Corte di Cassazione Penale sez. IV, 31 ottobre 2016, n. 45769 (ud. 30 settembre 2016)

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giur
4/2017 Arch. giur. circ. e sin. strad.
LEGITTIMITÀ
una somma modesta ma non minima - la illecita pretesa di
trascurare lo stato di ebbrezza e consentire la prosecuzio-
ne della guida nella sede autostradale.
9.2. Ai f‌ini della conf‌igurabilità della causa di esclu-
sione della punibilità per particolare tenuità del fatto,
prevista dall’art. 131 bis c.p., il giudizio sulla tenuità ri-
chiede una valutazione complessa e congiunta di tutte le
peculiarità della fattispecie concreta, che tenga conto, ai
sensi dell’art. 133, primo comma, c.p., delle modalità della
condotta, del grado di colpevolezza da esse desumibile e
dell’entità del danno o del pericolo (sez. un., n. 13681 del
25 febbraio 2016 Rv. 266590 Tushaj). Secondo il richia-
mato arresto, il giudizio sulla tenuità del fatto richiede
“una valutazione complessa che ha ad oggetto le modalità
della condotta e l’esiguità del danno o del pericolo valu-
tate ai sensi dell’art. 133, primo comma, c.p. Si richiede,
in breve, una equilibrata considerazione di tutte le pecu-
liarità della fattispecie concreta; e non solo di quelle che
attengono all’entità dell’aggressione del bene giuridico
protetto”....“Di particolare ed illuminante rilievo è il riferi-
mento testuale alle modalità della condotta, al comporta-
mento. La nuova normativa non si interessa della condotta
tipica, bensì ha riguardo alle forme di estrinsecazione del
comportamento, al f‌ine di valutarne complessivamente la
gravità, l’entità del contrasto rispetto alla legge e conse-
guentemente il bisogno di pena. Il legislatore, come si è
accennato, ha esplicato una complessa elaborazione per
def‌inire l’ambito dell’istituto. Da un lato ha compiuto una
graduazione qualitativa, astratta, basata sull’entità e sul-
la natura della pena; e vi ha aggiunto un elemento d’im-
pronta personale, pure esso tipizzato, tassativo, relativo
alla abitualità o meno del comportamento. Dall’altro lato
ha demandato al giudice una ponderazione quantitativa
rapportata al disvalore di azione, a quello di evento, non-
ché al grado della colpevolezza. Ha inf‌ine limitato la di-
screzionalità del giudizio escludendo alcune contingenze
ritenute incompatibili con l’idea di speciale tenuità: mo-
tivi abietti o futili, crudeltà, minorata difesa della vittima
ecc.. Da tale connotazione dell’istituto emerge un dato di
cruciale rilievo, che deve essere con forza rimarcato: l’esi-
guità del disvalore è frutto di una valutazione congiunta
degli indicatori afferenti alla condotta, al danno ed alla
colpevolezza. E potrà ben accadere che si sia in presenza
di elementi di giudizio di segno opposto da soppesare e bi-
lanciare prudentemente. Da quanto precede discende che
la valutazione inerente all’entità del danno o del pericolo
non è da sola suff‌iciente a fondare o escludere il giudizio
di marginalità del fatto. Tale conclusione è desunta non
solo dalla complessiva articolazione della disciplina cui si
è sopra fatto cenno, ma anche da due argomenti specif‌ici.
In primo luogo, il legislatore ha espressamente previsto
che la nuova disciplina trova applicazione anche quando
la legge prevede la particolare tenuità del danno o del
pericolo come circostanza attenuante. Dunque, anche in
presenza di un danno di speciale tenuità l’applicazione
dell’art. 131 bis è pur sempre legata anche alla considera-
zione dei già evocati indicatori afferenti alla condotta ed
alla colpevolezza”.
9.3. Di qui la esclusione di ogni sovrapposizione tra l’i-
potesi attenuata - concessa all’imputato - di cui all’art. 323
bis c.p. e la causa di esclusione della punibilità: la prima
fondata sulla particolare tenuità del fatto, la seconda sulla
particolare tenuità dell’offesa. Cosicché, manifestamente
infondata risulta la dedotta illogicità tra il riconoscimen-
to della prima e l’esclusione della seconda, nonché quel-
la che deduce l’indebita introduzione, nell’ambito della
valutazione dei presupposti di applicabilità della ipotesi
scriminante, di indici non previsti dalla norma, rimanendo
- pertanto - la esclusione della ipotesi azionata nell’alveo
di legittimità, essendo priva di vizi logici nella valutazione
del complesso degli elementi del fatto.
10. Al rigetto del ricorso consegue la condanna del ri-
corrente al pagamento delle spese processuali. (Omissis)
CORTE DI CASSAZIONE PENALE
SEZ. IV, 31 OTTOBRE 2016, N. 45769
(UD. 30 SETTEMBRE 2016)
PRES. BLAIOTTA – EST. CENCI – P.M. FILIPPI (CONF.) – RIC. T.C.
Patente y Guida senza patente y Recidiva nel bien-
nio y Termini di riferimento.
. In tema di guida senza patente, ai f‌ini della conf‌igu-
rabilità della circostanza aggravante della "recidiva nel
biennio", rileva la data del passaggio in giudicato della
sentenza relativa al fatto-reato precedente rispetto a
quello per il quale si procede e non la data di commis-
sione dello stesso. (nuovo c.s., art. 116; c.p., art. 99) (1)
(1) Negli stessi termini si veda Cass. pen., sez. IV, 1 ottobre 2014,
n. 40617, in questa Rivista 2014, 912. Si veda, inoltre, in relazione
alla revoca della patente per il reato di guida in stato di ebbrezza,
Cass. pen., sez. IV, 13 giugno 2013, n. 25988, ivi 2014, 244. Per un
commento operativo al D.L.vo 15 gennaio 2016, n. 8 (Disposizioni in
materia di depenalizzazione, a norma dell’articolo 2, comma 2, della
legge 28 aprile 2014, n. 67), utile è la consultazione di F. BARTOLINI,
Le nuove depenalizzazioni e le sanzioni pecuniarie civili, Tribuna
Dossier, Piacenza 2016.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
1. Il (omissis) i Carabinieri della Compagnia di Napoli
contestavano a T.C. la violazione del D.L.vo 30 aprile 1992,
n. 285, art. 116, per essere stato sorpreso in (omissis) alla
guida del veicolo Fiat Coupè 1.8 targato (omissis) sprovvi-
sto di patente di guida perchè mai conseguita.
2. Promossa azione penale da parte del Procuratore
della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di
Napoli, l’imputato veniva condannato dal Tribunale per i
minorenni con sentenza del 18 marzo 2016 alla pena pecu-
niaria ritenuta di giustizia.
Riteneva, in particolare, il Tribunale sussistente
l’“ipotesi aggravata dalla reiterazione” che era stata con-
testata alla stessa udienza dal Pubblico Ministero, in ra-
gione della pendenza di tre richieste di rinvio a giudizio
nei confronti dello stesso imputato per analoghe violazioni

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