Corte Di Cassazione Penale Sez. Iii, 16 Ottobre 2018, N. 47012 (C.C. 13 Luglio 2018)

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giur
1/2019 Arch. nuova proc. pen.
LEGITTIMITÀ
CORTE DI CASSAZIONE PENALE
SEZ. III, 16 OTTOBRE 2018, N. 47012
(C.C. 13 LUGLIO 2018)
PRES. SAVANI – EST. GAI – P.M. CANEVELLI (DIFF.) – RIC. P.M. IN PROC. R.
Indagini preliminari y Attività del P.M. y Assun-
zione di informazioni y Dichiarazioni rese in as-
senza di contestazione e senza garanzie difensive
y Dalla persona sottoposta ad indagini y Presenta-
zione spontanea al P.M. y Applicazione delle dispo-
sizioni di cui agli artt. 64, 65, 364 c.p.p.
. Debbono ritenersi pienamente utilizzabili, ai fini cau-
telari, anche nei confronti di terzi (ferma, in tal caso,
l’operatività del disposto di cui all’art. 192, comma 3,
c.p.p.), le dichiarazioni rese, in assenza di contestazio-
ne e senza garanzie difensive, da soggetto che, avendo
avuto notizia (nella specie, a seguito di notifica di un
decreto di perquisizione e sequestro) dell’esistenza
di indagini a suo carico, si sia presentato spontane-
amente al pubblico ministero, ai sensi dell’art. 374,
comma 1, c.p.p., dovendosi distinguere nettamente
tale ipotesi da quella prevista dal successivo comma 2,
la quale presuppone la formale contestazione del fatto,
necessariamente in forma chiara e precisa, al soggetto
presentatosi spontaneamente e fa da ciò derivare l’ap-
plicazione delle disposizioni di cui agli artt. 64, 65 e
364 c.p.p. (c.p.p., art. 64; c.p.p., art. 65; c.p.p., art. 350;
c.p.p., art. 364; c.p.p., art. 374) (1)
(1) Nello stesso senso si vedano Cass. pen., sez. II, 28 marzo 2018,
n. 14320, in questa Rivista 2018, 332 e Cass. pen., sez. II, 25 maggio
2017, n. 26246, in www.latribunaplus.it. Cfr. in materia Cass. pen.,
sez. II, 27 gennaio 2017, n. 3930, in questa Rivista 2018, 274.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
1. Il Procuratore della Repubblica del Tribunale di Bre-
scia ricorre per l’annullamento dell’ordinanza, emessa in
data 21 febbraio 2018, ex art. 309 c.p.p., con cui il Tribunale
di Brescia ha annullato l’ordinanza di applicazione della
misura della custodia cautelare in carcere, emessa dal
Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Brescia,
nei confronti di M.R. e ne ordinava l’immediata liberazione.
1.1. All’indagato R. sono contestati, come da imputazio-
ne cautelare, i reati di cui all’art. 3 D.L.vo 10 marzo 2000,
n. 74 (dichiarazione fraudolenta mediante artifici) e art.
11 D.L.vo 10 marzo 2000, n. 74 (sottrazione fraudolenta al
pagamento di imposta), commessi in qualità di ammini-
stratore unico, dal dicembre 2005 all’ottobre 2010, della
società S. Società (omissis) s.r.l., per avere, attraverso
una serie di operazioni societarie fraudolente e una falsa
rappresentazione nelle scritture contabili obbligatorie, in-
dicato nelle dichiarazioni dei redditi deli anni 2009-2010,
elementi attivi per un ammontare inferiore al reale così
sottraendoli alla tassazione, in relazione alla vendita del
complesso immobiliare Villa A., situata a (omissis) (capo
a), nonché del reato di cui all’art. 11 D.L.vo 10 marzo 2000,
n. 74, per avere, nella medesima qualità e in concorso con
B.T., compiuto atti fraudolenti, al fine di sottrarre i beni
alla procedura di recupero del credito dell’erario, avendo
posto in essere, la B., in data 15 dicembre 2015, in atto di
scissione parziale e proporzionale con trasferimento del
patrimonio ad altra società (V. Investimenti s.r.l.), ricon-
ducibile alla medesima indagata, con esclusione dei debiti
tributari, seguito in data 28 aprile 2016, da atto di cessione
dell’intero capitale sociale a prezzo irrisorio (€ 200,00) e
della legale rappresentanza a persona pregiudicata, per
reati in materia economica e riciclaggio, che avviava la
procedura di liquidazione, reati rispetto ai quali il Giudice
delle indagini preliminari del Tribunale di Brescia aveva
ravvisato i gravi indizi di colpevolezza ed ha applicato nei
confronti del R. la misura della custodia in carcere, con
ordinanza in data 26 gennaio 2018 in esito ad accoglimen-
to di una rinnovata richiesta di applicazione della misura
del Pubblico Ministero fondata sulle dichiarazioni di C.S.,
coindagato, dichiarazioni rese da costui in sede di presen-
tazione spontanea ex art. 374 c.p.p.
1.2. Il Tribunale cautelare, con l’ordinanza impugnata,
ha annullato il provvedimento applicativo della misura cau-
telare perché fondato su dichiarazioni che ha ritenuto inuti-
lizzabili. Ha argomentato, il Tribunale, che erano tali quelle
rese da C.S., persona coindagata nel reato di cui al capo c),
in data 13 novembre 2017 al Pubblico Ministero della Pro-
cura della Repubblica di Brescia, titolare delle indagini, a
seguito di presentazione spontanee ex art. 374 c.p.p. perché
rese in assenza di difensore e di avvertimenti di legge.
Secondo i giudici della cautela, l’interpretazione lette-
rale e sistematica della norma, all’interno della disciplina
delle garanzie a tutela dell’indagato, comporterebbe che
qualora l’organo inquirente intenda accogliere dichiara-
zioni spontanee da chi è già indagato per un fatto deter-
minato, debba farlo nelle forme dell’interrogatorio alla
presenza del difensore e previo avvertimento sulle conse-
guenze di legge. Nel caso in cui l’inquirente non proceda
con le predette modalità, le dichiarazioni raccolte sareb-
bero in assoluto inutilizzabili a fini probatori e cautelari,
nei confronti del dichiarante e, a maggior ragione, di even-
tuali coindagati, potendo al più costituire spunti investi-
gativi per ulteriori indagini. Diversamente ritenendo le
dichiarazioni, assunte in assenza del difensore e degli av-
vertimenti ex art. 64 c.p.p., utilizzabili processualmente si
creerebbe un vulnus nel sistema delle garanzie difensive.
In conclusione, alla raccolta delle dichiarazioni spontanee
senza formalità da parte di persona già indagata consegui-
rebbe l’inutilizzabilità delle stesse.
2. - Per l’annullamento della ordinanza il Procuratore
della Repubblica ha dedotto con un unico e articolato mo-
tivo di ricorso, la violazione di legge in relazione all’erro-
nea applicazione dell’art. 374 c.p.p.
Secondo il ricorrente l’art. 374 c.p.p. distingue chiara-
mente l’ipotesi di spontanea presentazione, disciplinata
al comma 1, da quella dell’interrogatorio, disciplinata al
comma 2, prevedendo solo in quest’ultimo caso le garanzie
di cui agli articoli 64 e 364 c.p.p. Dunque, pretendere di
estendere l’operatività di tale garanzie anche in ipotesi in
cui esse sono esplicitamente escluse (quella della presen-

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