Corte Costituzionale 20 Dicembre 2017, N. 275 (Ud. 8 Novembre 2017)

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Arch. nuova proc. pen. 6/2018
Corte costituzionale
CORTE COSTITUZIONALE
20 DICEMBRE 2017, N. 275
(UD. 8 NOVEMBRE 2017)
PRES. P. GROSSI – REL. G. LATTANZI – RIC. TRIB. PALERMO
Sicurezza pubblica y Stranieri y Espulsione y Re-
spingimento differito dello straniero ex art. 10
T.U.I. y Esecuzione y Accompagnamento coattivo e
ordine di allontanamento dal territorio dello Stato
y Rapporti tra i due istituti y Modalità esecutive del
respingimento differito y Individuazione y Necessità
di introduzione di una disciplina dell’accompagna-
mento coattivo funzionale al respingimento, con-
forme all’art. 13, comma 3 Cost. y Questioni inam-
missibili di legittimità costituzionale.
. L’accompagnamento coattivo e l’ordine di lasciare il
territorio dello Stato sono chiaramente alternativi, e
non può ritenersi che, per effetto del secondo provvedi-
mento, il primo, in attesa del volontario allontanamen-
to dello straniero, rimanga temporaneamente sospeso,
per riprendere poi vigore ed essere eseguito a discre-
zione dell’autorità di polizia.
L’ordine di accompagnamento coattivo, che assiste il
respingimento, deve invece, per la sua natura di atto ur-
gente, essere eseguito con immediatezza, e per questa
ragione fondatamente il giudice rimettente ha ritenuto
che il provvedimento dia luogo, con la sua emissione, a
una restrizione della libertà personale dello straniero,
tutelata dall’art. 13 Cost.
Pertanto, pur dichiarando inammissibili, in riferimen-
to agli artt. 10, secondo comma, 13, secondo e terzo
comma, e 117, primo comma Cost., le questioni di le-
gittimità costituzionale dell’art. 10, comma 2, T.U.I. per
difetto di rilevanza, la Corte costituzionale non può esi-
mersi dal riconoscere la necessità che il legislatore in-
tervenga sul regime giuridico del respingimento differi-
to con accompagnamento alla frontiera, considerando
che tale modalità esecutiva restringe la libertà perso-
nale e richiede di conseguenza di essere disciplinata
in conformità all’art. 13, terzo comma, Cost. (d.l.vo 25
luglio 1998, n. 286, art. 10)
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
1.- Con ordinanza del 17 novembre 2016 (r.o. n. 29 del
2017), il Tribunale ordinario di Palermo ha sollevato que-
stioni di legittimità costituzionale dell’art. 10, comma 2,
del D.L.vo 25 luglio 1998, n. 286 (T.U. delle disposizioni
concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sul-
la condizione dello straniero), in riferimento agli artt. 10,
secondo comma, 13, secondo e terzo comma, e 117, pri-
mo comma, della Costituzione, quest’ultimo in relazione
all’art. 4, paragrafo 4, della direttiva 16 dicembre 2008,
n. 2008/115/CE (Direttiva del Parlamento Europeo e del
Consiglio recante norme e procedure comuni applicabili
negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di Paesi terzi il
cui soggiorno è irregolare).
La disposizione censurata prevede una duplice ipote-
si di respingimento con accompagnamento alla frontiera
dello straniero, disposto in entrambi i casi con provvedi-
mento del Questore.
In base all’art. 10, comma 2, lettera a), sono respinti gli
stranieri "che entrando nel territorio dello Stato sottra-
endosi ai controlli di frontiera, sono fermati all’ingresso
o subito dopo"; in base alla lettera b) della medesima di-
sposizione, sono respinti gli stranieri che, entrati nel ter-
ritorio dello Stato senza avere i requisiti richiesti, "sono
... temporaneamente ammessi ... per necessità di pubblico
soccorso".
Il Tribunale rimettente conosce di un provvedimento
di respingimento del quale il ricorrente ha eccepito l’ille-
gittimità anche sulla base della dedotta illegittimità co-
stituzionale della disposizione censurata.
A quanto riferisce il giudice a quo, il ricorrente in se-
guito al suo ingresso nel territorio dello Stato aveva for-
mato oggetto di un provvedimento di respingimento co-
siddetto differito, con accompagnamento "coercitivo" alla
frontiera, e al tempo stesso anche di "un distinto ordine
di lasciare il territorio dello Stato ai sensi dell’art. 14, c.
5-bis", del D.L.vo n. 286 del 1998, che lo straniero doveva
spontaneamente eseguire entro sette giorni.
Il giudice a quo premette che il provvedimento di re-
spingimento è sempre connotato dall’accompagnamento
alla frontiera, cioè da una misura restrittiva della libertà
personale tutelata dall’art. 13 Cost.
Conseguentemente il giudice rimettente in primo luogo
dubita della violazione della riserva di giurisdizione previ-
sta dall’art. 13, secondo comma, Cost., posto che il potere
di respingimento è attribuito in via ordinaria al questore,
anziché all’autorità giudiziaria, cui invece la Costituzione
lo riserva, salvo casi eccezionali di necessità ed urgenza.
In secondo luogo rileva che, in contrasto con l’art. 13,
terzo comma, Cost., la disposizione censurata non prevede
neppure che il provvedimento del questore sia comunicato
entro quarantotto ore all’autorità giudiziaria e si intenda
revocato se quest’ultima non lo convalida entro le succes-
sive quarantotto ore.

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