Corte di Cassazione Civile sez. III, ord. 13 novembre 2018, n. 29034

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giur
Arch. giur. circ. ass. e resp. 3/2019
LEGITTIMITÀ
tum”, limitando gli effetti favorevoli alla società appellante
soltanto a quest’ultima ed al proprietario del veicolo, in
quanto unico “litisconsorte necessario”, con esclusione del
conducente rimasto contumace, al quale invece, proprio in
quanto parte del giudizio in causa inscindibile, si estendo-
no gli effetti della impugnazione proposta dal litisconsorte
processuale, potendo avvantaggiarsi del giudicato favore-
vole pronunciato nel giudizio, indipendentemente dal com-
portamento inerte tenuto che non può essere qualificata
come acquiescenza tacita alla decisione di primo grado.
In conclusione il ricorso trova accoglimento, con conse-
guente cassazione “in parte qua” della sentenza impugna-
ta. Non occorrendo procedere ad ulteriori accertamenti in
fatto, la causa può essere decisa nel merito da questa Corte
ex art. 384, comma 2, c.p.c. con la condanna dell’A. al paga-
mento del medesimo importo risarcitorio cui la Corte ter-
ritoriale ha condannato gli altri litisconsorti processuali.
La condanna della parte resistente alla rifusione delle
spese del giudizio di legittimità, liquidate in dispositivo,
segue la soccombenza. (Omissis)
CORTE DI CASSAZIONE CIVILE
SEZ. III, ORD. 13 NOVEMBRE 2018, N. 29034
PRES. AMENDOLA – EST. DI FLORIO – RIC. M. (AVV. TI PAGLIAMINUTO E
CHIARADIA) C. C. ASSIC. SCARL (AVV. RUSSO)
Assicurazione obbligatoria y Risarcimento danni
y Chiamata in causa del terzo y Assicuratore y Onere
ex art. 22, L. n. 990/1969 y Adempimento y Necessità
y Sussistenza y Modalità.
. In tema di assicurazione obbligatoria della respon-
sabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli
a motore, l’onere che l’art. 22 della L. n. 990 del 1969
(applicabile nella fattispecie "ratione temporis") pone
a carico del danneggiato per la richiesta di risarcimen-
to del danno va osservato anche quando l’assicuratore
sia terzo chiamato in causa dal convenuto, senza che,
atteso il tenore della norma, tale onere possa conside-
rarsi altrimenti assolto mediante l’atto di chiamata in
causa da parte del convenuto o in virtù della comunica-
zione all’assicuratore da parte del danneggiante circa
l’iniziativa giudiziaria intrapresa dal danneggiato. (l.
24 dicembre 1969, n. 990, art. 22; c.p.c. art. 269; d.l.vo 7
settembre 2005, n. 209, art. 145) (1)
(1) In senso conforme, v. Cass. civ. 6 marzo 2012, n. 3449, in questa
Rivista 2012, 760. Si veda, inoltre, Cass. civ. 9 aprile 2015, n. 7089,
ivi 2015, 616.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
1. M.D. ricorre, affidandosi a quattro motivi, per la cas-
sazione della sentenza della Corte d’appello di Catanzaro
che, riformando la pronuncia del Tribunale di (omissis),
aveva solo parzialmente accolto l’impugnazione principa-
le da lui proposta avverso la liquidazione del danno (che
assumeva essere stato riduttivamente determinato dal
primo giudice) derivante dalle lesioni subite in qualità di
terzo trasportato nell’incidente stradale occorso mentre si
trovava a bordo dell’autovettura condotta dal padre.
2. La Società C. Ass.ni Coop a r.l. ha resistito con con-
troricorso e memorie.
Gli altri intimati non si sono difesi.
MOTIVI DELLA DECISIONE
1. Con il primo motivo, il ricorrente deduce, ex art. 360,
comma 1, n. 3, c.p.c. la violazione e falsa applicazione degli
artt. 18, 22 e 23, L. n. 990 del 1969, dell’art. 106 c.p.c. e del
principio del litisconsorzio necessario.
Lamenta che la Corte territoriale aveva erroneamen-
te confermato la dichiarazione di improponibilità della
domanda pronunciata dal Tribunale nei confronti della
C. Ass.ni Spa: assume, al riguardo, che detta società era
stata chiamata in causa dalla H. Ass.ni contestualmente
all’eccezione di difetto di legittimazione passiva sollevata
e che, pertanto, la domanda inizialmente proposta contro
l’originario convenuto doveva ritenersi estesa anche nei
confronti del chiamato, pur in mancanza di un’apposita
richiesta, così come tutti gli atti ad essa preliminari.
1.1. Il motivo è infondato.
Si osserva, infatti, preliminarmente che la giurispru-
denza richiamata dal ricorrente e riferita alla fonte dell’ob-
bligazione risarcitoria nel litisconsorzio (cfr. pag. 6 del
ricorso che cita Cass. 3567/2013 secondo cui “nei giudizi
proposti ai sensi della L. 24 dicembre 1969, n. 990, art. 18
(oggi abrogato e trasfuso nell’art. 144, D.L.vo 7 settembre
2005, n. 209), gli stessi fatti che determinano la responsabi-
lità e la condanna del danneggiante costituiscono la fonte
dell’obbligazione risarcitoria dell’assicuratore, comportan-
do una situazione di litisconsorzio necessario tra entram-
bi tali soggetti e il terzo danneggiato ed impedendo che si
pervenga a decisioni differenziate in ordine ai rapporti tra
responsabile e danneggiato, da un lato, e danneggiato ed
assicuratore, dall’altro”; nonché Cass. 11371/2002 e Cass.
4145/2003) sono del tutto inconferenti con il caso in esa-
me, in cui – pacifica l’erroneità della vocatio in ius della
H. in ragione della circostanza che alla data dell’incidente
la polizza assicurativa a suo tempo stipulata era già scadu-
ta – la statuizione di improponibilità della domanda della
società C. Assicurazione Coop a r.l. chiamata in garanzia
risulta coerente sia con il dovere dell’attore di individua-
re l’esatto contraddittore delle proprie pretese (cfr. Cass.
4445/2014), sia con il principio secondo cui “in tema di as-
sicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivan-
te dalla circolazione dei veicoli a motore, l’onere che l’art.
22, L. n. 990 del 1969, (applicabile nella fattispecie “ratione
temporis”) pone a carico del danneggiato per la richiesta di
risarcimento del danno va osservato anche quando l’assi-
curatore sia terzo chiamato in causa dal convenuto, senza
che, atteso il tenore della norma, tale onere possa conside-
rarsi altrimenti assolto mediante l’atto di chiamata in cau-
sa da parte del convenuto o in virtù della comunicazione
all’assicuratore da parte del danneggiante circa l’iniziativa
giudiziaria intrapresa dal danneggiato.”(Cass. 3449/2012).
La Corte ha fatto corretta applicazione di tali principi
e, pertanto, la censura deve essere rigettata.

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