Corte di Appello Penale di Milano sez. V, 21 ottobre 2016, n. 5844 (ud. 15 settembre 2016)

Pagine:79-93
 
ESTRATTO GRATUITO
71
Rivista penale 1/2017
Merito
CORTE DI APPELLO PENALE DI MILANO
SEZ. V, 21 OTTOBRE 2016, N. 5844
(UD. 15 SETTEMBRE 2016)
PRES. BERNINI – EST. TORTI – IMP. GELSOMINO
Professioni intellettuali y Professionisti y Medici
e chirurghi y Responsabilità medica y Morte di pa-
ziente ricoverato a seguito di incidente durante un
volo di parapendio y Nesso di causalità tra la con-
dotta omissiva del medico e l’evento lesivo y Accer-
tamento.
. In tema di responsabilità del medico, con riferimento
all’accertamento della sussistenza del nesso di causali-
tà tra la condotta omissiva imputatatagli e la determi-
nazione dell’evento lesivo, il giudice deve verificare la
validità del coefficiente di probabilità sulla base delle
circostanze del caso concreto così da giustificare la
conclusione che l’omissione sia stata condizione ne-
cessaria dell’evento. (Nella fattispecie, la prescrizione
di trattamenti sanitari adeguati avrebbe potuto ridurre
le condizioni per l’insorgenza della tromboembolia pol-
monare massiva, causa finale della morte del paziente,
ricoverato a seguito di incidente durante un volo di pa-
rapendio. In punto di trattamento sanzionatorio, tutta-
via, la Corte ha condiviso le valutazioni formulate dalla
difesa del medico, stabilendo che la condotta colposa
dello stesso, pur connotata da una non indifferente ne-
gligenza, ha scontato le omissioni di altri sanitari e col-
leghi ospedalieri che avevano avuto in precedenza in
“cura” il paziente collocandosi nell’arco finale dell’evo-
luzione della “patologia” che ha portato alla sua morte)
(c.p., art. 40; c.p., art. 41; c.p., art. 589) (1)
(1) Si richiama, in tema di reato colposo omissivo improprio, la
sentenza delle SS.UU. 18 settembre 2014, n. 38343, in questa Rivi-
sta 2015, 599, secondo cui il rapporto di causalità tra omissione ed
evento non può ritenersi sussistente sulla base del solo coefficiente
di probabilità statistica, ma deve essere verificato alla stregua di un
giudizio di alta probabilità logica, che a sua volta deve essere fon-
dato, oltre che su un ragionamento di deduzione logica basato sulle
generalizzazioni scientifiche, anche su un giudizio di tipo induttivo
elaborato sull’analisi della caratterizzazione del fatto storico e sulle
particolarità del caso concreto. Per analoga fattispecie, si veda Cass.
pen., sez. IV, 25 maggio 2005, n. 19777, ivi 2006, 761.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO E MOTIVI DELLA DECISIONE
Gelsomino Anna e Biasini Alfredo venivano tratti a giu-
dizio per rispondere del reato previsto e punito ex art. 40
cpv., 589 c.p. perché, con condotte colpose autonome ma
casualmente interdipendenti, in qualità di medici incari-
cati della sorveglianza sanitaria sul paziente Dore Pierluigi
avendolo avuto in cura nei giorni dall’11 al 12 agosto 2009
durante il ricovero del predetto all’interno dell’Ospedale
Fatebenefratelli di Milano, Gelsomino Anna quale medico
di guardia in reparto la sera dell’11 agosto 2009, Biasini
Alfredo quale medico di reparto in servizio il giorno suc-
cessivo, avendo l’obbligo morale e giuridico di adoperarsi
al meglio per salvare la vita del paziente affetto da embo-
lia polmonare non massiva, imprudentemente, negligente-
mente ed in violazione delle regole della scienza medica,
contribuivano a cagionare la morte del Dore omettendo di
disporre nei riguardi del predetto esami clinici più specifi-
ci e trattamenti sanitari adeguati nonostante la gravità del
caso e le complicanze cliniche manifestate dal soggetto fin
dai primissimi momenti del ricovero in ospedale (datato 24
luglio 2009) ed omettendo di disporre, in particolare, nei
riguardi del predetto paziente Dore Pierluigi, il necessario
trattamento profilattico anticoagulante a base di eparina,
che, se fosse stato espletato nell’immediato e nelle giuste
dosi, avrebbe potuto consentire un adeguato contrasto alla
patologia riducendo il progredire del processo patologico
in atto sul paziente, contribuendo a provocare, in questo
modo, con tale imprudente e negligente condotta, posta
in essere in violazione delle più elementari regole della
scienza medica, le condizioni per l’insorgenza della com-
plicanza da tromboembolia polmonare massiva seconda-
ria, causa finale della morte del Dore.
Con sentenza in data 7 febbraio 2014 il Tribunale di
Milano, dichiarava la sola Gelsomino Anna colpevole del
reato a lei ascritto (assolvendo il Biasini) e, riconosciute
le circostanze attenuanti generiche, la condannava alla
pena di anni uno di reclusione, con i benefici di legge;
condannava inoltre l’imputata al risarcimento dei danni
nei confronti delle parti civili da liquidarsi in separato
giudizio assegnandosi una provvisionale immediatamente
esecutiva nella misura di € 25.000,00 nei confronti di Dore
Alessandra, € 50.000,00 nei confronti di Pinna Angela ed €
100.000,00 nei confronti di Sias Vera.
La sentenza di primo grado
Il Tribunale ha riassunto, sinteticamente il materiale
istruttorio, in particolare con riferimento alla documen-
tazione medica e agli elaborati dei consulenti dell’accusa,
delle Parti civili e di quello della Difesa dottor. Gentilomo,
come chiariti dagli stessi consulenti in udienza. Le cen-
sure dell’appellante si incentrano essenzialmente sulla
incompletezza della valutazione istruttoria che avrebbe
determinato un’apodittica ed astratta ricostruzione della
fattispecie concreta, con conseguente erronea valutazione

Per continuare a leggere

RICHIEDI UNA PROVA