Corte Di Appello Civile Di Trieste Sez. I, 31 Ottobre 2016, N. 593

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Arch. loc. cond. e imm. 1/2017
Merito
CORTE DI APPELLO CIVILE DI TRIESTE
SEZ. I, 31 OTTOBRE 2016, N. 593
PRES. SALVÀ – EST. ADAMO – RIC. RICCIARELLI ED ALTRO C. CATTELAN (AVV.TI
SCALETTARIS E BERTI)
Avviamento commerciale y Indennità y Spettanza
y Condizioni y Cessazione dell’attività prima della
scadenza del rapporto y Incidenza ostativa y Esclu-
sione.
Avviamento commerciale y Indennità y Contatti
diretti con il pubblico y Locali adibiti all’esposizio-
ne della merce y Conclusione delle vendite in locali
vicini y Condizioni.
. Nel caso di locazione d’immobile ad uso diverso da
quello abitativo, l’indennità per la perdita dell’avvia-
mento commerciale compete al conduttore, ricor-
rendone gli altri presupposti, per il solo fatto che il
locatore abbia assunto l’iniziativa di non proseguire la
locazione, mentre risulta del tutto irrilevante la circo-
stanza che il conduttore, successivamente alla disdetta
o al recesso, abbia cessato di svolgere la sua attività
ancorché prima della scadenza contrattuale. (l. 27 lu-
glio 1978, n. 392, art. 34; l. 27 luglio 1978, n. 392, art.
35) (1)
. L’indennità per la perdita dell’avviamento commercia-
le compete anche al conduttore di locali adibiti soltan-
to all’esposizione della merce, con possibilità di acces-
so da parte del pubblico, sebbene le vendite vengano
concluse in locali vicini, sempre che risulti accertato il
reale e obiettivo inserimento del locale nell’organizza-
zione aziendale del conduttore e la sua rispondenza ad
esigenze tipiche dell’impresa, essendo così funzionale
alla produttività aziendale e suscettibile di influire sul
volume degli affari. (l. 27 luglio 1978, n. 392, art. 34; l.
27 luglio 1978, n. 392, art. 35) (2)
(1) In termini, Cass. civ. 23 settembre 2015, n. 18812, in questa Rivi-
sta 2016, 213 e Cass. civ. 19 luglio 2013, n. 17698, ivi 2014, 591.
(2) Sempre in materia di locali adibiti ad esposizione, cfr. Cass. civ.
6 giugno 1994, n. 5471, in questa Rivista 1995, 109. In senso sostan-
zialmente conforme, anche Cass. civ. 30 marzo 1992, n. 3862 e Cass.
civ. 28 gennaio 1987, n. 810, entrambe pubblicate ivi, rispettivamente
1992, 781 e 1987, 314.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
L’odierno riassuntore, appellato Giorgio Cattelan, con-
duttore di un immobile ad uso commerciale sito in Borgo
Udine di Palmanova, non si oppose alla convalida dello
sfratto per finita locazione intimatagli dai locatori (oggi
riassunti in appello), tuttavia richiedendo in via ricon-
venzionale la corresponsione dell’indennità per la perdita
dell’avviamento commerciale, deducendo che nell’immobi-
le era stata svolta attività di vendita al pubblico di articoli
di pelletteria da parte di Lucio Morlacco, cui il Cattelan
aveva affidato la propria azienda commerciale (senza però
cedere il contratto di locazione o sublocare l’immobile).
Il Tribunale accolse la domanda del Cattelan e condan-
nò i locatori al pagamento dell’indennità.
Proposto da questi ultimi gravame, questa Corte riten-
ne di riformare la sentenza, sul rilievo del difetto di prove
univoche che il locatore fosse ancora aperto al pubblico
alla data della scadenza della locazione.
Per l’effetto, rigettando la domanda del conduttore e
condannandolo al pagamento delle spese dei due gradi di
giudizio.
Ricorreva per Cassazione il Cattelan affidandosi a
quattro motivi. Resisteva, a mezzo di controricorso, il solo
Angelo Calvino, mentre gli altri intimati non svolgevano
attività difensiva.
La Suprema Corte accoglieva il ricorso, per quanto di
ragione, cassando la decisione impugnata e rinviando –
anche per la liquidazione delle spese di lite del grado – a
questo Collegio.
Si giungeva così all’odierna riassunzione ad opera
dell’avente interesse Cattelan.
Nessuno si costituiva per gli appellanti nell’odierna
fase di riassunzione.
MOTIVI DELLA DECISIONE
Hanno proposto gravame gli appellanti con due diffusi
ed articolati motivi, così sintetizzabili:
Errata individuazione della data di cessazione dell’at-
tività in relazione alla richiesta di percepire l’indennità di
avviamento.
Errata qualificazione degli elementi in base ai quali di-
chiarare cessata l’attività commerciale dell’appellato.
Resisteva alla pretesa il Cattelan rilevando come vi
fossero, alla data di intimazione della disdetta, ed anche
successivamente, fino al rilascio effettivo dei locali ogget-
to di contratto, tutte le condizioni di esercizio dell’attività
commerciale prevedute per la legittima richiesta di inden-
nità di avviamento.
Il gravame proposto non può essere accolto ed i motivi
di doglianza confutati come segue:
I) Con il primo motivo gli appellanti hanno dedotto l’i-
nesistenza, al momento della cessazione del contratto, di
ogni rapporto contrattuale con il conduttore.
La doglianza è priva di pregio.

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