Revoca della sospensione condizionale della pena applicata ai sensi dell'art. 444 C.p.p. Breve commento all'art. 168 C.p. Come modificato dall'art. 1 Legge 26 marzo 2001 n.128

Autore:Giuseppe Altieri
Pagine:387-388
RIEPILOGO

1. Richiesta condizionata. 2. Verifica in esecuzione.

 
ESTRATTO GRATUITO

Page 387

  1. Richiesta condizionata.

    Nel tracciare un breve quadro relativo alla revoca della sospensione condizionale della pena emessa a seguito di applicazione della pena concordata, come prevista con le recenti modifiche legislative introdotte con legge 26 marzo 2001 n. 128, occorre procedere preliminarmente ad una breve ricognizione normativa e giurisprudenziale.

    L'art. 444 c.p.p., ultimo comma, prevede che «la parte nel formulare la richiesta può subordinare l'efficacia alla concessione della sospensione condizionale della pena. In questo caso, il giudice se ritiene che la sospensione condizionale non può essere concessa, rigetta la richiesta».

    Si tratta della previsione normativa di una condizione di efficacia della transazione penale, con esplicita previsione dell'obbligo di non omologazione dell'accordo nel caso di rigetto della richiesta di sospensione condizionale della pena.

    Di conseguenza, nel caso di concessione della sospensione condizionale della pena al di fuori dei casi previsti dalla legge deriva, a seguito di ordinaria impugnazione, l'annullamento della decisione con rinvio degli atti al giudice per l'ulteriore corso processuale, non esclusa la reiterazione della proposta contrattuale emendata dalla condizione sospensiva.

    «In tema di patteggiamento, la Cassazione annulla con rinvio la sentenza resa dal giudice del merito che abbia accolto la richiesta delle parti benché integrante una violazione di legge, quale la concessione della sospensione condizionale della pena nei riguardi di soggetto che non ne abbia più diritto. Il rinvio è giustificato dalla considerazione che il giudice a quo, stante l'annullamento della prima decisione, deve pronunciarsi sulla richiesta, la quale sarà rigettata, con ordinanza, in applicazione del principio di diritto affermato dalla Corte 1.

    La condizione apposta alla richiesta di sospensione condizionale della pena si pone quindi come elemento costitutivo dell'accordo: il difetto di applicabilità di detta condizione deve necessariamente determinare l'annullamento dell'intero contratto e, in mancanza di ulteriore intesa, l'accertamento giudiziale della responsabilità penale.

    Ciò in applicazione al principio nulla poena sine iudicio. Per cui non è consentita la mera applicazione della pena concordata, priva di applicazione della condizione relativa alla sospensione dell'esecuzione della pena, richiesta esplicitamente al momento della formulazione dell'accordo.

  2. Verifica in esecuzione.

    Con la...

Per continuare a leggere

RICHIEDI UNA PROVA