inerenti; c)
in materia di patti parasociali, anche diversi da
quelli regolati dall’articolo 2341-bis del codice
civile; d) aventi ad oggetto azioni di responsabili-
tà promosse dai creditori delle società controllate
contro le società che le controllano; e) relativi a
rapporti di cui all’art. 2359, co. 1, n. 3), all’art.
2497septies e all’art. 2545septies c.c.; f) relati-
vi a contratti pubblici di appalto di lavori, servizi
o forniture di rilevanza comunitaria dei quali sia
parte una delle società di cui al presente com-
ma, ovvero quando una delle stesse partecipa al
consorzio o al raggruppamento temporaneo cui i
contratti siano stati aff‌idati, ove comunque sus-
sista la giurisdizione del giudice ordinario.
Le sezioni specializzate sono altresì compe-
tenti per le cause e i procedimenti che presenta-
no ragioni di connessione con quelli di cui sopra.
Per quanto riguarda la competenza territoriale,
le controversie che, secondo gli ordinari criteri di
ripartizione della competenza territoriale, dovreb-
bero essere trattate dagli uff‌ici giudiziari compre-
si nel territorio della regione, sono assegnate alla
sezione specializzata avente sede nel capoluogo
di regione individuato ai sensi dell’articolo 1.
Alle sezioni specializzate istituite presso i tri-
bunali e le corti d’appello non aventi sede nei
capoluoghi di regione sono assegnate le contro-
versie che dovrebbero essere trattate dagli uff‌ici
giudiziari compresi nei rispettivi distretti di corte
d’appello.
L’art. 2, co. 6, D.L. 1/2012, convertito in L.
27/2012, prevede che le disposizioni di cui so-
pra si applicano ai giudizi instaurati dopo 180
giorni dalla data di entrata in vigore della legge
di conversione n. 27/2012 (il termine decorre
quindi dal 25 marzo, giorno successivo alla pub-

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