Corte Appello Napoli, sez. I, 24 aprile 2013, n. 57 Presidente dott. Vito Frallicciardi - Estensore dott. Paolo Celentano Eav Bus s.r.l. in liquidazione c. Curatela del fallimento della Eav Bus in liquidazione + altri

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rivista di diritto privato Difese e decisioni
2/2014
CORTE APPELLO NAPOLI, sez. I, 24 aprile 2013, n. 57
Presidente dott. Vito Frallicciardi – Estensore dott. Paolo Celentano
Eav Bus s.r.l. in liquidazione c. Curatela del fallimento
della Eav Bus in liquidazione + altri
In difetto di specici dati normativi, idonei a giusticare la qualicazione
delle società in mano pubblica come enti pubblici, esse non possono essere
escluse dall’ambito soggettivo di applicazione delle disposizioni sul fallimento,
sul concordato preventivo e sull’amministrazione straordinaria delle grandi im-
prese in crisi.
Diritto – L’art. l, co. 1, l.f. esclude espressamente gli enti pubblici, pur se esercen-
ti un’impresa commerciale (cioè pure i ccdd. enti pubblici economici), dall’ambito
soggettivo di applicazione delle disposizioni sul fallimento e sul concordato preven-
tivo e dunque – stante quanto disposto dall’art. 2 del d.lgs. 8 luglio 1999, n. 270 –
anche da quello delle disposizioni in tema di amministrazione straordinaria delle
grandi imprese in crisi.
Non fornisce però la nozione di ente pubblico cui fa riferimento, così consenten-
do di ipotizzare che questa possa comprendere anche soggetti che non sono quali-
cati formalmente come tali dalla legge, se ciò non fosse da un’altra legge espressa-
mente vietato.
Nel trattare la questione – da qualche anno venuta alla ribalta giudiziaria come
conseguenza della crisi economico-nanziaria che aigge il Paese – dell’assoggetta-
bilità alle disposizioni concernenti le citate procedure concorsuali delle ormai nu-
merosissime società di capitali o cooperative che presentano un tasso di pubblicità
elevato (giacché evidentemente quanto meno maggiore di quello dato dalla mera
partecipazione al loro capitale sociale di un ente pubblico), la dottrina e la giurispru-
denza più recenti spesso invero trascurano di considerare che, proprio per porre un
freno all’incontrollata proliferazione di enti pubblici, la legge 20 marzo 1975, n. 70,
dispose la soppressione di tutti gli enti pubblici esistenti alla data della sua entrata in
vigore, fatte salve le sole eccezioni dalla stessa specicamente indicate, al contempo
vietando – con il suo mai, almeno esplicitamente, abrogato art. 4 – l’istituzione o il
riconoscimento di nuovi enti pubblici mediante atti non aventi forza di legge (nes-
sun nuovo ente pubblico può essere istituito o riconosciuto se non per legge).
Né, ad avviso di questo Collegio, questo generale e perentorio divieto può rite-
nersi superato (rectius: implicitamente abrogato) dalle non poche disposizioni legi-
slative varate negli ultimi anni, soprattutto sotto la spinta del legislatore comunita-

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