Corte di Cassazione Civile sez. II, ord. 7 maggio 2018, n. 10868

Pagine:25-25
 
ESTRATTO GRATUITO
834 835
giur giur
Arch. giur. circ. ass. e resp. 10/2018
LEGITTIMITÀ
10/2018 Arch. giur. circ. ass. e resp.
LEGITTIMITÀ
versate e da versare in conseguenza del sinistro sull’as-
sunto dell’inoperatività della polizza nei loro confronti a
motivo della presenza del trasportato incompatibile con
le esigenze di circolazione del veicolo con targa in prova
secondo le previsioni di polizza e del c.d.s., espressamente
richiamando l’art. 3 lettere D e G delle condizioni di assi-
curazione e sottolineando che la circolazione delle vettura
poteva essere destinata unicamente alla prova del veico-
lo». Né può ritenersi che la società assicuratrice in appello
abbia introdotto nuovi temi di indagine e di decisione ri-
spetto a quanto delineato ed emerso in precedenza, aven-
do la stessa Corte di merito affermato che l’assunto di cui
alla memoria di costituzione del 2 novembre 2007 della
società assicuratrice «ha trovato conferma in istruttoria».
Alla luce di quanto sopra evidenziato, non sussiste la
lamentata violazione di legge.
5. Con il quarto motivo, lamentando «Violazione e falsa
applicazione dell’art. 1 D.P.R. n. 474/2001, in relazione alla
esclusione della copertura assicurativa della targa prova
(art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.)», la ricorrente sostiene
che la Corte di merito avrebbe errato nel “fondare” l’esclu-
sione della copertura assicurativa sulla circostanza che
non trattavasi nella specie «di veicolo di proprietà di A. o
alla stessa affidato per la vendita con le connesse esigenze
di pubblicità». Ad avviso della ricorrente, invece, sussiste-
rebbero «tutti i requisiti richiesti dalla normativa in tema
di circolazione con targa prova e non è ravvisabile alcu-
na ragione per escludere la copertura assicurativa. Nello
specifico...la vettura Chysler Dodge viaggiava munita di
targa prova,...di proprietà della società A. S.p.a., inoltre, la
società A. S.p.a., quale concessionaria d’auto, è…autoriz-
zata dalla Motorizzazione di Sondrio all’utilizzo della targa
di prova....Infine, il veicolo era condotto dal Signor D.M.
venditore di A. S.p.a., il quale era stato appositamente de-
legato…dal titolare dell’autorizzazione (legale rappresen-
tate della società, signor P.V.)».
5.1. Il motivo è inammissibile, atteso che, al di là di
quanto indicato nella rubrica dello stesso, si riferisce ad
accertamenti in fatto, contestandosi con lo stesso in fat-
to, appunto, le ragioni per le quali la Corte territoriale ha
escluso, nella specie, l’operatività della polizza su targa di
prova.
Ricorso incidentale
6. Con l’unico motivo del ricorso incidentale, rubricato
«Violazione dell’art. 112 c.p.c. (art. 360 n. 4 c.p.c.) e co-
munque omessa pronuncia da parte della Corte di appello
su parte della domanda proposta da Un.», la controricor-
rente ricorrente incidentale lamenta che la Corte terri-
toriale, pur ritenendo fondato il gravame incidentale da
essa proposto, avrebbe condannato A. S.p.a. a rimborsare
alla società assicuratrice le somme dalla stessa pagate per
capitali ed interessi ad A.V., oltre gli interessi legali dalla
data dei pagamenti al saldo effettivo, ma avrebbe “dimen-
ticato” di condannare l’attuale ricorrente al rimborso, in
suo favore, anche delle ulteriori e non irrilevanti somme
da essa versate in favore di altri soggetti.
6.1. Il motivo è inammissibile per genericità, essendosi
al riguardo la Un. S.p.a. limitata a riportare le sole conclu-
sioni della memoria difensiva in appello.
7. Conclusivamente va rigettato il ricorso principale e
va dichiarato inammissibile il ricorso incidentale.
8. Stante la reciproca soccombenza, le spese del pre-
sente giudizio di legittimità vanno interamente compensa-
te tra le parti ricorrenti, principale e incidentale, mentre
non vi è luogo a provvedere per dette spese nei confronti
degli intimati, che non hanno svolto attività difensiva in
questa sede.
9. Va dato atto della sussistenza dei presupposti per il
versamento, da parte sia della ricorrente principale che
della ricorrente incidentale, ai sensi dell’art. 13, comma
1-quater, D.P.R. 30 maggio 2002 n. 115, nel testo introdotto
dall’art. 1, comma 17, della legge 24 dicembre 2012, n. 228,
di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, in
misura pari a quello dovuto per i rispettivi ricorsi, a norma
del comma 1-bis dello stesso art. 13. (Omissis)
CORTE DI CASSAZIONE CIVILE
SEZ. II, ORD. 7 MAGGIO 2018, N. 10868
PRES. GIUSTI – EST. TEDESCO – P.M. SERVELLO (DIFF.) – RIC. C. ED ALTRA (AVV.
TI CONTALDI E PONTIGGIA) C. PREFETTURA DI COMO
Veicoli y Circolazione con targa di prova y Ambi-
to applicativo y Veicoli con modifiche costruttive e
funzionali y Esclusione y Fattispecie relativa a vei-
colo allestito per competizioni sportive.
. La circolazione di prova, regolata dall’art. 1 del d.p.r.
n. 474 del 2001, è consentita ai veicoli che, in presenza
di tutti gli altri requisiti di legge, siano privi della carta
di circolazione, dovendo pertanto escludersi che la nor-
ma si applichi ai veicoli che abbiano subito modifiche
costruttive o funzionali, senza avere superato la visita
e la prova prescritte dall’art. 78 del codice della strada.
(Nella specie, la S.C. ha confermato il rigetto dell’oppo-
sizione alla sanzione amministrativa, comminata per la
circolazione, con targa di prova, oltre l’ambito previsto
dall’art. 9, comma 4 bis, del codice della strada, di un
veicolo allestito per competizioni sportive). (d.p.r. 24
novembre 2001, n. 474, art. 1; nuovo c.s., art. 9; nuovo
c.s., art. 78) (1)
(1) La Corte di cassazione civile 4 agosto 2016, n. 16310, in questa
Rivista 2016, 760, ha chiarito che l’art. 1 del D.P.R. n. 474/2001 nel
prevedere che la circolazione con targa di prova, individualmente
autorizzata, possa avvenire in deroga al disposto di cui agli artt. 78,
93, 110 e 114 del c.d.s., non include l’ipotesi di cui all’art. 80 del c.d.s.,
sicché non è consentita la circolazione, neppure in prova, di un vei-
colo non presentato per la revisione. Ulteriori riferimenti in tema di
targa di prova si rinvengono in Cass. civ. 13 settembre 2010, n. 19432,
ivi 2011, 119 e Cass. civ. 30 giugno 1997, n. 5837, ivi 1997, 892.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
– C.E., in proprio e quale legale rappresentante della
E.R.S. S.n.c., proponeva opposizione contro ordinanza
ingiunzione emessa dal Prefetto di Como per violazione
dell’art. 180 c.d.s., commi 1 e 7, art. 98 c.d.s., comma 3 e
art. 76 c.d.s., commi 3 e 4, per avere circolato senza avere
al seguito la targa di circolazione del veicolo, per avere cir-
colato con targa prova con auto da rally predisposta esclu-
sivamente per competizioni sportive e per avere circolato
con il predetto veicolo al quale erano state apportate le
seguenti modifiche: rollbar, pneumatici modello slick Mi-
chelin 23/57 13 posteriori e Michelin 16/53 13 anteriori;
– il giudice di pace rigettava l’opposizione;
– il Tribunale di Como riformava in parte la sentenza,
accogliendo l’opposizione relativamente alla violazione
dell’art. 98 c.d.s., comma 3 (Circolazione di prova) e riget-
tandola per il resto;
– il tribunale affermava che, nel caso di specie, non vi
era stata circolazione di prova per uso diverso, ma, nello
stesso tempo, riconosceva che l’esenzione dall’obbligo di
munire il veicolo di carta di circolazione, disposta per i
veicoli che circolano in prova, non poteva essere estesa ai
veicoli destinati a competizioni sportive, come risultava
indirettamente dalla previsione dell’art. 9 c.d.s., comma 4
bis, in materia di competizioni sportive su strada;
– per la cassazione di tale sentenza, C.E., in proprio e
nella qualità, ha proposto ricorso, affidato a un unico mo-
tivo;
– la Prefettura di Como è rimasta intimata.
MOTIVI DELLA DECISIONE
– l’unico motivo di ricorso denuncia violazione e falsa ap-
plicazione del D.P.R. n. 474 del 2001, art. 1 e dell’art. 78 c.d.s.;
– la sentenza è censurata per non avere considerato, in
violazione delle norme di cui sopra, che la legittimità della
circolazione in prova dipende esclusivamente dalla finali-
tà della stessa circolazione, senza aprioristiche esclusioni
dipendenti dalla tipologia del veicolo: l’art. 9 c.d.s., comma
4 bis, non fornisce argomento per giustificare la diversa
conclusione cui sono giunti i giudici di merito;
– si sottolinea ancora da parte dei ricorrenti che "non
emerge in alcun modo che l’autovettura guidata dal C. sia
stata fermata nel corso di una gara fuori dai circuiti de-
dicati";
– insomma secondo i ricorrenti ciò che conta, perché
sia legittima la circolazione senza carta di circolazione,
è che la circolazione sia avvenuta "per esigenze connesse
con prove tecniche, sperimentali o costruttive, dimostra-
zioni o trasferimenti per ragioni di vendita o di allestimen-
to (art. 98 c.d.s.)", ad opera di soggetto munito dell’auto-
rizzazione prevista dal D.P.R. n. 474 del 2001, art. 1;
– tali condizioni ricorrevano nel caso di specie;
– il motivo è infondato;
– ai sensi del D.P.R. n. 474 del 2001, art. 1, la circola-
zione di prova può essere autorizzata a veicoli che normal-
mente hanno bisogno della carta di circolazione – quali i
motoveicoli, gli autoveicoli ed i rimorchi (art. 93), le mac-
chine agricole (art. 110) e le macchine operatrici (art.
114) – nei casi in cui i sopracitati veicoli circolino su stra-
da "per esigenze connesse con prove tecniche, sperimen-
tali o costruttive", o con "dimostrazioni o trasferimenti" ed
"anche per ragioni di vendita o di allestimento";
– tale circolazione di prova può essere effettuata, pre-
via autorizzazione, dai soggetti previsti nella norma, fra i
quali sono compresi "gli esercenti di officine di riparazio-
ne e di trasformazione, anche per proprio conto";
– la tesi sostenuta nel ricorso è che, se la circolazione
sia avvenuta per finalità di prova ad opera di soggetti au-
torizzati, l’esenzione non incontra limiti dipendenti dalla
tipologia del veicolo;
– questa Suprema Corte ha chiarito che "in tema di
circolazione stradale, del D.P.R. n. 474 del 2001, art. 1, nel
prevedere che la circolazione con targa di prova, indivi-
dualmente autorizzata, possa avvenire in deroga al dispo-
sto di cui del artt. 78, 93, D.L.vo n. 285 del 1992, 110 e
114, non include l’ipotesi di cui all’art. 80 del D.L.vo cit.,
sicchè non è consentita la circolazione, neppure in prova,
di un veicolo non presentato per la revisione" (Cass. n.
16310/2016; conf. n. 19432/2010).
– da tale principio si deduce che la circolazione di pro-
va è consentita a veicoli che non incontrerebbero, al fine
di poter circolare su strada, altro impedimento che non sia
quella della mancanza della carta di circolazione;
– mutatis mutandis la medesima ratio è stata corret-
tamente applicata dal tribunale anche nel caso in esame,
in cui si pretendeva di legittimare la circolazione a fini di
prova di un veicolo allestito per competizioni sportive ol-
tre l’ambito in cui tale circolazione è consentita ai sensi
dell’art. 9 c.d.s., comma 4 bis;
– si ricorda che ex art. 78 c.d.s., i veicoli che abbia-
no subito modifiche delle caratteristiche costruttive, per
poter circolare, "devono essere sottoposti a visita e prova
presso i competenti uffici del Dipartimento per i trasporti
terrestri" (comma 1);
– ebbene del D.P.R. n. 474 del 2001, art. 1, non consente
che la circolazione con targa di prova possa avvenire in de-
roga anche rispetto a quanto dispone l’art. 78 cit., da parte
di veicoli che non abbiano superato la "prescritta visita e
prova" prevista da questa stessa norma;
– il ricorso, pertanto, va rigettato;
– nulla sulle spese;
– poichè il ricorso è stato proposto successivamente al
30 gennaio 2013 ed è rigettato, sussistono le condizioni per
dare atto – ai sensi della L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1,
comma 17 (Disposizioni per la formazione del bilancio an-
nuale e pluriennale dello Stato – Legge di stabilità 2013),
che ha aggiunto del T.U. di cui all’art. 13, comma 1-quater,
D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, della sussistenza dell’obbli-
go del versamento, da parte dei ricorrenti, dell’ulteriore
importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovu-
to per la stessa impugnazione. (Omissis)

Per continuare a leggere

RICHIEDI UNA PROVA