Dedica

Autore:Michele Nardi
Pagine:9-12
 
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DEDICA
Trani, 9.1.2002
Vincenzo, anima mia, glio mio, ieri hai compiuto cinque anni.
Le grida felici dei bambini alla tua festa hanno lasciato posto in serata
alla preoccupazione per la forte febbre che ti ha assalito.
Io e tua madre abbiamo tremato sapendo che per via delle tue allergie non
possiamo somministrarti alcun farmaco.
Siamo riamasti accanto al tuo letto tutta la notte e mentre la febbre nal-
mente scendeva, hai sgranato gli occhi e mi hai chiesto con un lo di voce:
“perché Gesù fa morire i bambini?”.
Non ho saputo risponderti limitandomi a raccomandarti di non pensarci
perché era ora di riposare.
Io, però, non mi sono addormentato.
La tua domanda e la mia incapacità di rispondere mi hanno turbato pro-
fondamente.
In n dei conti ti ho dato l’unica risposta che sono riuscito a maturare nel-
la mia vita: meglio non pensare che tutto nisce, che vi è un momento in cui i
pensieri si fermano e gli affetti si lacerano per sempre.
Viviamo in un mondo dimentico della morte anche se immerso interamente
in scelte di morte.
L’idea della ne del tempo, della vecchiaia e della morte, vengono costan-
temente rimossi, ma nel frattempo il pianeta viene piegato, inquinato, distrut-
to.
La fame, glia dell’ingiustizia, uccide ogni secondo nel mondo bimbi iner-
mi.

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