La composizione delle crisi da sovraindebitamento e il fallimento

Autore:A. Moretti
Pagine:427-474
RIEPILOGO

1. Procedimento per la composizione delle crisi da sovraindebitamento.2. Gli organismi di composizione della crisi. 3. La legge fallimentare e il fallimento. 4. Dichiarazione di fallimento. 5. Fallimento delle società commerciali. 6. Fallimento del socio a responsabilità illimitata. 7. Fallimento nelle società con soci a responsabilità limitata. 8. Procedimento per la dichiarazione di fallimento. ... (visualizza il riepilogo completo)

 
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LA COMPOSIZIONE DELLE CRISI DA
SOVRAINDEBITAMENTO E IL FALLIMENTO
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Procedimento per la composizione
delle crisi da sovraindebitamento
La l. 27 gennaio 2012, n. 3 ha introdotto nel nostro ordinamento il
cd. procedimento per la composizione delle crisi da sovrain-
debitamento. La normativa si applica al fine di porre rimedio alle
situazioni di sovraindebitamento non soggette né assoggettabili alle
vigenti procedure concorsuali. In questi casi è consentito al debitore
concludere un accordo con i creditori nell’ambito della procedura
di composizione della crisi disciplinata dalla legge citata.
Per sovraindebitamento si intende una situazione di perdurante
squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente li-
quidabile per farvi fronte, nonché la definitiva incapacità del debito-
re di adempiere regolarmente le proprie obbligazioni.
a) Presupposti di ammissibilità
Il debitore in stato di sovraindebitamento può proporre ai creditori,
con l’ausilio degli organismi di composizione della crisi (vedi inf ra)
con sede nel circondario del tribunale competente, un accordo di ri-
strutturazione dei debiti sulla base di un piano che assicuri il rego-
lare pagamento dei creditori estranei all’accordo stesso, compreso
l’integrale pagamento dei titolari di crediti privilegiati ai quali gli
stessi non abbiano rinunciato, anche parzialmente.
Il piano prevede le scadenze e le modalità di pagamento dei credi-
tori, anche se suddivisi in classi, le eventuali garanzie rilasciate per
l’adempimento dei debiti, le modalità per l’eventuale liquidazione dei
beni. Il piano può anche prevedere l’affidamento del patrimonio del
debitore ad un fiduciario per la liquidazione, la custodia e la distribu-
zione del ricavato ai creditori.
La proposta è ammissibile quando il debitore:
a) non è assoggettabile alle procedure previste dall’articolo 1 del re-
gio decreto 16 marzo 1942, n. 267, e successive modificazioni;
b) non ha fatto ricorso, nei precedenti tre anni, alla procedura di
composizione della crisi.
Parte V | La crisi dell’impresa
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b) Contenuto dell’accordo
La proposta di accordo prevede la ristrutturazione dei debiti e la
soddisfazione dei crediti attraverso qualsiasi forma, anche mediante
cessione dei redditi futuri.
Nei casi in cui i beni o i redditi del debitore non siano sufficienti a
garantire la fattibilità del piano, la proposta deve essere sottoscritta
da uno o più terzi che consentono il conferimento, anche in garanzia,
di redditi o beni sufficienti per l’attuabilità dell’accordo.
Nella proposta di accordo sono indicate eventuali limitazioni all’accesso al
mercato del credito al consumo, all’utilizzo degli strumenti di pagamento
elettronico a credito e alla sottoscrizione di strumenti creditizi e finanziari.
Il piano può prevedere una moratoria fino ad un anno per il paga-
mento dei creditori estranei quando ricorrono cumulativamente le
seguenti condizioni:
a) il piano risulti idoneo ad assicurare il pagamento alla scadenza del
nuovo termine;
b) l’esecuzione del piano sia affidata ad un liquidatore nominato dal
giudice su proposta dell’organismo di composizione della crisi;
c) la moratoria non riguardi il pagamento dei titolari di crediti impi-
gnorabili.
c) Deposito della proposta di accordo
La proposta di accordo è depositata presso il tribunale del luogo di
residenza o sede del debitore.
Il debitore, unitamente alla proposta, deve depositare l’elenco di tutti i
creditori, con l’indicazione delle somme dovute, dei beni e degli eventuali
atti di disposizione compiuti negli ultimi cinque anni, corredati delle di-
chiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni e dell’attestazione sulla fattibi-
lità del piano, nonché l’elenco delle spese correnti necessarie al sostenta-
mento suo e della sua famiglia, previa indicazione della composizione del
nucleo familiare corredata del certificato dello stato di famiglia.
Il debitore che svolge attività d’impresa deve depositare anche le
scritture contabili degli ultimi tre esercizi, unitamente a dichiarazio-
ne che ne attesta la conformità all’originale.
d) Procedimento
Il giudice, se la proposta soddisfa i requisiti previsti dalla legge, fis-
sa immediatamente con decreto l’udienza, disponendo la comuni-
Capitolo 33 |
La composizione delle crisi da sovraindebitamento e il fallimento
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cazione ai creditori presso la residenza o la sede legale, anche per
telegramma o per lettera raccomandata con avviso di ricevimento o
per telefax o per posta elettronica certificata, della proposta e del
decreto contenente l’avvertimento dei provvedimenti che egli può
adottare. Dispone, inoltre, idonea forma di pubblicità della proposta
e del decreto, oltre, nel caso in cui il proponente svolga attività d’im-
presa, alla pubblicazione degli stessi in apposita sezione del registro
delle imprese.
All’udienza il giudice, in assenza di iniziative o atti in frode ai cre-
ditori, dispone che, per non oltre centoventi giorni, non possono,
sotto pena di nullità, essere iniziate o proseguite azioni esecutive
individuali né disposti sequestri conservativi né acquistati diritti di
prelazione sul patrimonio del debitore che ha presentato la proposta
di accordo, da parte dei creditori aventi titolo o causa anteriore. Du-
rante tale periodo, le prescrizioni rimangono sospese e le decadenze
non si verificano.
I creditori fanno pervenire, anche per telegramma o per lettera rac-
comandata con avviso di ricevimento o per telefax o per posta elet-
tronica certificata, all’organismo di composizione della crisi, dichia-
razione sottoscritta del proprio consenso alla proposta.
Ai fini dell’omologazione, è necessario che l’accordo sia raggiunto
con i creditori rappresentanti almeno il 70 per cento dei crediti.
L’accordo è revocato di diritto se il debitore non esegue integralmen-
te, entro novanta giorni dalle scadenze previste, i pagamenti dovuti
alle Agenzie fiscali e agli enti gestori di forme di previdenza e as-
sistenza obbligatorie.
Se l’accordo è raggiunto, l’organismo di composizione della crisi tra-
smette a tutti i creditori una relazione sui consensi espressi e sul rag-
giungimento della percentuale di legge, allegando il testo dell’accor-
do stesso. Nei dieci giorni successivi al ricevimento della relazione,
i creditori possono sollevare le eventuali contestazioni. Decorso tale
ultimo termine, l’organismo di composizione della crisi trasmette
al giudice la relazione, allegando le contestazioni ricevute, nonché
un’attestazione definitiva sulla fattibilità del piano.
Verificato il raggiungimento dell’accordo, verificata l’idoneità ad as-
sicurare il pagamento dei creditori estranei e risolta ogni altra conte-
stazione, il giudice omologa l’accordo e ne dispone l’immediata pub-
blicazione.
Dalla data di omologazione e per un periodo non superiore ad un
anno, non possono, sotto pena di nullità, essere iniziate o prosegui-
te azioni esecutive individuali né disposti sequestri conservativi né

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