COMUNICATO - Avvio della risoluzione della Cassa di Risparmio di Ferrara S.p.A., in Ferrara, in amministrazione straordinaria. (16A01823)

La Banca d'Italia, con provvedimento del 21 novembre 2015, approvato dal Ministro dell'economia e delle finanze con decreto del 22 novembre 2015, ha disposto, ai sensi dell'art. 32 del decreto legislativo 16 novembre 2015, n. 180, l'avvio della risoluzione della Cassa di Risparmio di Ferrara S.p.a., in amministrazione straordinaria, con sede in Ferrara. Il provvedimento e' stato adottato in presenza dei presupposti di cui all'art. 17 del decreto legislativo 16 novembre 2015, n. 180, in quanto per la Cassa di Risparmio di Ferrara S.p.a., in amministrazione straordinaria: e' verificata la situazione di dissesto;

non sussistono misure alternative di vigilanza ovvero di mercato, attuabili in tempi adeguati, per superare tale situazione;

ricorre l'interesse pubblico, atteso che la risoluzione e' necessaria e proporzionata al perseguimento dei relativi obiettivi e che la procedura di liquidazione coatta amministrativa e' inidonea a conseguirli nella medesima misura. La risoluzione viene attuata sulla base di un programma di risoluzione mediante l'adozione delle misure di seguito indicate e di ogni altra misura volta a tal fine di: la sottoposizione della Cassa di Risparmio di Ferrara S.p.a., in amministrazione straordinaria, a risoluzione, ai sensi dell'art. 32 del decreto legislativo 16 novembre 2015, n. 180, con conseguente chiusura della procedura di amministrazione straordinaria in essere e cessazione degli incarichi dei Commissari straordinari e del Comitato di sorveglianza;

la disposizione della permanenza in carica presso la banca in risoluzione dell'alta dirigenza;

la nomina del Commissario speciale e dei membri del Comitato di sorveglianza della Cassa di Risparmio di Ferrara S.p.a., in risoluzione, ai sensi dell'art. 37 del decreto legislativo 16 novembre 2015, n. 180, i cui atti tengono luogo di quelli dei competenti organi sociali degli azionisti e dei titolari di altre partecipazioni, con conseguente sospensione dei diritti di voto in assemblea e degli altri diritti derivanti da partecipazioni che consentono di influire sulla banca;

la riduzione integrale delle riserve e del capitale rappresentato da azioni, anche non computate nel capitale regolamentare, e del valore nominale degli elementi di classe 2, computabili nei fondi propri, ai sensi e per gli effetti dell'art. 27, comma 1, lett. b), e dell'art. 52, comma 1, lett. a), punti i) e iii), richiamato dall'art. 28, comma 3, del decreto legislativo 16 novembre 2015, n. 180, al fine...

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