Capitolo decimo. Informatica e Pubblica Amministrazione: le politiche per l'innovazione e i progetti

Autore:Rosa Maria Di Giorgi
Pagine:365-400
RIEPILOGO

1. L'evoluzione del sistema delle amministrazioni pubbliche - 1.1. La prospettiva europea: il progetto e-Europe - 2. Lo scenario italiano - 2.1. Gli strumenti per la modernizzazione - 2.2. I sistemi informativi pubblici - 2.3. L'infrastruttura per l'innovazione: una rete unitaria per le pubbliche amministrazioni - 2.4. Il Piano triennale 2001-2003 per l'informatica pubblica - 2.5. I progetti... (visualizza il riepilogo completo)

 
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@1. L'evoluzione del sistema delle amministrazioni pubbliche

Lo sviluppo delle tecnologie dell'informazione e l'incremento esponenziale del numero di soggetti connessi alla rete Internet hanno prodotto nuove opportunità di crescita culturale, sociale ed economica, ma nello stesso tempo hanno reso urgente la definizione di regole comuni che definiscano diritti e assegnino responsabilità in uno scenario in crescente espansione che rischia di trasformarsi in un luogo senza confini e senza legge, in cui prevalgono i più dotati di risorse, di intelligenze o di strumenti.

L'Unione Europea ha promosso lo sviluppo della società dell'informazione e l'affermarsi di Internet ha favorito il disegno di nuovi modelli di relazione tra singoli individui e comunità nazionali. Gli Stati a loro volta sollecitano iniziative in questo ambito e curano la realizzazione di sistemi informativi che siano frutto della collaborazione fra il maggior numero possibile di attori, secondo una nuova logica, questa sì innovativa, che vede la cooperazione attiva come strumento vincente per la modernizzazione e l'efficienza dei sistemi. A seguito di questa impostazione, condivisa dai più, si stanno moltiplicando iniziative congiunte tra soggetti pubblici e imprese. Le categorie produttive, il sistema bancario, il mondo della finanza e dei servizi, oltre al sistema della formazione e della ricerca, alle associazioni del volontariato e quelle dei consumatori sono diventate protagoniste di questoPage 366 processo, contribuendo ad accrescere la sensibilizzazione culturale verso il mondo della comunicazione in rete.

L'affermarsi di questa cultura dell'innovazione dipende dalla disponibilità di tecnologie adeguate, quindi dal potenziamento delle infrastrutture di rete e dei sistemi software che le governano, ma anche dal diffondersi di un nuovo concetto di cittadinanza e di governo basato su una maggiore consapevolezza delle potenzialità della Rete.

In tale contesto anche l'ammodernamento dell'amministrazione pubblica può giocare un ruolo significativo e costituire un importante fattore di sviluppo, in quanto può produrre un generale miglioramento della qualità della vita, a partire dalla possibilità di erogare servizi in modo più efficiente o di mettere a disposizione delle collettività nazionali e locali informazioni e opportunità della natura più varia altrimenti non fruibili.

@@1.1. La prospettiva europea: il progetto e-Europe

La rete Internet è considerata ormai strumento essenziale per lo sviluppo della società dell'informazione e le regole che la governano diventano garanzia di equilibrio in un panorama tanto complesso, a partire dalle esigenze di liberalizzazione del sistema delle infrastrutture e dei servizi di telecomunicazione (abbattimento di monopoli, di barriere normative e tariffarie), dalla definizione di standard per le reti (caratteristiche fisiche, protocolli di trasmissione, tecniche di compressione dei dati) fino alla tutela della privacy e dei diritti di proprietà intellettuale. Il percorso è stato lungo e complesso all'interno dei vari Stati e gli indirizzi elaborati negli anni dall'Unione Europea hanno rappresentato un irrinunciabile punto di partenza per quanti dovevano prendere iniziative nel settore1.

Una tappa importante è stato il Vertice europeo di Helsinki (10-11 dicembre 1999), quando è stata presentata l'iniziativa e-Europe - Una società dell'informazione per tutti, che si prefiggeva di estendere a tutto il continente le opportunità emergenti dalla società dell'informazione.

Nel documento conclusivo del Vertice si sostiene che lo sviluppo della società dell'informazione deve procedere di pari passo con un'azione intesa a colmare i divari esistenti nelle regioni europee e tra le aree ricche e povere del mondo (digital divide), quindi è opportuno che venga favorita la diffusione delle infrastrutture di comunicazione a banda larga anche nelle aree disagiatePage 367 tenendo conto che i processi di liberalizzazione non hanno risolto il problema - al fine di evitare la costruzione di un'Europa a diverse velocità. In particolare si chiede agli Stati d'impegnarsi per l'ammodernamento delle pubbliche amministrazioni, anche ai fini dello sviluppo della e-Economy e del miglioramento dei servizi pubblici. Inoltre si raccomanda di prestare attenzione ai temi dello sviluppo sostenibile, privilegiando progetti orientati in tal senso2.

Le osservazioni contenute nel documento raccolgono una riflessione ormai condivisa a livello internazionale secondo la quale l'economia può diventare più competitiva e dinamica qualora le comunità nazionali siano in grado di sviluppare politiche volte a preparare la transizione verso l'economia della conoscenza e rinnovino il modello sociale, investendo nel capitale umano e combattendo l'esclusione attraverso l'adeguamento della politica macroeconomica alle esigenze dello sviluppo sostenibile3.

L'eliminazione del digital divide tra i paesi sviluppati e quelli in via di sviluppo è stata riproposta come obiettivo primario dell'Unione4 per raggiun-Page 368gere la quale s'individuò come necessaria la collaborazione con l'industria privata e una reale sensibilizzazione verso le nuove opportunità legate alle tecnologie digitali raggiungibili attraverso adeguate politiche formative5.

@2. Lo scenario italiano

Il dibattito internazionale che si è sviluppato in questi anni ha visto l'Italia svolgere un ruolo di primo piano sia nell'elaborazione dei documenti adottati dall'Unione Europea che attraverso la promozione di progetti volti a favorire l'innovazione, a partire dalle amministrazioni pubbliche6.

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Tale attenzione si è concretizzata in particolar modo in occasione della promulgazione della l. 23 dicembre n. 488/1999, legge finanziaria 2000, che ha destinato notevoli risorse a progetti innovativi volti all'introduzione delle tecnologie informatiche nei vari settori della società italiana, a partire dallo sviluppo delle reti telematiche, al commercio elettronico, dalla promozione dell'informatica nelle scuole e nelle agenzie formative, alla donazione di strumenti informatici ai lavoratori dipendenti, alle scuole e agli istituti penitenziari fino allo sviluppo della ricerca scientifica nel settore ICT. A consolidare questo processo ha contribuito l'adozione del Piano d'azione per la società dell'informazione, varato dal Governo il 16 giugno 2000, che propone di muoversi secondo quattro aree principali: la valorizzazione del capitale umano con il relativo impulso alla formazione, all'istruzione e alla ricerca; l'adozione del Piano e-Government, il primo piano organico d'innovazione della Pubblica Amministrazione (23 giugno 2000); lo sviluppo dell'e-Commerce con l'individuazione delle strategie di coordinamento con gli altri paesi e l'impulso alla stesura di regole e procedure comuni; infine la realizzazione di un'ade-guata rete infrastrutturale con la definizione della normativa che regola la concorrenza e l'accesso alla Rete.

@@2.1. Gli strumenti per la modernizzazione

Gli organismi che pure sono stati predisposti dal Governo italiano nello scorso decennio, con il compito di favorire il processo di modernizzazionePage 370 delle pubbliche amministrazioni, hanno avuto difficoltà ad affermare il proprio ruolo, in quanto si sono dovuti confrontare con una cultura amministrativa fortemente arretrata, del tutto restia al cambiamento.

L'Autorità per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione (AIPA), istituita dal d.lg. 12 febbraio 1993, n. 39, ha avuto il compito di effettuare un'attività d'indirizzo e controllo nei confronti delle amministrazioni pubbliche nei settori dell'informatica e della telematica, al fine di migliorare l'efficienza e la qualità dei servizi prestati, aumentare la trasparenza dell'azione amministrativa e contenerne i costi7.

L'Autorità tuttavia, oltre a svolgere il suo compito istituzionale, che è quello di esprimere pareri consultivi obbligatori su contratti di informatica di importo rilevante, ha dedicato grande attenzione agli aspetti connessi all'assetto organizzativo delle pubbliche amministrazioni e all'adeguamento dei processi. Tale funzione si è espletata in particolare attraverso la predisposizione e la sperimentazione di numerosi progetti intersettoriali volti a migliorare l'efficienza delle amministrazioni8. Purtroppo la cultura burocratica conservatrice, ancora dominante nel nostro Paese, non ha consentito di compiere in tempi brevi quel necessario salto di qualità che i progetti dell'Autorità avrebbero potuto produrre, ritardando il processo d'innovazione che, ciononostante, è comunque ormai inevitabilmente in corso.

Fino a oggi l'Autorità ha svolto un importante ruolo di coordinamento delle attività concernenti i sistemi informativi pubblici, attraverso l'emanazione di circolari, deliberazioni, pareri e, soprattutto, attraverso la redazione di un Piano triennale in cui sono esposte le linee strategiche per migliorare i servizi, rendere più trasparente l'azione amministrativa, potenziare i supporti conoscitivi per i decisori pubblici e contenere i costi. Esso viene redatto sulla base delle proposte - inviate dalle varie amministrazioni - ritenute compatibili con le linee strategiche elaborate dall'Autorità ed è aggiornato ogni an-Page 371no9. I finanziamenti proposti nel Piano vengono resi disponibili nell'ambito della manovra finanziaria predisposta dal Governo e approvata dal Parlamento entro la fine dell'anno10.

L'attività dell'Autorità ha favorito una visione orientata a superare l'impostazione, riduttiva e circoscritta, dell'utilizzo in via esclusiva delle proprie conoscenze da parte di ciascun soggetto pubblico e a questo scopo sono state favorite le sperimentazioni di sistemi informativi condivisi e federati, orientando verso la cooperazione i processi di ristrutturazione e accorpamento in atto presso le amministrazioni centrali e rendendo operativo, con azioni di supporto economico e progettuale, il relativo decentramento delle funzioni...

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