Corte di Cassazione Civile sez. VI, ord. 22 luglio 2016, n. 15143

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giur
Arch. giur. circ. e sin. strad. 2/2017
LEGITTIMITÀ
o di notif‌icazione di violazioni del codice della strada,
giacché il fermo, che consiste in una misura puramente
aff‌littiva, volta ad indurre il debitore all’adempimen-
to, ha natura alternativa all’esecuzione e, dunque, la
sua impugnativa si sostanzia in un’azione di accerta-
mento negativo della pretesa creditoria, soggetta alle
regole generali del rito ordinario di cognizione in tema
di riparto della competenza per materia e per valore.
(nuovo c.s., art. 204; nuovo c.s., art. 205; l. 24 novem-
bre 1981, n. 689, art. 22 bis; d.p.r. 29 settembre 1973, n.
602, art. 86) (1)
II
CORTE DI CASSAZIONE CIVILE
SEZ. VI, ORD. 22 LUGLIO 2016, N. 15143
PRES. ARMANO – EST. BARRECA – P.M. RUSSO (DIFF.) – RIC. TOMASELLO C.
EQUITALIA NORD S.P.A.
Depenalizzazione y Applicazione delle sanzioni y
Fermo amministrativo di veicolo ex art. 86 D.P.R.
n. 602/1973 y Violazioni del Codice della strada y Op-
posizione y Competenza del giudice di pace.
. L’opposizione a preavviso di fermo amministrativo ex
art. 86 del D.P.R. n. 602 del 1973, in relazione a cartelle
di pagamento di somme dovute a titolo di sanzioni am-
ministrative per violazione del codice della strada, pur
se qualif‌icabile quale azione ordinaria di accertamento
negativo, e non come opposizione esecutiva, va propo-
sta al giudice di pace per ragioni di competenza per
materia sulla pretesa creditoria, in applicazione dei
criteri previsti dagli artt. 6, commi 3 e 7, del D.L.vo n.
150 del 2011. (d.p.r. 29 settembre 1973, n. 602, art. 86;
d.l.vo 10 settembre 2011, n. 150, art. 6; d.l.vo 10 settem-
bre 2011, n. 150, art. 7) (2)
(1) Nel senso che il fermo amministrativo di beni mobili registrati
ha natura non già di atto di espropriazione forzata, ma di procedura
a questa alternativa, trattandosi di misura puramente aff‌littiva volta
ad indurre il debitore all’adempimento, sicché la sua impugnativa,
sostanziandosi in un’azione di accertamento negativo della pretesa
creditoria, segue le regole generali del rito ordinario di cognizione in
tema di riparto della competenza per materia e per valore, v. Cass.
civ., sez. un., 22 luglio 2015, n. 15354, in questa Rivista 2015, 805.
(2) Si richiama la sentenza Cass. civ., sez. un., 22 luglio 2015, n.
15354, citata nella nota (1). Nel medesimo senso di cui in massima,
v. Cass. civ. 16 ottobre 2014, n. 21914, in Ius&Lex dvd n. 2/2016, ed. La
Tribuna e Cass. civ. 23 novembre 2011, n. 24753, ibidem.
I
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Paola Prosperini ha proposto ricorso per cassazione,
aff‌idato ad unico complesso motivo, avverso l’ordinanza
del 14 aprile 2014 del Tribunale di Viterbo che ha decli-
nato la propria competenza a conoscere dell’opposizione
all’esecuzione proposta avverso provvedimento di fermo
amministrativo di veicolo alla stessa irrogata in relazione
a violazione del Codice della Strada, in favore del Giudice
di pace territorialmente competente. Con requisitoria
scritta del 2 dicembre 2014 il P.G. presso la Corte Suprema
di Cassazione ha chiesto accogliersi il ricorso e dichiararsi
la competenza del Tribunale di Viterbo.
Fissata udienza camerale il 9 aprile 2015, con ordi-
nanza interlocutoria del 4 agosto 2015 il procedimento è
stato rinviato a nuovo ruolo in esito alla def‌inizione della
questione sottoposta alle Sezioni Unite con ordinanza n.
22240 del 2014.
In prossimità dell’udienza camerale parte ricorrente
ha depositato memoria illustrativa.
MOTIVI DELLA DECISIONE
Con unico motivo la ricorrente denuncia la violazione
e la falsa applicazione dell’art. 86, commi 1 e 2, D.P.R. n.
602 del 1973, nel testo anteriore alla riforma ex art. 52 D.L.
n. 69 del 2013, nonché dell’art. 615, comma 1 e 2, dell’art.
617 c.p.c. e dell’art. 6, comma 3 D.L.vo n. 150 del 2011, per
avere il giudice a quo ritenuto che atteggiandosi il provve-
dimento amministrativo di fermo come misura cautelare
provvisoria, lo stesso è censurabile avanti al giudice del
tributo ovvero - se trattasi di sanzione - ai sensi dell’art.
615, comma 1, c.p.c., senza tenere in alcun conto la giuri-
sprudenza di legittimità secondo cui il provvedimento di
fermo si inserisce nel processo di espropriazione forzata
esattoriale, essendo a questa funzionale, con la conse-
guenza che la tutela è esperibile avanti al giudice ordi-
nario con le forme dell’opposizione all’esecuzione o agli
atti esecutivi, a meno che non si tratti di credito di natura
tributaria, non ricorrente nella specie (trattandosi di san-
zioni amministrative conseguenti a violazioni del codice
Il ricorso è infondato.
Le Sezioni Unite di questa Corte hanno di recente ri-
costruito il fermo (quanto meno dal momento in cui il
legislatore del 2001 ha svincolato il fermo dall’esito infrut-
tuoso del pignoramento, sopprimendo la condizione del
mancato reperimento del bene, alla quale esso era prima
subordinato) in termini di misura alternativa alla esecu-
zione, concludendo che trattandosi di misura puramente
aff‌littiva, volta a indurre il debitore all’adempimento, pur
di ottenerne la rimozione, “essa deve ritenersi impugnabi-
le secondo le regole del rito ordinario di cognizione e nel
rispetto delle norme generali in tema di riparto di compe-
tenza per materia e per valore, conf‌igurandosi, la corri-
spondente iniziativa giudiziaria, come un’azione di accer-
tamento negativo della pretesa dell’esattore di eseguire il
fermo, in cui al giudice adito sarà devoluta la cognizione
sia della misura che del merito della pretesa creditoria”.
Questa la prospettiva di qualif‌icazione che alla con-
troversia di opposizione al fermo amministrativo hanno
dato le Sezioni Unite con la ordinanza n. 15354 del 2015:
è palese che così qualif‌icata la controversia oggetto di
regolamento appartiene alla competenza per materia del
Giudice di pace di Viterbo, giacchè in tema di sanzioni
amministrative, il combinato disposto dell’art. 205 D.L.vo

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