Corte di Cassazione Civile sez. III, 23 febbraio 2016, n. 3505

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giur
Arch. giur. circ. e sin. strad. 6/2016
LEGITTIMITÀ
l’altro, pure degli estremi dell’ordinanza di apposizione).
Ha quindi errato il Tribunale di Venezia nel ritenere che il
provvedimento amministrativo di imposizione del divieto
di sorpasso fosse implicito nel segnale installato sul luogo
della contravvenzione, in quanto l’obbligatorietà della pre-
scrizione contenuta in tale segnale stradale rimane condi-
zionata dal riscontro dalla legittimità dell’apposizione del
segnale stesso, la quale va correlata - come per tutti gli atti
amministrativi alla provenienza dell’ordine dall’autorità
competente, al rispetto delle disposizioni primarie e se-
condarie che disciplinano il potere specifico, e al rispetto
delle forme prescritte.
L’accoglimento dei primi quattro motivi di ricorso as-
sorbe l’esame delle ulteriori due censure.
La sentenza impugnata va pertanto cassata, e il pro-
cedimento va rinviato al Tribunale di Venezia che, in di-
versa composizione, riesaminerà la questione alla luce dei
richiamati principi, verificando la sussistenza di un legit-
timo provvedimento amministrativo che abbia imposto
l’apposizione del segnale di divieto di sorpasso.
Il giudice del rinvio provvederà anche sulle spese del
giudizio di cassazione. (Omissis)
CORTE DI CASSAZIONE CIVILE
SEZ. III, 23 FEBBRAIO 2016, N. 3505
PRES. AMBROSIO – EST. TATANGELO – P.M. SERVELLO (DIFF.) – RIC. DOVIGI
(GRACIS ED ALTRO) C. GENERALI ITALIA S.P.A. ED ALTRI
Risarcimento del danno y Valutazione e liquida-
zione y Criteri equitativi y Applicazione delle tabel-
le predisposte dal Tribunale di Milano y Persona-
lizzazione del danno y Superamento del parametro
tabellare minimo o massimo y Ammissibilità y Limi-
ti.
. In tema di danno non patrimoniale, qualora il giudice,
nel soddisfare esigenze di uniformità di trattamento su
base nazionale, proceda alla liquidazione equitativa in
applicazione delle “tabelle” predisposte dal Tribunale
di Milano, nell’effettuare la necessaria personalizzazio-
ne di esso, in base alle circostanze del caso concreto,
può superare i limiti minimi e massimi degli ordinari
parametri previsti dalle dette tabelle solo quando la
specifica situazione presa in considerazione si caratte-
rizzi per la presenza di circostanze di cui il parametro
tabellare non possa aver già tenuto conto, in quanto
elaborato in astratto in base all’oscillazione ipotizzabile
in ragione delle diverse situazioni ordinariamente con-
figurabili secondo l’“id quod plerumque accidit”, dando
adeguatamente conto in motivazione di tali circostanze
e di come esse siano state considerate. (c.c., art. 1226;
c.c., art. 2043; c.c., art. 2056; c.c., art. 2059) (1)
(1) Nel medesimo senso v. Cass. civ. 15 ottobre 2015, n. 20895, in
Ius&Lex dvd n. 2/2016, ed. La Tribuna; Cass. civ. 27 luglio 2015, n.
15733, ibidem; Cass. civ. 7 luglio 2015, n. 13982, in questa Rivista
2015, 1025 e Cass. civ. 19 giugno 2015, n. 12717, in Ius&Lex dvd n.
2/2016, ed. La Tribuna.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
In data 9 aprile 1998 Natale Dovigi decede presso l’O-
spedale di Vicenza, nel corso di un’operazione chirurgica
per l’amputazione dell’avampiede sinistro resasi necessa-
ria a seguito dello schiacciamento riportato nell’incidente
di cui era rimasto vittima il 10 aprile 1998, quando era
stato investito da un trattore di proprietà della società
Agri 88 di Ceppi, Marasca & C. S.n.c. (poi divenuta Agri 88
di Ombrosi Benito & C. S.n.c.), condotto dal futuro socio
Benito Ombrosi e assicurato per la responsabilità civile
dall’Assitalia S.p.A.. Nel settembre 2000 le figlie della vit-
tima, Roberta e Francesca Dovigi, agiscono per il risarci-
mento dei danni (sia in proprio che a titolo ereditario)
nei confronti della società proprietaria del trattore e dei
suoi soci, della compagnia di assicurazione, della Azienda
U.L.S.S. n. 6 “Vicenza” della Regione Veneto (in seguito:
ASL n. 6 di Vicenza) e del medico anestesista dott. Leone
Verlato. La convivente more uxorio del Dovigi, Giuliana
Kaers, interviene nel giudizio per ottenere a sua volta il
risarcimento dei danni subiti.
Il Tribunale di Treviso - sezione distaccata di Coneglia-
no, accoglie parzialmente le domande e condanna (con
ordinanza decisoria ai sensi dell’art. 186-quater c.p.c. del
23 marzo 2005, poi confermata con successiva sentenza
del 17 ottobre 2005): a) l’Assitalia S.p.a. al pagamento
dell’importo di € 20.000,00 (con rivalutazione monetaria
e interessi legali dal 1° aprile 1998 al saldo) in favore
delle attrici, a titolo di danno biologico e di danno morale
da lesioni, iure hereditario; b) Leone Verlato e l’Assitalia
S.p.a., in solido, al pagamento, in favore delle medesime
attrici, dell’importo di € 134.500,00 (con rivalutazione
monetaria e interessi legali dal dovuto al saldo); c) Le-
one Verlato, l’Assitalia S.p.a. e i soci della Agri 88 S.n.c.
(Mirella Ceriachi, Benito Ombrosi, Mario Marasca, Lido
Romagnoli e Massimo Ceppi), in solido, al pagamento, in
favore di Giuliana Kaers, dell’importo di € 155.353,00 (con
rivalutazione monetaria e interessi legali dal dovuto al
saldo). Proposto appello in via principale prima dalla Ka-
ers e successivamente dalle sorelle Dovigi, nonché, in via
incidentale, dall’Assitalia S.p.a. e dal Verlato, la Corte di
Appello di Venezia, in parziale accoglimento del gravame
delle danneggiate, condanna anche la ASL n. 6 di Vicenza,
in solido con l’Assitalia S.p.a. ed il Verlato, al risarcimento
del danno riconosciuto in favore delle sorelle Dovigi, che
viene maggiorato di un ulteriore importo di € 32.000,00,
all’attualità, in favore di ciascuna di esse, oltre interessi.
Avverso tale sentenza ricorrono le sorelle Roberta e
Francesca Dovigi, in via principale, sulla base di sei mo-
tivi.
Resistono con unico controricorso le Generali Italia
S.p.a. (attuale denominazione della società subentrata
alla Assitalia S.p.a. a seguito di fusione societaria) ed il
Verlato, nonché la ASL n. 6 di Vicenza con autonomo con-
troricorso contenente ricorso incidentale fondato su cin-
que motivi, cui hanno resistito le ricorrenti con ulteriore
controricorso.

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