Corte di appello penale di Perugia 17 novembre 2014, n. 1315 (ud. 10 novembre 2014)

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Arch. giur. circ. e sin. strad. 3/2015
Merito
corte dI appello penale dI perugIa
17 novembre 2014, n. 1315
(ud. 10 novembre 2014)
pres. masseI – est. rIccIarellI – Imp. balucca
Guida in stato di ebbrezza y Accertamento y
Modalità y Alcoltest y Rifiuto di sottoporsi al test y
Ipotesi di reato y Consenso tardivo a sottoporsi al
test y Rilevanza y Esclusione.
. Il rifiuto di sottoporsi agli accertamenti alcolimetrici
integra un reato di natura istantanea che si perfezio-
na con la manifestazione di indisponibilità da parte
dell’agente, non rilevando il successivo atteggiamento
collaborativo di volersi sottoporre agli accertamenti
medesimi. (Nella specie, l’imputato si era rifiutato
di sottoporsi al test nell’immediatezza dell’incidente
stradale, e solo in un secondo momento si era detto di-
sponibile). (nuovo c.s., art. 186) (1)
(1) La sentenza in epigrafe ricalca quanto affermato da Cass. pen.,
sez. IV, 6 febbraio 2013, n. 5909, in questa Rivista 2013, 235.
svolgImento del processo
In data 28 maggio 2010 veniva emesso nei confronti
di Balucca Gianni decreto penale di condanna n. 728, in
relazione al reato di cui all’ art. 186, comma 2 sexies e
comma 7, D.L.vo 285/92 commesso in Perugia in data 31
gennaio 2010. Con dichiarazione del 22 luglio 2010 il Ba-
lucca proponeva opposizione avverso detto decreto, con-
testualmente chiedendo la celebrazione del giudizio ab-
breviato. Veniva fissata - con decreto datato 18 novembre
2010 - l’udienza dell’8 febbraio 2011, all’esito della quale il
giudice pronunciava sentenza, con cui riconosceva l’impu-
tato colpevole, condannandolo con le attenuanti generi-
che e la diminuente per la scelta del rito, alla pena di mesi
quattro di arresto ed euro 4.000,00 di ammenda (oltre le
spese processuali), disponendo inoltre come sanzione
amministrativa la sospensione della patente per un anno
e la confisca del veicolo. Il giudice accertava preliminar-
mente l’utilizzabilità anche in sede di giudizio abbreviato
delle dichiarazioni rese nel quadro di indagini difensive
da Candido Balucca, padre dell’imputato. Rilevava inoltre
che a seguito dell’accertamento fatto dal personale della
Stazione dei carabinieri di Perugia intorno alle ore 3,55, il
Balucca, il quale appariva con i sintomi tipici dello stato
di ebbrezza, si era rifiutato di sottoporsi al test dell’etilo-
metro, avendolo accettato solo in un secondo momento,
quando sulla base di massime d’esperienza può dirsi che
il test non sarebbe stato attendibile. Non rilevavano le di-
chiarazioni di Candido Balucca, a detta del quale, al suo
arrivo, il figlio stava discutendo con i militari, chiedendo
di essere condotto in caserma per la prova o in ospedale
per un controllo e asserendo di aver bevuto solo mezza
birra, dopo di che lo stesso Candido aveva chiesto lumi
ai militari circa la scelta migliore tra la sottoposizione al
teste e il rifiuto, avendo avuto come risposta che sarebbe
stato meglio accettare il test, peraltro poi non effettuato in
quanto i militari avevano asserito che ormai i verbali era-
no stati fatti. In realtà il giudice riteneva corretto l’operato
dei militari che in seconda battuta avevano comunque
negato al Balucca la possibilità di sottoporsi al test. Di qui
l’irrogazione della pena suindicata.
Proponeva rituale appello il Balucca, rilevando come
l’imputato avesse in effetti chiesto di essere sottoposto al
test dell’etilometro e come tale test nell’intervallo di tem-
po compreso tra le 3,20 e le 3,45, emergente dai verbali
redatti, non fosse comunque possibile, stante la non di-
sponibilità dell’apparecchiatura da parte dei carabinieri
verbalizzanti, rivoltisi per questo al NORM, con la conse-
guenza che un eventuale rifiuto - comunque non ammesso
non sarebbe stato in quel frangente penalmente rilevan-
te. Faceva notare inoltre come la massima d’esperienza
considerata dal giudice concernente la perdita d’efficacia
del test alcolimetrico nel tempo, fosse da considerarsi
inesatta, citando allo scopo lo scritto di un magistrato del
Tribunale di Bolzano in ordine allo smaltimento nel tempo
dell’effetto dell’alcool in relazione al peso. Deduceva in-
fine vizi di motivazione della sentenza, affermando come
dal punto di vista logico determinate argomentazioni del
primo giudice fossero tra loro inconciliabili ed in altri
casi apodittiche. Chiedeva in conclusione l’assoluzione
dell’imputato perché il fatto non sussiste, se del caso ai
sensi dell’art. 530 c.p.p..
Veniva fissato il giudizio di appello e in data odierna
il procuratore generale e la difesa hanno concluso come
da verbale. In particolare la difesa ha chiesto che in caso
di conferma della condanna fosse disposta la sostituzione
della pena con il lavoro di pubblica utilità presso la sede
di Perugia della Croce Rossa Italiana con eventuale revoca
del beneficio della sospensione condizionale.
motIvI della decIsIone
In punto di responsabilità l’appello non è fondato.
Al di là di tal une imprecisione negli orari, che emer-
gono dalla comunicazione di notizia di reato, va rimarcato
come i verbali redatti in occasione dell’intervento dei
Carabinieri di Perugia in realtà consentano di fare piena
luce sull’accaduto.

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