Corte di Cassazione Penale sez. IV, 29 maggio 2018, n. 24087 (ud. 28 febbraio 2018)

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giur
11/2018 Arch. giur. circ. ass. e resp.
LEGITTIMITÀ
dello Stato e incardinato davanti al Tribunale individuato
ai sensi dell’art. 6 del R.D. 1611 del 1933.
2.2. Va qui precisato che, come questa Corte (Cass., n.
5212 del 2008, n. 18849 del 2011), ha avuto modo di affer-
mare, la notif‌icazione dell’atto introduttivo di un giudizio
eseguita direttamente all’Amministrazione dello Stato e
non presso l’Avvocatura distrettuale dello Stato, nei casi nei
quali non si applica la deroga alla regola di cui all’art. 11 del
R.D. 30 ottobre 1933, n. 1611, non può ritenersi affetta da
mera irregolarità o da inesistenza, bensì - secondo quanto
disposto dalla citata norma da nullità, ed è quindi suscet-
tibile di rinnovazione ai sensi dell’art. 291 c.p.c. ovvero di
sanatoria nel caso in cui l’Amministrazione si costituisca.
Trova applicazione, nel caso in esame, poiché non si
verte in ipotesi di inesistenza della notif‌icazione, quanto
statuito da Cass. sez. un., n. 14916 del 2016, secondo cui
«In presenza di una notif‌icazione nulla, così come opera
la sanatoria per raggiungimento dello scopo, attraverso la
costituzione in giudizio della parte intimata, correlativa-
mente, in mancanza di tale costituzione, il giudice, ai sen-
si 4 dell’art. 291 c.p.c., deve dispone la rinnovazione della
notif‌icazione (f‌issando a tal f‌ine un termine perentorio),
a meno che la parte stessa non abbia a ciò già spontane-
amente provveduto. Entrambi i rimedi, che sono previsti
a fronte del verif‌icarsi del medesimo presupposto della
nullità della notif‌icazione - con l’unica peculiarità che l’at-
tivazione spontanea della parte (con la costituzione o la
rinnovazione) rende superf‌luo l’intervento del giudice -,
operano con eff‌icacia ex tunc, cioè sanano con effetto re-
troattivo il vizio della notif‌icazione (quella originaria, nel
caso di rinnovazione): ciò è previsto espressamente nel
“Citato art. 291 (“la rinnovazione impedisce ogni decaden-
za”), si conf‌igura come una normale qualità del concet-
to di sanatoria e costituisce un’ulteriore espressione del
principio di strumentalità delle forme».
In def‌initiva, il ricorso va accolto la sentenza impu-
gnata va cassata e la causa va rinviata al Tribunale di
(omissis) perché disponga la rinnovazione della notif‌ica
dell’atto di appello. Va demandato allo stesso Tribunale il
compito di liquidare le spese anche del presente giudizio
di cassazione. (Omissis)
CORTE DI CASSAZIONE PENALE
SEZ. IV, 29 MAGGIO 2018, N. 24087
(UD. 28 FEBBRAIO 2018)
PRES. IZZO – EST. PEZZELLA – P.M. ZACCO (CONF.) – RIC. M.
Guida in stato di ebbrezza y Accertamento y Pre-
lievo ematico sul conducente presso una struttu-
ra sanitaria su richiesta della polizia giudiziaria y
Omesso avviso al difensore ex art. 114 disp. att.
c.p.p. y Nullità a regime intermedio y Scelta del rito
abbreviato y Conseguenze y Sanatoria della nullità
y Sussistenza.
. In tema di guida in stato di ebbrezza, la violazione
dell’obbligo di dare avviso della facoltà di farsi assistere
da un difensore di f‌iducia al conducente da sottoporre
prelievo ematico presso una struttura sanitaria, f‌inaliz-
zato all’accertamento del tasso alcolemico esclusiva-
mente su richiesta dalla polizia giudiziaria, determina
una nullità di ordine generale a regime intermedio
che può essere tempestivamente dedotta, a norma del
combinato disposto degli artt. 180 e 182, comma 2, cod.
proc. pen., f‌ino al momento della deliberazione della
sentenza di primo grado ma che deve ritenersi sanata,
ai sensi dell’art. 183 cod. proc. pen., qualora l’imputato
formuli una richiesta di rito abbreviato . (c.p.p., art.
180; c.p.p., art. 183; att. c.p.p., art. 114; nuovo c.s., art.
186) (1)
(1) Negli stessi termini, v. Cass. pen., sez. IV, 30 marzo 2017, n. 16131,
in questa Rivista 2017, 824 applicativa del principio espresso dalle
SS.UU. 5 febbraio 2015, n. 5396, ivi 2016, 382, con nota di MATTEO
RAMPIONI, Guida in stato di ebbrezza: la nullità dell’accertamento
per l’omesso avviso della facoltà di farsi assistere dal difensore di
f‌iducia. Analogamente per quanto riguarda la prima parte della mas-
sima de qua, v. Cass. pen., sez. IV, 9 febbraio 2018, n. 6514, in www.
latribunaplus.it.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
1. La Corte di appello di Torino, pronunciando nei con-
fronti dell’odierno ricorrente, con sentenza del 28 aprile
2017, confermava la sentenza con cui in data 19 maggio
2016, all’esito di giudizio abbreviato, il Tribunale di (omis-
sis) aveva condannato A.M. per il reato di cui all’art. 186,
comma 2 lett. c) e 2-bis c.d.s. commesso in (omissis) il 12
aprile 2014.
2. Avverso tale provvedimento ha proposto ricorso per
Cassazione, a mezzo del proprio difensore di f‌iducia, il M.,
deducendo quale unico motivo, di seguito enunciato nei
limiti strettamente necessari per la motivazione, come di-
sposto dall’art. 173, comma 1, disp. att., c.p.p., l’inosservan-
za dell’art. 114 disp. att. c.p.p. e degli artt. 354 e 356 c.p.p.
Il ricorrente si duole che all’imputato, il cui prelievo
ematico è stato effettuato in ospedale su richiesta della
P.G., non sia stato dato l’avviso che poteva farsi assistere
da un difensore di f‌iducia.
Lamenta, in proposito, che la Corte territoriale avrebbe
confuso i piani del consenso al prelievo ematico, che non
viene posto in discussione che l’imputato abbia prestato,
con quello dell’avviso che gli sarebbe stato dovuto e la cui
mancanza ne avrebbe vulnerato le possibilità difensive.
Evidenzia di avere eccepito tempestivamente la nullità
in questione, più volte, nel corso del giudizio. Chiede, per-
tanto, l’annullamento della sentenza impugnata.
MOTIVI DELLA DECISIONE
1. I motivi sopra illustrati appaiono manifestamente
infondati e, pertanto, il proposto ricorso va dichiarato
inammissibile.
2. Il ricorso, in larga parte riproduttivo tout court, an-
che graf‌icamente, dei motivi di appello non si confronta
criticamente con la sentenza impugnata e, soprattutto,
con il rilievo, che pare assorbente, che, essendosi proce-
duto in primo grado con rito abbreviato, secondo la con-

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