Corte Di Cassazione Civile Sez. II, 5 Agosto 2015, N. 16486

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giur
2/2016 Arch. loc. cond. e imm.
LEGITTIMITÀ
richieste per l’assegnazione dell’alloggio, circostanza che può valere
ai fini amministrativi o civilistici, ma che non rileva sotto il profilo
penalistico sia per l’assenza del dolo specifico che per la mancanza
dell’elemento materiale della necessaria arbitraria invasione dell’im-
mobile. In precedenza anche, Cass. pen., sez. II, 12 novembre 2003,
Bottiglieri, in Riv. pen. 2005, 228.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
1. C.C. propone ricorso per cassazione avverso l’ordi-
nanza del Tribunale di Lecce - Sezione del riesame, n. 8/15
R.G.N.R., pronunciata in data 24 luglio 2014 e depositata
il 27 febbraio 2015.
Il provvedimento impugnato, ribaltando la precedente
ordinanza del Gip., ha applicato, nei confronti dell’odierna
ricorrente, la misura cautelare del sequestro preventivo
di un alloggio popolare, di proprietà dello Iacp, occupato
sine titulo dall’indagata.
2. Il ricorso presenta un unico motivo, con cui si lamen-
ta la carenza del fumus commissi delicti, in relazione al
reato contestato, di cui all’art. 633 c.p.. Nel dettaglio, man-
cherebbe uno degli elementi costitutivi del suddetto delit-
to, quale l’“invasione” dell’altrui edificio. Detta invasione
infatti, secondo la parte impugnante, non sarebbe confi-
gurabile nel caso di specie, dal momento che l’indagata
aveva già il possesso del bene asseritamente “occupato”,
avendo prestato assistenza presso il legittimo assegnatario
dell’immobile fino alla di lui morte ed essendo subentra-
ta a quest’ultimo proprio a seguito del di lui decesso. In
particolare, si afferma che l’invasione non sarebbe assi-
milabile alla permanenza non consentita; diversamente
opinando, si addiverrebbe ad un’applicazione analogica
dell’art. 633 c.p..
MOTIVI DELLA DECISIONE
1. Il ricorso è infondato.
2. Osserva la Corte che nel caso in esame deve essere
applicato il principio di diritto in base al quale l’invasione
va vista come immissione in una situazione di fatto di cui,
in precedenza, il soggetto agente non era titolare, anche
se, eventualmente, titolare di una diversa situazione di
fatto. In questo caso la L.C., mera detentrice dell’immo-
bile, svolgeva una attività lavorativa all’interno dell’immo-
bile stesso in favore del legittimo conduttore, ma il suo
comportamento integra la condotta di “invasione” nel
momento in cui si è immessa, sine titulo, dopo la morte
del suo datore di lavoro, nel possesso della cosa stessa,
comportandosi uti domina.
Nel caso di specie dunque sussiste ampiamente il “fu-
mus commissi delicti” in capo all’indagata, che, succes-
sivamente alla morte del precedente inquilino, si è com-
portata uti domina, acquisendo, illegittimamente il vero
e proprio possesso della cosa. Il provvedimento cautelare
adottato appare dunque esente da violazioni di legge.
3. Alla luce delle suesposte considerazioni il ricorso
deve essere rigettato e la ricorrente va condannata al pa-
gamento delle spese processuali.
Manda alla Cancelleria perché provveda ai sensi
dell’art. 28 reg. esec..
CORTE DI CASSAZIONE CIVILE
SEZ. II, 5 AGOSTO 2015, N. 16486
PRES. BUCCIANTE – EST. ABETE – P.M. CAPASSO (CONF.) – RIC. S.G. ED ALTRI
(AVV.TI LUCISANO E SCARPA) C. CONDOMINIO X (AVV.TI CONTALDI E VIACAVA)
Innovazioni y Barriere architettoniche y Installa-
zione di ascensore y Legittimità y Presupposti.
Innovazioni y Barriere architettoniche y Installa-
zione di ascensore y Attitudine a recar pregiudizio
all’uso o godimento delle parti comuni da parte dei
singoli condomini y Verifica ex art.1120, comma 2,
c.c y Criteri.
. In tema di installazione di ascensore in condominio e
quindi di parti comuni negli edifici, la solidarietà costi-
tuisce principio generale di applicazione erga omnes e
ad hoc: così, è consentita l’installazione di un ascenso-
re, in quanto diretto ad eliminare le barriere architet-
toniche, mediante delibera assunta con maggioranza
speciale in deroga a quella qualificata codicistica. È,
quindi, legittima, e va pertanto confermata la sentenza
di merito con cui, accertata la presenza di condomini
con problematiche di salute, l’adozione della delibera
a maggioranza degli intervenuti rappresentanti la metà
del valore dell’edificio, l’assenza di pregiudizi al pas-
saggio di una persona anche seduta ed accompagnata
ed al decoro architettonico nonché di ostacoli all’even-
tuale passaggio di mezzi di soccorso e quindi la ratio
decidendi, la relativa correttezza giuridica, l’assoluta
esaustività e congruità logico-formale. (Mass. Redaz.)
(c.c., art. 1102; c.c., art. 1120)
. In sede di verifica, ex art. 1120, comma 2, c.c., circa
l’attitudine dell’opera di installazione di un ascensore a
recar pregiudizio all’uso o godimento delle parti comu-
ni da parte dei singoli condomini, è necessario tenere
conto del principio di solidarietà condominiale, secon-
do il quale la coesistenza di più unità immobiliari in un
unico fabbricato implica di per sé il contemperamento,
al fine dell’ordinato svolgersi di quella convivenza che
è propria dei rapporti condominiali, di vari interessi,
tra i quali deve includersi anche quello delle persone
disabili all’eliminazione delle barriere architettoniche,
oggetto, peraltro, di un diritto fondamentale che pre-
scinde dall’effettiva utilizzazione, da parte di costoro,
degli edifici interessati. (Mass. Redaz.) (c.c., art. 1102;
c.c., art. 1120)
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
S.G., quale esercente la potestà genitoriale sulla figlia
minore, S.E., nonchè P.G., rispettivamente usufruttuario e
proprietario di unità immobiliari ricomprese nel condomi-
nio X sito in (omissis), proponevano impugnazione innan-
zi al tribunale di Chiavari avverso la delibera assunta in
data 23 ottobre 1999 dall’assemblea condominiale.
Esponevano che con il voto favorevole di tanti condo-
mini rappresentanti 608,33 millesimi e con il loro dissenso
l’assemblea aveva deciso “la costruzione di un ascensore

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