Corte di Cassazione Penale sez. IV, 2 agosto 2017, n. 38559 (ud. 27 giugno 2017)

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giur
2/2018 Arch. giur. circ. ass. e resp.
LEGITTIMITÀ
CORTE DI CASSAZIONE PENALE
SEZ. IV, 2 AGOSTO 2017, N. 38559
(UD. 27 GIUGNO 2017)
PRES. BLAIOTTA – EST. GIANNITI – P.M. TAMPIERI (DIFF.) – RIC. LEONE
Responsabilità da sinistri stradali y Concorso
di colpa y Graduazione delle colpe concorrenti y Ne-
cessità y Ragioni.
. In tema di reati colposi conseguenti alla circolazione
stradale, il giudice del merito deve procedere all’ac-
certamento e alla graduazione delle colpe concorrenti
dell’autore del reato e della persona offesa, sia ai f‌ini
della determinazione della pena da applicare, ex art.
133 cod. pen., sia perché la misura del concorso di col-
pa della vittima nella causazione del danno incide sulla
quantif‌icazione del risarcimento. (c.p., art. 43; c.p., art.
133; c.c., art. 1227; c.c., art. 2056) (1)
(1) Si esprimono in senso conforme: Cass. pen., sez. IV, 5 giugno
2008, n. 22632, in www.latribunaplus.it e Cass. pen., sez. IV, 17 no-
vembre 1988, n. 11127, in questa Rivista 1989, 579. Si veda, inoltre,
Cass. pen., sez. IV, 11 maggio 2017, n. 23080, in www.latribunaplus.
it, che precisa come il giudice sia tenuto ad accertare la colpa con-
corrente del terzo, rimasto estraneo al giudizio, al solo f‌ine di verif‌i-
care la rilevanza della sua condotta sull’eff‌icienza causale del com-
portamento dell’imputato e di assicurare la correlazione tra gravità
del reato e determinazione della pena.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
1. Il Tribunale di Catanzaro con la sentenza impugna-
ta ha integralmente confermato la sentenza 11 dicembre
2014 con la quale il Giudice di pace di quella stessa città
aveva condannato Leone Agostino per il reato p. e p. dal-
l’art. 590 c.p. perché quest’ultimo - in data 20 maggio 2010,
verso le ore 10,00 circa, in Catanzaro, mentre percorre-
va, alla guida della sua autovettura, via Conte Falluc, non
adeguando la velocità alle circostanze di luogo e di tempo
e non prestando la dovuta attenzione e diligenza alla guida
e alla strada - aveva invaso improvvisamente l’opposta cor-
sia per effettuare una incauta manovra di svolta a sinistra
e, così, aveva urtato violentemente il motociclo condotto
da De Masi Gabriele (e di proprietà di De Masi Luciano)
che si trovava sull’opposta corsia, cagionandogli lesioni
personali (con prognosi di 40 giorni).
2. Avverso la citata sentenza propone personalmente
ricorso il Leone, articolando quattro motivi di doglianza.
2.1. Nel primo motivo denuncia violazione di legge e
vizio di motivazione in punto di ritenuta sua responsabi-
lità penale.
Il ricorrente si lamenta che il Tribunale è pervenuto
ad affermare la sua responsabilità sulla base delle dichia-
razioni della persona offesa e di quelle rese dagli agenti
accertatori (intervenuti dopo l’incidente), senza prendere
in considerazione le doglianze difensive formulate nell’at-
to di appello e senza superare le contraddizioni, emer-
se nel corso del dibattimento, tra le dichiarazioni della
persona offesa - la quale aveva riferito che, al momento
dell’impatto, stava percorrendo la strada, tenendosi al
margine sinistro della carreggiata, al di sotto del limite
di velocità (pari a 50 km/h) - e quelle rese dagli agenti
accertatori intervenuti dopo l’incidente - i quali avevano
affermato che, alla luce dei danni riportati dalla sua auto,
la velocità, cui viaggiava la moto, doveva essere superiore
ai limiti consentiti. Contraddizioni sulla base delle quali lo
stesso P.M. d’udienza aveva concluso chiedendo pronun-
ciarsi sentenza di assoluzione.
Il ricorrente deduce che in sede di atto di appello ave-
va prospettato una dinamica del sinistro diversa da quella
descritta da entrambi i Giudici di merito: in particolare,
secondo il ricorrente, dal punto d’impatto sulla parte po-
steriore dell’automobile (una Lancia K di notevole lun-
ghezza) e dalla posizione del motociclo (che circolava sul
margine sinistro della carreggiata) si sarebbe dovuto in-
ferire che lui aveva compiutamente effettuato la manovra
di svolta per inserirsi nella traversa di via Conte Falluc e
che era stato il motociclo, sopraggiungendo ad altissima
velocità, invece di rallentare, a centrare l’auto, da lui con-
dotta. Denuncia al riguardo mancanza di motivazione, in
quanto il Giudice di appello non avrebbe indicato le ragio-
ni per le quali tale alternativa ricostruzione - già indicata
nei motivi di appello - non era attendibile.
2.2. Nel secondo motivo denuncia violazione di legge
e vizio di motivazione in punto di mancata rinnovazione
dell’istruttoria dibattimentale.
Il ricorrente evidenzia che nell’atto di appello, da un
lato, si era lamentato del mancato accoglimento, da parte
del Giudice di pace, dell’istanza 11 dicembre 2014 con la
quale aveva chiesto la nomina di un perito per stabilire
la dinamica dell’incidente; e, dall’altro, aveva chiesto la
rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale per l’espleta-
mento della perizia. Detta ultima richiesta sarebbe stata
respinta con motivazione illogica e contraddittoria dal
Tribunale, che ha ritenuto le dichiarazioni testimoniali
suff‌icienti per stabilire con certezza la dinamica dell’in-
cidente.
2.3. Nel terzo motivo denuncia violazione di legge e vi-
zio di motivazione in punto di mancata concessione delle
circostanze attenuanti generiche.
Il ricorrente afferma che il Tribunale non solo non gli
ha riconosciuto le attenuanti generiche - pur in presenza
di "elementi" a favore del loro riconoscimento (quali l’oc-
casionalità del fatto, la sua biograf‌ia penale e l’intensità
dell’elemento soggettivo) che erano stati evidenziati in
atto di appello - ma neppure aveva motivato sul punto.
2.4. Nel quarto motivo denuncia violazione di legge in
punto di quantif‌icazione del risarcimento del danno.
Il ricorrente rileva che il Tribunale, al pari del Giudice
di pace, ha rimesso le parti in sede civile per la quantif‌ica-
zione del risarcimento del danno. Sul punto evidenzia che
entrambi i Giudici di merito, pur lasciando sottintendere
nella motivazione delle sentenze un concorso di colpa tra
lui e il De Masi, hanno omesso di quantif‌icarlo, non consi-
derando che, così, in sede civile il danno verrebbe quanti-
f‌icato ritenendo lui l’unico responsabile della causazione
del sinistro.

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