Corte Di Cassazione Penale Sez. Iv, 6 Dicembre 2016, N. 51950 (Ud. 15 Novembre 2016)

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giur
2/2017 Arch. nuova proc. pen.
LEGITTIMITÀ
Inoltre, il giudice dell’udienza preliminare aveva erro-
neamente fatto leva sulla carenza dell’elemento psicologi-
co in quanto «alla fine significa quasi discutere di errore
sulla legge penale o su quella legge che integra il precetto
penale, operazione non consentita» come stabilito sempre
dalla giurisprudenza di legittimità;
2.2. Violazione dell’art. 425 c.p.p.: i ricorrenti, ritengo-
no che la sentenza di proscioglimento sarebbe insufficien-
temente motivata in quanto non sarebbero state spiegate
le ragioni per cui il successivo giudizio dibattimentale
non avrebbe potuto consentire ulteriori approfondimenti
tecnici e soprattutto una diversa valutazione dell’accadi-
mento.
3. Gli imputati Mussari, Savona, Cataldo, Paone, Delle
Femine, Ziccardi e Sigona, a mezzo dei rispettivi difensori,
hanno depositato memorie chiedendo che il ricorso fosse
dichiarato inammissibile.
MOTIVI DELLA DECISIONE
1. Il ricorso è inammissibile per una duplice ragione.
Innanzitutto, perchè il ricorso è stato presentato dai
difensori delle parti civili privi di procura speciale atteso
che la medesima non risulta allegata al ricorso e gli stessi
difensori si qualificano solo “come difensori di fiducia”: ex
plurimis Cass. 5238/2014 Rv. 258719.
In secondo luogo, perchè la legittimazione ad impugna-
re spetta, a norma dell’art. 428/2 c.p.p. alla sola “persona
offesa costituita parte civile” e, non, quindi, alla parte dan-
neggiata costituita parte civile.
Nel caso di specie, unica “persona offesa”, va ritenuta
la società Karma s.r.l., titolare del conto corrente in ordine
al quale è sorta controversia: in terminis Cass. 12028/2010
riv 246728.
Al contrario, la ricorrente Stifano risulta essere solo fi-
deiussore del debitore principale (Karma s.r.l.) e, quindi,
solo parte danneggiata.
Il Merola, a sua volta, essendo stata la suddetta società
dichiarata fallita, ha perso la qualifica di amministratore
unico che in essa rivestiva, essendo subentrato quale lega-
le rappresentante, il curatore fallimentare: quindi, anche
il suddetto ricorrente, avendo perso la qualifica di ammi-
nistratore della società “persona offesa”, va considerato, al
più, come mero danneggiato.
Il ricorso, pertanto, va dichiarato inammissibile alla
stregua del seguente principio di diritto: «La persona dan-
neggiata, pur costituita parte civile, che non sia anche
persona offesa non è legittimata a proporre ricorso per
cassazione contro la sentenza di non luogo a procedere,
essendo tale impugnazione destinata alla tutela esclusiva
degli interessi penalistici della persona offesa. Di conse-
guenza, il ricorso va ritenuto inammissibile ove presentato
dal fideiussore della società vittima di usura o dal sogget-
to - già legale rappresentante della suddetta società - al
quale sia succeduto, a seguito del fallimento, il curatore
fallimentare, in quanto entrambi rivestono la qualifica di
persone danneggiate». (Omissis)
CORTE DI CASSAZIONE PENALE
SEZ. IV, 6 DICEMBRE 2016, N. 51950
(UD. 15 NOVEMBRE 2016)
PRES. BLAIOTTA – EST. GIANNITI – P.M. PINELLI (CONF.) – RIC. PEANO
Giudizio abbreviato y Procedimento y Utilizza-
bilità delle prove y Mancato accoglimento da par-
te del giudice dell’istanza difensiva y Richiesta di
acquisizione di nuovi elementi di prova y Richiesta
formulata dopo la richiesta di applicazione del rito
speciale y Rigetto y Esperibilità del ricorso in cassa-
zione y Esclusione.
. In tema di giudizio abbreviato, non è deducibile come
motivo di ricorso per cassazione il mancato accogli-
mento, da parte del giudice, dell’istanza difensiva volta
all’acquisizione di nuovi elementi di prova, quando la
stessa venga formulata dopo la richiesta di applica-
zione del rito speciale, nella forma incondizionata.
(Nella specie, in applicazione di tale principio, la Corte
ha respinto il ricorso con il quale si denunciava come
illegittimo l’immotivato rifiuto opposto dal giudice alla
richiesta di acquisizione del verbale relativo all’assun-
zione di informazioni effettuata dal difensore, ai sensi
dell’art. 391 bis c.p.p., successivamente alla richiesta
di giudizio abbreviato incondizionato). (Mass. Redaz.)
(c.p.p., art. 391 bis) (1)
(1) Sulla ammissibilità di documenti probatori nuovi in udienza pre-
liminare, prima del giudizio abbreviato, si veda Cass. pen., sez. V, 23
febbraio 2006, n. 6777, in questa Rivista 2007, 241; nello stesso senso
di quest’ultima si veda Cass. pen., sez.V, 7 luglio 2006, n. 23706, ivi
2007, 657.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
1. La Corte di Appello di Genova con la sentenza impu-
gnata, in punto di affermazione di penale responsabilità,
ha confermato la sentenza 3 ottobre 2012 con la quale il
Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Savona,
ad esito di giudizio abbreviato, aveva dichiarato Peano
Pierfranco responsabile del reato di guida in stato di eb-
brezza (con tasso alcoolemico accertato pari a 1, 33 g/l),
commesso in Savona il 7 maggio 2011 ed aggravato dall’ora
notturna; ma, in punto di trattamento sanzionatorio, l’ha
parzialmente riformata laddove ha concesso all’imputato
(in considerazione della di lui incensuratezza e dell’as-
senza di qualsivoglia ragione ostativa) il beneficio della
non menzione della condanna sul certificato del casellario
giudiziale.
In via preliminare la Corte ha respinto la richiesta di-
fensiva di revoca della ordinanza 18 ottobre 2012 con la
quale il giudice di primo grado aveva respinto la richie-
sta di acquisizione del verbale di assunzione di informa-
zioni in sede di indagine difensiva, osservando non solo
che detta richiesta era stata articolata dopo la richie-
sta di giudizio abbreviato (non condizionato) ma anche
che l’acquisizione sollecitata (volta a sostenere l’omes-
so avviso al Peano della facoltà di farsi assistere da un
difensore nell’effettuazione dell’alcoltest) era diretta a

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