Corte di cassazione penale sez. II, 29 gennaio 2014, n. 3958 (ud. 18 dicembre 2013)

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giur
3/2014 Arch. loc. e cond.
LEGITTIMITÀ
si traduce nella inopponibilità di qualsivoglia eccezione
di prescrizione (oltre la già cit. Cass. 26 maggio 2004, n.
10128, tra le tantissime, Cass. 13 maggio 2008, n. 11897;
Cass. 16 ottobre 2008, n. 25274; Cass. 6 maggio 2010, n.
10964; Cass. 7 luglio 2010, n. 16009; Cass. 17 dic embre
2010, n. 25638).
Al riguardo è stato osservato che la norma (di chiara
derivazione giuslavoristica, data la volontà del legisla-
tore di ampliare le facoltà del conduttore di ripristinare
l’equilibrio globale del rapporto esaurito) corrisponde alla
ratio prevalente di consentire al conduttore di ottenere
quanto ha indebitamente corrisposto, senza la remora
che il locatore possa agire in ritorsione, impedendo che
alla scadenza la locazione possa proseguire in tacita sua
rinnovazione pattizia.
Per altro verso, po i, poichè non è sembrato opport uno
stabilire anche per i crediti di resti tuzione a favore del
conduttore la regola di esclusione della decorrenza della
prescrizione nel corso della locazione, in co nformità a
quanto è previsto per i crediti del lavoratore durante il
rapporto di lavoro, il legislatore, ad evitare che tra le
parti sussistesse una situazione di incertezza immoti-
vatamente perdurante per troppo tempo in pregiudizio
del loca tore, ha intr odotto la di sciplina della situazione
intermedia di fissare il suddet to termin e di decadenza
dei sei mesi, seco ndo una regol a nuova di compatibilità
tra prescrizione e decadenza, che non contraddice la
previsione della tassatività delle ipotesi di sospensione
della prescrizione.
Infine, è stato evidenziato che, ove si ammettesse che,
trascorsi i sei mesi dall’avvenuto rilascio, si verifica per il
conduttore la decadenza di ogni suo diritto di ripetere gli
indebiti suoi pagamenti, detto limite all’evidenza dovreb-
be essere ritenuto irragionevole, visto che esso sarebbe
posto a carico del solo conduttore e, senza la previsione di
analoga decadenza in danno del locatore in relazione alle
sue pretese di corrispettivi non versatigli, creerebbe una
ingiustificata situazione tra le parti.
Deve, pertanto, escludersi che la norma del citato art.
79, comma 2, esprima l’oggettiva esigenza di circoscrivere
in un lasso di tempo determinato la potenziale conflit-
tualità dei contraenti e di realizzare la condizione della
certezza delle situazioni giuridiche delle parti una volta
cessato il rapporto di locazione.
L’interpretazione di cui innanzi, del resto, è l’unica
costituzionalmente orientata, atteso che anche il giudice
delle leggi (Corte Cost., ord., 2 gennaio 1990, n. 3) ha evi-
denziato la situazione del conduttore di esposizione a ri-
torsioni ricollegabili all’accertamento, da lui postulato, di
una minor misura del canone dovuto che giustifica, per le
conseguenti remore all’esercizio del diritto, il trattamento
previsto dalla norma.
In definitiva il primo motivo va rigettato, il secondo
va accolto; ciò comporta la cassazione della sentenza
impugnata in relazione al motivo accolto e il rinvio alla
Corte di a ppello di L’Aquila in diversa composizione, che
provvederà a nche sulle spese del giudizio di cassazione.
(Omissis)
CORTE DI CASSAZIONE PENALE
SEZ. II, 29 GENNAIO 2014, N. 3958
(UD. 18 DICEMBRE 2013)
PRES. CRESCIENZO – EST. RAGO – P.M. VOLPE (DIFF.) – RIC. OLIVERI
Pena y Sospensione condizionale y Subordinazione
del beneficio y Risarcimento del danno y Obbligo di
restituzioni y Eliminazione delle conseguenze dan-
nose o pericolose del reato y Ambito di applicazione
y Fattispecie in tema di appropriazione indebita y
Realizzata da un amministratore di condominio y Di
somme di denaro e della documentazione contabile
ed amministrativa relativa ad un condominio y So-
spensione condizionale della pena subordinata alla
restituzione della documentazione e risarcimento
del danno.
. Le locuzioni “obbligo di restituzioni” e “risarcimento
del danno” di cui all’art. 165 comma 1 prima parte
c.p., si riferiscono al solo danno civilistico, sicchè,
indipendentemente dalla natura giuridica del reato
commesso, la sospensione condizionale della pena
può essere subordinata all’adempimento dei suddetti
obblighi, solo ed esclusivamente nelle ipotesi in cui
vi sia stata costituzione di parte civile e questa abbia
espressamente richiesto la condanna dell’imputato al
risarcimento del danno o alle restituzioni. Al contrario,
la locuzione “eliminazione delle conseguenze dannose
o pericolose del reato” di cui all’art. 165 comma 1 se-
conda parte c.p., si riferisce al danno criminale sicchè
la sospensione condizionale della pena può essere su-
bordinata all’adempimento del suddetto obbligo anche
ove non vi sia costituzione di parte civile, e sempre che
si tratti di reati permanenti ancora in fieri al momento
della decisione o di reati, che benchè cessati, abbiano
provocato un danno criminale che continua a perpe-
tuarsi anche dopo la consumazione e che l’imputato
ha la possibilità di eliminare. (Fattispecie in tema di
appropriazione indebita – realizzata da un ammini-
stratore di condominio – di somme di denaro e della
documentazione contabile ed amministrativa relativa
ad un condominio). (Mass. Redaz.) (c.p., art. 163; c.p.,
art. 164; c.p., art. 165) (1)
(1) In ordine all’applicazione del beneficio della sospensione condizio-
nale della pena, si veda Cass. pen., sez. III, 1 luglio 2013, n. 28356, in Riv.
pen. 2014, 225 e Cass. pen., sez. III, 29 luglio 2013, n. 32834, in Ius&Lex
dvd n. 3/2014 ed. La Tribuna. Sul tema della responsabilità dell’ammini-
stratore per il reato di appropriazione indebita, si veda Cass. pen., sez.
VI, 5 ottobre 2011, n. 36022, in questa Rivista 2011, 785.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO E MOTIVI DELLA DECISIONE
1. Con sentenza del 20 febbraio 2013, la Corte di Appel-
lo di Milano confermava la sentenza con la quale, in data
3 ottobre 2008, il giudice monocratico del Tribunale della
medesima città aveva dichiarato Oliveri Guido colpevole,
nella sua qualità di amministratore del condominio sito
in Milano via Barelli n. 3, dell’appropriazione indebita
di somme di denaro e della documentazione contabile

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