Corte di Cassazione Civile sez. VI, ord. 3 agosto 2018, n. 20489

Pagine:1019-1022
 
ESTRATTO GRATUITO
1019
giur
Arch. giur. circ. ass. e resp. 12/2018
LEGITTIMITÀ
assicurazione non sia stato neppure stipulato (articolo 19,
primo comma, lettera b, legge n. 990 del 1969).
Le successive pronunce hanno confermato quest’orien-
tamento, ribadendo che l’articolo 1917 codice civile, non
costituisce “il paradigma tipico della responsabilità civile
da circolazione e che per l’operatività della garanzia per la
R.C.A. è necessario il mantenimento da parte del veicolo,
nel suo trovarsi sulla strada di uso pubblico ‘o sull’area ad
essa parificata, delle caratteristiche che lo rendono tale
sotto il profilo concettuale e, quindi, in relazione alle sue
funzionalità, sia sotto il profilo logico che sotto quello di
eventuali previsioni normative, risultando, invece, indiffe-
rente l’uso che in concreto si faccia del veicolo, sempreché
che esso rientri in quello che secondo le sue caratteristi-
che il veicolo stesso può avere” (cfr., per una più compiuta
disamina, Corte cass. n. 10301/2009; Corte cass., sez. un.,
n. 8620/2015; Corte di Giustizia della Comunità Europea,
C-162/2013, n. 162/2014 che ha precisato che la normativa
europea deve essere interpretata nel senso che “rientra
nella nozione di circolazione dei veicoli qualunque uso
che sia conforme alla funzione abituale dello stesso” e
che “nell’ampio concetto di circolazione stradale indicato
nell’articolo 2054 codice civile, è compresa anche la posi-
zione di arresto del veicolo, sia in relazione all’ingombro
da esso determinato sugli spazi addetti alla circolazione,
sia in relazione alle operazioni eseguite in funzione della
partenza o connesse alla fermata, sia ancora con riguardo
a tutte le operazioni che il veicolo è destinato a compiere
e per il quale esso può circolare nelle strade”).
La Corte di cassazione, con la sentenza in commento,
ha ritenuto di condividere e confermare quanto appena
detto.
È, infatti, incontestato che la vicenda della quale si di-
scute nell’odierno giudizio - in cui la vettura fu utilizzata
come una vera e propria arma, investendo più volte attra-
verso reiterate manovre di retromarcia il pedone, nell’in-
tento deliberato di ferirlo o di ucciderlo - non pone dubbio
sulla circostanza che si trattava comunque di circolazione
del veicolo, posto che l’incidente fu determinato, anche
sulla base della ricostruzione dei fatti statuita in sede
penale, dal movimento violento consumato consapevol-
mente dal conducente del mezzo in danno della vittima.
La Corte di cassazione ritiene, inoltre, superabile an-
che la circostanza che il conducente dell’autovettura fosse
persona diversa dal proprietario di essa il quale, in sede
penale, venne assolto dal reato a lui ascritto in ragione
della affermata inapplicabilità dell’articolo 2054, comma
2, codice civile, sulla scorta della statuizione che “non
si trattava di circolazione stradale”: chiarito, infatti, che
nonostante l’uso improprio del mezzo, la dinamica offen-
siva è comunque qualificabile come tale, sarà necessario
rivalutare anche la ricorrenza dei presupposti dell’artico-
lo 2054, comma 3, in ragione della diversa qualificazione
dell’evento.
Infine la ricostruzione dello speciale sistema risarcito-
rio nel settore della circolazione dei veicoli fa comunque
salva, ove ne ricorrano i presupposti anche processuali, la
facoltà della compagnia assicuratrice di rivalersi nei con-
fronti dell’assicurato-danneggiante, per il quale la coper-
tura contrattuale non opera, tenuto conto che la norma
applicabile all’epoca dei fatti (e cioè l’articolo 18, legge
n. 990/69) prevedeva l’azione diretta nei confronti della
compagnia di assicurazione, senza differenziazione fra
le posizioni del responsabile civile e del responsabile del
danno, la quale venne introdotta solo successivamente,
con l’entrata in vigore dell’articolo 144, decreto legislativo
n. 209/2005.
(*) Commissario Polizia Locale Rivoli (TO).
NOTE
(1) Sui sinistri dolosi, per un’esaustiva disamina dell’art. 122 del
D.L.vo n. 209/2005, si rinvia a GIORGIO GALLONE, Commentario al Co-
dice delle assicurazioni RCA e tutela legale, ed. La Tribuna, Piacenza
- N.d.R..
CORTE DI CASSAZIONE CIVILE
SEZ. VI, ORD. 3 AGOSTO 2018, N. 20489
PRES. AMENDOLA – EST. OLIVIERI – P.M. CELENTANO (CONF.) – RIC. N. C.
EQUITALIA SUD S.P.A. ED ALTRI
Depenalizzazione y Applicazione delle sanzioni y
Opposizione y Violazioni del Codice della strada y
Impugnazione della comunicazione di preavviso di
iscrizione ipotecaria y Denuncia dell’omessa cono-
scenza dell’atto presupposto y Contestazione del
credito sanzionatorio y Natura y Opposizione a ver-
bale di accertamento y Conseguenze y Competenza
per materia del giudice di pace y Sussistenza.
. L’impugnazione del preavviso d’iscrizione ipotecaria
ai sensi dell’art. 77 del D.P.R. n. 602 del 1973 emesso
sulla base di cartelle di pagamento relative a crediti
per sanzioni pecuniarie irrogate per violazioni di nor-
me del codice della strada, con la quale la parte dedu-
ca che tale atto costituisca il primo atto con il quale
è venuta a conoscenza della sanzione irrogata, in ra-
gione della nullità o dell’omissione della notificazione
del verbale di accertamento presupposto e contesti il
fatto costitutivo del credito sanzionatorio, deve essere
qualificata come opposizione c.d. recuperatoria avver-
so il verbale di accertamento della violazione e rientra,
pertanto, nella competenza per materia del giudice di
pace ai sensi dell’art. 7, comma 2, del D.L.vo n. 150 del
2011. (d.p.r. 29 settembre 1973, n. 602, art. 77; d.l.vo 1
settembre 2011, n. 150, art. 7) (1)
(1) Si richiama la pronuncia delle SS.UU. 27 aprile 2018, n. 10261,
in questa Rivista 2018, 489, che ha statuito:«...la competenza del
giudice di pace è per materia in ordine alle controversie aventi ad
oggetto opposizione a verbale di accertamento, ex art. 7, del D.L.vo
n. 150 del 2011, nonché prioritariamente per materia, con limite di

Per continuare a leggere

RICHIEDI UNA PROVA