Corte Di Cassazione Penale Sez. Un., 9 Maggio 2018, N. 20569 (Ud. 18 Gennaio 2018)

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giur
Arch. nuova proc. pen. 1/2019
DECISIONI DELLE SEZIONI UNITE
CORTE DI CASSAZIONE PENALE
SEZ. UN., 9 MAGGIO 2018, N. 20569
(UD. 18 GENNAIO 2018)
PRES. FUMO – EST. BONI – P.M. DE NARDO (DIFF.) – RIC. P.M. IN PROC. K.
Procedimenti speciali penali y Giudizio per de-
creto y Richiesta y Poteri del Gip y Restituzione de-
gli atti al pubblico ministero y Al fine di chiedere
l’archiviazione del procedimento y Per particolare
tenuità del fatto y Ex art. 131 bis c.p. y Invasione
della competenza del P.M. y Configurabilità y Esclu-
sione.
. Non è abnorme, e quindi non ricorribile per cassazio-
ne, il provvedimento con cui il giudice per le indagini
preliminari, investito della richiesta di emissione di
decreto penale di condanna, restituisca gli atti al pub-
blico ministero perché valuti la possibilità di chiedere
l’archiviazione del procedimento per particolare tenu-
ità del fatto ai sensi dell’art. 131-bis c. p. (In motiva-
zione la Corte ha precisato che l’invito a verificare il
carattere "particolarmente tenue" dell’illecito conte-
stato nell’imputazione non implica alcuna invasione
delle competenze dell’organo requirente, ma appar-
tiene all’attività di qualficazione giuridica propria del
giudice). (c.p.p., art. 459; c.p.p., art. 568)
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
1. In data 15 febbraio 2017 il Procuratore della Repub-
blica presso il Tribunale di Bologna, richiedeva decreto
penale di condanna nei confronti di M.K. in ordine al delit-
to di cui all’art. 624 c.p., contestatogli per avere compiuto
atti idonei diretti in modo non equivoco ad impossessarsi
della somma di euro 4,60 e di due pacchetti di sigarette, in-
troducendosi in un furgone in sosta lasciato aperto dal suo
proprietario, senza riuscire a portare a compimento l’azio-
ne perché fermato da una pattuglia delle forze dell’ordine
(fatto commesso in Bologna, il 24 gennaio 2017).
Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di
Bologna, senza respingere formalmente la richiesta di emis-
sione del decreto penale di condanna, restituiva gli atti al
pubblico ministero, invitandolo a valutare, dopo avere ac-
quisito il certificato penale dell’imputato, se chiedere l’ar-
chiviazione del procedimento ai sensi dell’art. 131-bis c.p.
2. Avverso tale provvedimento ha proposto ricorso il
Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bolo-
gna per denunciarne, con unico motivo, l’abnormità. Ri-
chiamata la nozione di atto abnorme, come elaborata dalla
giurisprudenza di legittimità, il ricorrente ha censurato
l’indebito superamento da parte del giudice delle inda-
gini preliminari dei limiti che l’ordinamento processuale
gli impone nell’esercizio della funzione di controllo sulle
determinazioni del pubblico ministero in tema di esercizio
dell’azione penale.
Ha evidenziato che: a) a norma dell’art. 459, comma
3, c.p.p., il giudice delle indagini preliminari che sia in-
vestito della richiesta di emissione del decreto penale di
condanna, qualora non rinvenga i presupposti per pronun-
ciare il proscioglimento dell’imputato ai sensi dell’art. 129
c.p.p., può respingere la richiesta, restituendo gli atti al
pubblico ministero, soltanto per ragioni attinenti alla le-
gittima introduzione del rito, alla qualificazione giuridica
del fatto, oppure all’idoneità ed adeguatezza della pena
in riferimento al caso concreto; b) nel procedimento per
decreto non è consentito al giudice respingere la richie-
sta del pubblico ministero per mere ragioni di opportu-
nità, per cui, l’unica alternativa possibile alla pronuncia
della sentenza di proscioglimento dell’imputato, ai sensi
dell’art. 129 c.p.p., è costituita dall’emissione del decreto
di condanna; c) il provvedimento di restituzione degli atti
per valutare l’ipotetica applicabilità dell’art. 131-bis c.p.
è abnorme, perché non consentito, tenuto conto, inoltre,
che nel procedimento per decreto non potrebbe essere ap-
plicata la causa di non punibilità per particolare tenuità,
che presuppone la previa instaurazione del contraddit-
torio con l’imputato e determina l’effetto pregiudizievole
dell’iscrizione della sentenza nel casellario giudiziale, in
quanto il procedimento monitorio è caratterizzato dall’as-
senza di contraddittorio, sicché non vi sarebbe spazio per
una sentenza di proscioglimento ex art. 129 c.p.p..
Ha quindi chiesto l’annullamento del provvedimento
impugnato con la conseguente restituzione degli atti al
Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bolo-
gna perché provveda sulla richiesta di emissione di decre-
to penale di condanna.
3. La quarta sezione penale, cui il ricorso era stato as-
segnato, ha rimesso la decisione alle Sezioni Unite, rile-
vando un contrasto interpretativo nella giurisprudenza di
legittimità.
Ha segnalato un primo orientamento, al quale si è ri-
chiamato anche il Procuratore della Repubblica ricorrente,
che assume l’abnormità dell’atto di restituzione al pubbli-
co ministero quando non ricorrano questioni sui presuppo-
sti di ammissibilità del rito, di qualificazione giuridica del
fatto o di idoneità ed adeguatezza della pena rispetto al
caso concreto, poiché, una volta esercitata l’azione penale
con la richiesta di decreto penale di condanna, al giudice
non sarebbe consentita nessuna discrezionalità (sez. I, n.
15272 del 21 dicembre 2016, Allocco, Rv. 269464).
Ha, quindi, manifestato adesione ad un diverso indi-
rizzo interpretativo, secondo il quale non è abnorme il
provvedimento di restituzione degli atti del giudice per
le indagini preliminari, con il quale si rigetta la richiesta
di emissione del decreto penale di condanna, quando non
sia motivato esclusivamente su ragioni di opportunità
(sez. IV, n. 48888 del 25 ottobre 2016, Bouraya; sez. IV, n.
48886 del 25 ottobre 2016, Gagliardi; sez. IV, n. 10209 del
4 febbraio 2016, Parola, Rv. 271362; sez. VI, n. 36216 del
27 giugno 2013, Galati, Rv. 256331; sez. IV, n. 40513 del 6
ottobre 2010, Sabatino, Rv. 248857; sez. VI, n. 45290 dell’
11 novembre 2008, Esposito, Rv. 242377).
4. Con decreto in data 11 dicembre 2017, il primo Pre-
sidente ha assegnato il ricorso alle Sezioni Unite, fissando
per la trattazione in camera di consiglio l’odierna udienza.
5. Con memoria depositata in data 3 gennaio 2018 il so-
stituto Procuratore generale presso la Corte di Cassazione

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