Il dialogo (inconsapevole) delle Corti nazionali e sovranazionali a proposito del matrimonio di coppie omosessuali

Autore:Roberto Conti
ROBERTO CONTI
IL DIALOGO (INCONSAPEVOLE)
DELLE CORTI NAZIONALI E SOVRANAZIONALI
A PROPOSITO DEL MATRIMONIO
DI COPPIE OMOSESSUALI
Premesse
Il tema del matrimonio delle coppie dello stesso sesso, per come esso è stato
di recente trattato dalle Corti nazionali e sovranazionali, corrobora il convinci-
mento che la materia dei diritti umani – se di materia si può parlare – è quella
dove meglio si misura l’esigenza dei giudici nazionali di estendere il proprio in-
tervento scrutando il sistema allargato delle fonti sovranazonali.
Ciò produce poi, quale ulteriore frutto fecondo, un fascio di pronunzie prove-
nienti da Corti non appartenenti ad un unico ordine statuale che si misurano sulla
portata di queste diverse fonti, contribuendo in tal modo a forme di dialogo, più
o meno volute e più o meno consapevoli che, tuttavia, rappresentano la realtà con
la quale l’interprete deve imparare a misurarsi.
La prima voce: Corte cost. n. 138/2010
Si comincerà col dire che innanzi alla Corte costituzionale italiana alcuni
giudici comuni avevano posto lo spinosa questione della legittimità della disci-
plina interna che impedisce il matrimonio fra coppie omosessuali, evocando non
solo la violazione di parametri costituzionali interni ma, anche, il contrasto con
disposizioni sovranazionali, per il tramite dell’art. 117 1^comma Cost. – art. 12
CEDU e artt. 7 e 9 Carta di Nizza-Strasburgo-.
Secondo uno dei giudici remittenti (Trib.Venezia) il chiaro tenore delle di-
sposizioni interne non consentiva di estendere il matrimonio anche a persone
dello stesso sesso; anzi affermare il contrario avrebbe provocato “una forzatura
non consentita ai giudici (diversi da quello costituzionale), «a fronte di una con-
solidata e ultramillenaria nozione di matrimonio come unione di un uomo e di
una donna»”. Ciò, peraltro, non elideva le rapide trasformazioni della società e
dei costumi, il superamento del monopolio detenuto dal modello di famiglia tra-
dizionale, la nascita spontanea di forme diverse (seppur minoritarie) di convi-
venza, che chiedono protezione e mirano ad essere considerate e disciplinate. In

Per continuare a leggere

RICHIEDI UNA PROVA