Corte di Cassazione Civile sez. VI, 12 luglio 2018, n. 18354

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giur
Arch. giur. circ. ass. e resp. 11/2018
LEGITTIMITÀ
Emerge evidente, a tale stregua, come lungi dal denun-
ziare vizi della sentenza gravata rilevanti sotto i ricordati
prof‌ili, le deduzioni della ricorrente, oltre a risultare for-
mulate secondo un modello difforme da quello delineato
all’art. 366 comma 1, n. 6, c.p.c., in realtà si risolvono nella
mera doglianza circa la dedotta erronea attribuzione da
parte del giudice del merito agli elementi valutati di un
valore ed un signif‌icato difformi dalle sue aspettative (v.
Cass., 20 ottobre 2005, n. 20322), e nell’inammissibile
pretesa di una lettura dell’asserto probatorio diversa da
quella nel caso operata dai giudici di merito (cfr. Cass., 18
aprile 2006, n. 8932).
Per tale via in realtà sollecita, cercando di superare
i limiti istituzionali del giudizio di legittimità, un nuovo
giudizio di merito, in contrasto con il fermo principio di
questa Corte secondo cui il giudizio di legittimità non è un
giudizio di merito di terzo grado nel quale possano sotto-
porsi alla attenzione dei giudici della Corte di cassazione
elementi di fatto già considerati dai giudici di merito, al
f‌ine di pervenire ad un diverso apprezzamento dei medesi-
mi (cfr. Cass., 14 marzo 2006, n. 5443).
Le spese del giudizio di cassazione, liquidate come in
dispositivo in favore di ciascuna delle controricorrenti
società M. Assicurazioni s.p.a. e società A. s.p.a. (già R.
s.p.a.), quest’ultima nella qualità di impresa designata per
il F.G.V.S., seguono la soccombenza.
Non è viceversa a farsi luogo a pronunzia in ordine alle
spese del giudizio di cassazione nei confronti degli altri
intimati, non avendo i medesimi svolto attività difensiva.
(Omissis)
CORTE DI CASSAZIONE CIVILE
SEZ. VI, 12 LUGLIO 2018, N. 18354
PRES. PETITTI – EST. CORRENTI – RIC. COMUNE DI I. (AVV. MACHIRELLI) C. G.
Velocità y Limiti f‌issi y Accertamento y Apparecchi
rilevatori y Risultanze y Valenza probatoria y Cer-
tif‌icato di taratura dell’apparecchiatura utilizzata
proveniente da soggetto abilitato y Possibilità per
il giudice di merito di sindacare le modalità di ef-
fettuazione di tale taratura y Esclusione.
. In materia di violazione delle norme del codice della
strada relative ai limiti di velocità, l’eff‌icacia probato-
ria dello strumento rivelatore del superamento di tali
limiti ("autovelox"), che sia omologato e sottoposto a
verif‌iche periodiche, opera f‌ino a quando sia accerta-
to, nel caso concreto, sulla base di circostanze allegate
dall’opponente e debitamente provate, il difetto di co-
struzione, installazione o funzionamento del dispositi-
vo elettronico. Peraltro, in presenza del certif‌icato di
taratura rilasciato da soggetto abilitato, non è consen-
tito al giudice di merito sindacare le modalità con le
quali tale taratura è stata effettuata. (nuovo c.s., art.
45; nuovo c.s., art. 142; l. 24 novembre 1981, n. 689, art.
23; l. 11 agosto 1991, n. 273) (1)
(1) Sull’eff‌icacia probatoria degli strumenti di rilevazione elettro-
nica della velocità, si vedano, nello stesso senso di cui in massima:
Cass. civ. 11 maggio 2017, n. 11574, in questaRivista 2017, 708; Cass.
civ. 3 marzo 2015, n. 4255, ivi 2015, 416 e Cass. civ. 16 maggio 2005,
n. 10212, ivi 2006, 274.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO E MOTIVI DELLA DECISIONE
Il Comune di (omissis) propone ricorso per cassazione
avverso la sentenza del Tribunale di (omissis) che ha ri-
gettato il suo appello relativo alla sentenza del Giudice di
pace di (omissis) che, accogliendo il ricorso proposto da
G.C., aveva annullato il verbale con il quale gli era stata
contestata la violazione dell’art. 142 codice della strada.
Il Tribunale, premesso che la sanzione era stata ac-
certata con autovelox Traff‌iphot III SR - Photo R&V matr.
(omissis), omologata con decreto n. 4139/2004 del Mini-
stero dei trasporti, e che tale apparecchiatura era stata
sottoposta dall’amministrazione comunale a verif‌iche
periodiche attestate dal relativo certif‌icato, contestato
dal G., ha affermato che era onere dell’amministrazione
provare che le specif‌iche incongruenze dedotte circa le
modalità di verif‌ica non avevano alterato il risultato della
certif‌icazione.
Il Comune di I., con un primo motivo, denuncia vizio
di motivazione omessa, insuff‌iciente o contraddittoria in
ordine alla ritenuta inidoneità della taratura cui era stata
sottoposta l’apparecchiatura utilizzata nel caso di specie.
Con il secondo motivo, deduce violazione o falsa appli-
cazione della L. n. 689 del 1981, artt. 142 e 23, nonché con-
traddittorietà della motivazione, dolendosi del fatto che il
Tribunale, pur dando atto che il Comune aveva depositato il
certif‌icato di taratura dello strumento attestante il buon esi-
to della stessa, abbia poi ritenuto che le generiche contesta-
zioni dell’opponente erano idonee ad inf‌iciare tale risultato.
Con il terzo motivo, il Comune denuncia violazione de-
gli artt. 142 e 45 C.d.S., e della L. n. 273 del 1991, sostenen-
do che le apparecchiature di rilevazione della velocità non
debbono essere sottoposte a taratura.
Il primo motivo è inammissibile, perché, trattandosi di
decisione pubblicata nel 2014, ad essa si applica la nuova
formulazione dell’art. 360 n. 5, c.p.c., che non prevede più
quale vizio deducibile in cassazione l’omessa, insuff‌iciente
e contraddittoria motivazione, essendo invece proponibile
la censura di omesso esame circa un fatto decisivo per il
giudizio, che è stato oggetto di discussione tra le parti, nel
mentre la motivazione.
Le Sezioni Unite di questa Corte hanno chiarito che "la
riformulazione dell’art. 360 comma 1, n. 5, c.p.c., disposta
dall’art. 54, D.L. 22 giugno 2012, n. 83, conv. in L. 7 agosto
2012, n. 134, deve essere interpretata, alla luce dei canoni
ermeneutici dettati dall’art. 12 preleggi, come riduzione al
"minimo costituzionale" del sindacato di legittimità sulla
motivazione. Pertanto, è denunciabile in cassazione solo
l’anomalia motivazionale che si tramuta in violazione di leg-
ge costituzionalmente rilevante, in quanto attinente all’e-
sistenza della motivazione in sé, purché il vizio risulti dal
testo della sentenza impugnata, a prescindere dal confron-
to con le risultanze processuali. Tale anomalia si esaurisce

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