Corte di Cassazione Penale sez. I, 30 gennaio 2019, n. 4821 (ud. 14 giugno 2018)

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giur
Rivista penale 3/2019
LEGITTIMITÀ
CORTE DI CASSAZIONE PENALE
SEZ. I, 30 GENNAIO 2019, N. 4821
(UD. 14 GIUGNO 2018)
PRES. TARDIO – EST. FIORDALISI – P.M. ANIELLO (DIFF.) – RIC. C.
Risarcimento del danno y Danno non patrimonia-
le y Danno morale y Criteri di valutazione y Quan-
tificazione y In favore della vittima del reato ex
art. 185, comma 2 c.p. y Considerazione del fatto
ingiusto posto in essere dal danneggiato y Nei con-
fronti dell’autore del reato y Necessità y Fattispecie
in tema di quantificazione e risarcimento di danno
non patrimoniale a favore dei familiari della vitti-
ma di un omicidio perpetrato a seguito di un ten-
tativo di furto di cose di esiguo valore, quali fave
e piselli.
. Ai fini della quantificazione del risarcimento del dan-
no non patrimoniale in favore della vittima del reato,
quale previsto dall’art. 185, comma secondo, c.p., oc-
corre tener conto anche del fatto ingiusto che il dan-
neggiato abbia posto in essere nei confronti dell’autore
del reato, pur quando esso, per difetto del requisito
dell’adeguatezza della reazione, non abbia dato luogo
al riconoscimento dell’attenuante di cui all’art. 62 n.
2 c.p. (Nella specie, in applicazione di tale principio,
la Corte ha annullato con rinvio la sentenza di merito
nella parte in cui ai familiari della persona offesa di un
reato di omicidio era stata liquidata, a titolo di risarci-
mento del danno non patrimoniale, la somma di euro
600.000, senza tener conto, tra gli altri elementi, del
fatto ingiusto della vittima, costituito dal tentativo di
furto che la stessa aveva posto in essere in danno dell’o-
micida e dal quale era nata, nell’immediato, la reazione
di quest’ultimo). (Mass. Redaz.) (c.p., art. 62 bis; c.p.,
art. 185; c.p., art. 575; l. 2 ottobre 1967, n. 895, art. 4; l.
2 ottobre 1967, n. 895, art. 7) (1)
(1) Sull’esclusione dell’applicazione dell’attenuante si veda Cass.
pen., sez. I, 10 luglio 2013, n. 29480, in questa Rivista 2014, 530.
Sui criteri di determinazione del danno non patrimoniale si vedano
Cass. pen., sez. IV, 29 aprile 2015, n. 18099, in www.latribunaplus.
it e Cass. pen., sez. V, 14 agosto 2013, n. 35104, Cass. pen., sez. V, 14
agosto 2013, n. 35104, in questa Rivista 2014, 641.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
1. C.G. ricorre avverso la sentenza del 21 giugno 2017
emessa dalla Corte d’assise d’appello di Catania che, in
parziale riforma della sentenza del 27 ottobre 2015 della
Corte d’assise di Catania, annullando la circostanza aggra-
vante del nesso teleologico di cui all’articolo 61 n. 2 c.p., lo
ha condannato alla pena di anni 14 e mesi 4 di reclusione e
pene accessorie per il delitto di omicidio volontario di G.R.
(artt. 575 c.p.) e porto illegale di pistola in luogo pubblico
(artt. 4 e 7, legge 2 ottobre 1967 n. 895).
La Corte ha condannato l’imputato a pagare, a titolo
di risarcimento dei danni in favore delle costituite parti
civili, la somma complessiva di 600.000 euro.
2. Nella sentenza impugnata viene evidenziato che,
nella notte tra il 25 e il 26 aprile 2013, G.R. si era introdot-
to nel fondo di C.G. in (omissis) (Catania) e stava tentan-
do di consumare un furto di fave e piselli.
C., che aveva subito in quei giorni diversi furti nel ter-
reno e nel pollaio, aveva deciso di trascorrere la notte nel
proprio podere armato di pistola con 12 cartucce caI. 7,65
e un secondo caricatore con altri 12 cartucce, e si era im-
battuto al buio nel giovane che era con una torcia in mano
e (secondo la versione fornita dallo stesso C.) col volto
travisato da un casco, perché era lì sopraggiunto a bordo
di un motorino guidato dal complice F.C.
G. lo aveva aggredito con la torcia, colpendolo e graf-
fiandolo al viso e cercando di sottrarre la pistola che C.
si era portata al seguito; ne era derivata una colluttazio-
ne e C. aveva sparato quattro colpi, che avevano attinto
mortalmente G. alla regione dorsale, all’emitorace destro,
all’emitorace sinistro e alla regione auricolare sinistra; la
pistola subito dopo si era inceppata; C. si era recato quindi
a prendere il motorino per chiamare le forze dell’ordine,
incontrando sulla strada adiacente F.C. che era ancora lì
ad aspettare G.. I Carabinieri giungevano trovando G. che
di lì a poco decedeva. (Omissis)
12. Col decimo motivo, è denunciata illogicità e insuf-
ficienza della motivazione della sentenza impugnata sul-
la determinazione in € 600.000 dei danni da risarcire alle
costituite parti civili. La Corte di merito non ha dato al-
cun rilievo alla decisiva circostanza secondo cui G. stava
comunque perpetrando un reato ai danni di C., né emerge
un solo elemento fornito dalle parti civili per consentire al
giudice di giungere alla determinazione di una così lauta
somma di risarcimento, e i giudici non hanno indicato l’i-
ter logico seguito per giungere alla liquidazione del danno
come richiesto dalla giurisprudenza di legittimità (sez. V,
n. 9182 del 31 gennaio 2007) che impone l’indicazione delle
singole voci di danno che vengono liquidate. (Omissis)
MOTIVI DELLA DECISIONE
(Omissis)
9. In ordine al decimo motivo, invece, la Corte ritiene
che il fatto ingiusto posto in essere da G., che è stato ucci-
so per essersi introdotto di notte nel fondo di C. al fine di
perpetrare un furto, costituisce una circostanza di rilievo,
che deve essere tenuta in considerazione dal giudice di
merito nella determinazione della somma da liquidare a
titolo di risarcimento del danno non patrimoniale subito
dalle costituite parti civili.
Il difensore di C. ha argomentato sulla base della giuri-
sprudenza di legittimità, che la Corte condivide (sez. V n.
9182 del 31 gennaio 2007 e sez. V n. 35104 del 22 giugno 2013
Rv. 257123), per la quale la valutazione del giudice, affidata
ad apprezzamenti discrezionali ed equitativi nel risarcimen-
to di ogni tipo di danno, è censurabile in sede di legittimità,
sotto il profilo del vizio della motivazione, se essa sia omessa,
sia radicalmente contraddittoria o si discosti macroscopi-
camente dai dati di comune esperienza (nello stesso senso,
sez. IV, n. 18099 del 1 aprile 2015, Lucchelli, Rv. 263450).

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