Corte di Cassazione Penale sez. V, 18 agosto 2016, n. 35027 (ud. 17 maggio 2016)

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giur
Rivista penale 10/2016
LEGITTIMITÀ
le esigenze esistenziali, e che ai fini dell’accoglimento della
richiesta di sospensione dell’esecuzione della condanna ci-
vile (ex art. 612 c.p.p.), nel caso del pagamento di una som-
ma di denaro, l’istante deve dimostrare che la somma da
versare in esecuzione della condanna abbia una incidenza
rilevante sul proprio patrimonio (sez. II, sentenza n. 4188
del 14 ottobre 2010, dep. 4 febbraio 2011, Rv. 249401).
In applicazione dei richiamati principi di diritto, la Cor-
te di Appello di Catania ha respinto la richiesta formulata
ai sensi dell’art. 612 c.p.p. e gli odierni ricorrenti i quali,
a ben vedere, si limitano a riproporre le stesse doglianze,
senza neppure adeguatamente confutare le ragioni poste
a fondamento della impugnata decisione. Segue, ai sensi
dell’art. 616 c.p.p., la condanna al pagamento delle spese
del procedimento. (Omissis)
CORTE DI CASSAZIONE PENALE
SEZ. V, 18 AGOSTO 2016, N. 35027
(UD. 17 MAGGIO 2016)
PRES. FUMO – EST. ZAZA – P.M. DI LEO (DIFF.) – RIC. BONORA
Falsità personale y Sostituzione di persona y Ele-
mento oggettivo y Attribuzione di una qualità y Non
di natura pubblicistica y Da parte del reo y Confi-
gurabilità y Fattispecie in tema di reato di sostitu-
zione di persona realizzato ai danni di un’anziana
da parte di un soggetto che per commettere furto
in abitazione si era falsamente qualificato come di-
pendente di un’associazione di quartiere.
. Il reato di sostituzione di persona può consistere an-
che nel solo fatto di attribuirsi una qualità, non neces-
sariamente di natura pubblicistica, cui la legge attri-
buisca un qualsivoglia effetto giuridico. (Nella specie,
in applicazione di tale principio, la Corte ha ritenuto
che rettamente fosse stato riconosciuto responsabile
del reato “de quo” un soggetto che, allo scopo di avere
più facilmente accesso all’abitazione di una persona
anziana in danno della quale intendeva commettere un
furto, si era falsamente qualificato come dipendente di
un’associazione di quartiere alla quale, a suo dire, il
Comune aveva conferito l’incarico di far compilare dei
questionari finalizzati all’ottenimento di benefici assi-
stenziali. (Mass. Redaz.) (c.p., art. 494) (1)
(1) Nello stesso senso si vedano Cass. pen., sez. V, 18 marzo 2015, n.
11406, in Ius&Lex dvd n. 2/2016, ed. La Tribuna e Cass. pen., sez. VI,
30 gennaio 2014, n. 4394, ibidem. In tema di minorata difesa della vit-
tima di reato si veda Cass. pen., sez. II, 2 marzo 2015, 8998, ibidem. In
tema di condizionamento psichico in dottrina si veda C. COLOMBO,
Il condizionamento psichico: dal plagio alla circonvenzione d’in-
capace attraverso nuove proposte di tipizzazione, in questa Rivista
2014, 1085.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Con la sentenza impugnata veniva confermata la sen-
tenza del Tribunale di Bologna del 12 maggio 2015, con la
quale Catuscia Bonora era ritenuta responsabile del rea-
to continuato di furto in luogo di dimora e sostituzione di
persona, commesso il 18 giugno 2014 qualificandosi falsa-
mente come incaricata dal Comune di Bologna per la com-
pilazione di un questionario ai fini dell’accesso a benefici
assistenziali, introducendosi in tal modo nell’abitazione
di Paola Pugliatti e sottraendovi preziosi del valore di €
100.000 circa; e condannata alla pena di anni due e mesi
otto di reclusione ed € 600 di multa, oltre al risarcimento
dei danni in favore della parte civile.
L’imputata ricorrente deduce:
1. violazione di legge e vizio motivazionale sull’affer-
mazione di responsabilità per il reato di sostituzione di
persona; la qualifica con cui l’imputata si presentava alla
persona offesa, esposta per l’esattezza come quella di in-
caricata di quartiere per la compilazione di un questio-
nario, non corrisponderebbe a quella di dipendente co-
munale contestata, e comunque non integrerebbe il reato
in quanto non produttiva di effetti giuridici specifici, tale
non essendo la generica abilitazione a contattare i privati
valorizzata a tal fine nella sentenza impugnata;
2. violazione di legge e vizio motivazionale sull’aggra-
vante della minorata difesa; l’età della persona offesa, in
base alla quale la Corte territoriale riteneva la sussistenza
dell’aggravante, rileverebbe solo ove agevoli la condotta
criminosa, condizione insussistente nel caso di specie, in
cui la vittima, già docente universitaria, era comunque in
grado di riferire i fatti e di descrivere e riconoscere la re-
sponsabile degli stessi;
3. violazione di legge e vizio motivazionale sul diniego
delle attenuanti generiche; la decisione sarebbe fondata
sul mancato recupero della refurtiva e sull’assenza di re-
sipiscenza, elementi irrilevanti laddove il soggetto impu-
tato non è tenuto a comportamenti collaborativi, mentre
non sarebbero state valutate le ammissioni della Bonora e
la corretta condotta processuale della stessa nel rispetto
delle prescrizioni cautelari.
MOTIVI DELLA DECISIONE
1. I motivi dedotti sull’affermazione di responsabilità
per il reato di sostituzione di persona sono infondati.
Il dedotto contrasto fra la falsa qualifica attribuita alla
Bonora nell’imputazione e quella realmente dichiarata
dalla stessa veniva già risolto dalla Corte territoriale in
senso sostanzialmente conforme a quello sostenuto dalla
ricorrente, valutandosi la configurabilità del reato conte-
stato con riguardo ad una condotta individuata nell’essersi
l’imputata presentata alla persona offesa come incaricata
di quartiere per la compilazione di un questionario diret-
to al conseguimento di benefici assistenziali. Ed in questa
prospettiva la sentenza impugnata era adeguatamente
motivata nell’escludere, in primo luogo, che la fattispecie
incriminatrice richieda necessariamente la falsa attribu-
zione al soggetto agente di una qualifica pubblicistica, es-
sendo sufficiente l’esposizione di una qualità personale a
cui la legge ricolleghi specifici effetti giuridici (sez. V, n.
11406 del 12 giugno 2014, dep. 2015, Resta, Rv. 263057; sez.
VI, n. 4394 dell’ 8 gennaio 2014, Spinelli, Rv. 258281).

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