La tutela dei diritti dei cittadini tra globalizzazione e innovazione

Autore:Elio Fameli
Carica:Dirigente di ricerca presso l'Istituto di Teoria e Tecniche dell'Informazione Giuridica
Pagine:31-73
RIEPILOGO

Premessa. 1. Il contesto storico della globalizzazione. 1.1. La complessità multicausale del fenomeno e il ruolo centrale dell'informazione e della comunicazione. 1.2. La "interdipendenza mondiale complessa". 1.3. La "mondializzazione" o "globalizzazione" e la crisi dello Stato nazionale. 1.4. La crisi del concetto di cittadinanza, in quanto connesso a quello di Stato-Nazione. 1.5. L'innova... (visualizza il riepilogo completo)

 
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Elio Fameli è Dirigente di ricerca presso l'Istituto di Teoria e Tecniche dell'Informazione Giuridica (ITTIG) del CNR di Firenze e Responsabile del Progetto "Lessico giuridico e patrimonio giuridico italiano: tradizione, interpretazione, innovazione", nell'ambito del Dipartimento "Identità Culturale". L'articolo costituisce una versione rivista e integrata della relazione presentata dall'Autore al Seminario di studi su "Conflitto e Costituzione Repubblicana", organizzato dalla Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Sassari insieme con la Sezione di Roma "Giorgio La Pira" dell'ITTIG/CNR e svoltosi a Sassari nei giorni 11 e 12 dicembre 2006.

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@Premessa

Il presente contributo si propone di avviare una riflessione - che si rivela ardua, ma necessaria - sulle relazioni intercorrenti tra globalizzazione, diritti dei cittadini e innovazione. Da un lato, infatti, risulta evidente come non sia attualmente possibile considerare la "condizione diPage 32 cittadino" al di fuori del contesto storico della globalizzazione, intesa nella molteplicità e complessità dei suoi aspetti; dall'altro, l'incalzare rapido - perfino affannoso - del progresso tecnologico, creando nuovi strumenti e opportunità, determina il sorgere di nuovi diritti, ma nel contempo delimita o minaccia libertà e diritti consolidati. La globalizzazione socio-economica in atto non sarebbe possibile senza l'innovazione tecnologica, ma, ugualmente, senza fare riferimento a questi due fenomeni che sembrano paradigmaticamente contrassegnare il nuovo millennio, non sarebbero in alcun modo comprensibili le nuove forme di cittadinanza che si vengono estesamente configurando e affermando. A loro volta, ancora, globalizzazione, innovazione e cittadinanza sono in vario modo, concettualmente e funzionalmente, collegate all'informazione, alla sua elaborazione, diffusione e accessibilità, con modalità e secondo tempi che l'informatica e la telematica hanno reso fondamento d'una vera e propria rivoluzione epocale.

L'intreccio di questi elementi, all'interno d'una dinamica che è ancora in gran parte da esplorare sotto i suoi diversi profili, è alla base dei nuovi scenari sociali, politici, economici e giuridici in cui viviamo e che ci sforziamo di comprendere e analizzare, nel tentativo - spesso vano - di cogliere il senso del cambiamento. Occorre, però, porre fin dall'inizio al centro dell'attenzione quell'idea della cittadinanza, nel senso più ampio e più profondo di questa parola, che si sostanzia in un insieme di diritti fondamentali comuni a tutti i membri della società: se vi sono doveri o obblighi propri della cittadinanza, questi non possono in alcun modo essere intesi come condizioni previe per l'esercizio dei corrispondenti diritti. Come è stato opportunamente affermato1, "i diritti di cittadinanza sono entitlements incondizionati, che trascendono le forze del mercato e le limitano". Globalizzazione e innovazione possono costituire un'occasione, forse unica e irripetibile, per l'estensione e il potenziamento di questi diritti; altrettanto realisticamente, però, occorre riconoscere che esse sono in grado di rappresentare pericolose minacce perPage 33 l'effettività dei diritti dei nuovi cittadini del mondo. Il percorso "da sudditi a cittadini" è un percorso di libertà e la libertà ha bisogno di persone disposte a lottare per essa2.

Nella trattazione che segue, la problematica delineata è assunta, però, sotto un angolo visuale necessariamente limitato e riduttivo: alla tutela dei diritti dei cittadini si guarda attraverso una rapida analisi della figura e delle funzioni del Difensore Civico, istituto d'importanza sicuramente centrale, anche se ancora non sufficientemente conosciuto e potenziato, mentre la complessità e l'incidenza dell'innovazione tecnologica nei suoi rapporti col mondo del diritto sono considerate con specifico riferimento all'attività di ricerca che in questo campo svolge - ormai da più di trent'anni - l'Istituto di Teoria e Tecniche dell'Informazione Giuridica del CNR. Pur nella limitatezza - ma anche nella concretezza - dei punti di riferimento è parso comunque che l'indagine, e l'esposizione corrispondente, non potessero prescindere da un inquadramento teorico generale, in cui collocare e raccordare una sintetica rassegna delle problematiche giuridico-istituzionali connesse agli strumenti di tutela dei diritti dei cittadini e una breve presentazione delle attività di ricerca attinenti all'applicazione delle tecnologie informatiche e telematiche al diritto.

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@1. Il contesto storico della globalizzazione

@@1.1. La complessità multicausale del fenomeno e il ruolo centrale dell'informazione e della comunicazione

Un'analisi anche superficiale del fenomeno della globalizzazione come caratteristica preminente della società contemporanea induce a percepirlo come un insieme disorganico, in sé contraddittorio, di problemi nuovi emergenti da quella crisi che, in maniera sempre più estesa e profonda, sembra progressivamente erodere l'ordine costituito espresso nella logica degli Stati nazionali. Agli innumerevoli - e spesso gravissimi - problemi che la scena del mondo sottopone senza tregua all'attenzione non solo dei decisori politici, ma anche degli economisti, dei sociologi e dei giuristi, si contrappone una congerie d'ipotesi, teorie, orientamenti e decisioni molto spesso contrastanti o comunque divergenti, anche (ma non esclusivamente) in conseguenza del contesto socio-culturale di riferimento.

La stessa - ormai sterminata - letteratura sulla globalizzazione3 è attraversata da una controversia di fondo. All'interrogativo di base circa le radici del fenomeno, le cause ultime del suo manifestarsi e del suo rapido dilagare, si sono date risposte incerte e distinte: a chi sostiene l'esistenza d'una sola logica dominante si contrappongono quanti ritengono, invece, che siano individuabili complesse logiche multicausali della globalizzazione. Anche nel campo della sociologia della globalizzazione, dunque, si ripete quella che fu la controversia tra Marx e Weber, tra teorie fondate sulla preponderanza della prospettiva economica e il riconoscimento d'un pluralismo teorico atto a combinare l'approccio economico con quello sociale, politico, giuridico e culturale. Paradossalmente, come pure è stato autorevolmente affermato4, la globalizzazione divide quanto unisce, divide mentre unisce, e le cause della divisione sono le stesse che, dall'altro lato, promuovono l'uniformità del mondo contemporaneo.

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La globalizzazione, pur potendo essere semplicisticamente rappresentata come esito dell'innata e perenne tendenza dell'uomo a esplorare e poi colonizzare il territorio che lo circonda, ha assunto nel tempo forme molteplici, talora coesistenti e intersecantisi. La prima, istintiva, forma di globalizzazione è consistita nella progressiva "scoperta" del pianeta. A tale scoperta hanno fatto progressivamente seguito lo scambio delle merci entro un raggio d'azione sempre più esteso, l'assoggettamento militare dei popoli prima solo limitrofi e poi via via più lontani, l'invasione dei mercati con le proprie merci e, in una fase successiva, anche con la propria moneta e i propri capitali.

Forme più avanzate e incisive di globalizzazione economica si sono però realizzate col trasferimento delle strutture produttive in aree geografiche sempre più lontane (sì da determinare la creazione di società multinazionali in grado di scavalcare gli stessi poteri dello Stato) e con la costituzione di grandi imprese in grado di controllare e ridurre, mediante accordi e scambi internazionali, la stessa fluidità della competizione globale. Parallelamente, sul piano ideologico e politico si è assistito alla diffusione massiccia e talora incontrollata di idee e costumi, mentalità e abitudini di vita, ma soprattutto si è avviata la creazione di organismi internazionali sempre più numerosi, incaricati di regolare "super partes" le politiche dei singoli Paesi.

E tuttavia, come soprattutto i sociologi hanno rilevato, la più recente - e forse più insidiosa - forma di globalizzazione apparsa nella storia dell'umanità coincide proprio con quella specie di comunità mondiale (il c.d. "villaggio globale") che l'avvento delle nuove tecnologie dell'informatica e della telematica hanno reso possibile5. Nel contesto generale cui si è fatto fin qui riferimento un ruolo fondamentale è, pertanto, sicuramente svolto dalla comunicazione e, quindi, dall'informazione che essa veicola. La comunicazione è il sistema mediante il quale la società si organizza, è il meccanismo con cui le relazioni umane si estendono e si sviluppano.

Procedendo dalla mera comunicazione "fisica" si sono via via elaborate forme di comunicazione complementari e complesse, funzionali allaPage 36 conservazione, all'organizzazione e allo sviluppo sociale. Tra queste un'importanza particolare deve attribuirsi all'informazione e alla comunicazione giuridica. Considerate nell'estensione e con l'incidenza con cui vanno attualmente configurandosi in ragione delle potenzialità continuamente crescenti degli strumenti informatici e telematici resi disponibili dall'evoluzione tecnologica, esse sono di per sé in grado di determinare un cambiamento fondamentale, anzi - potrebbe dirsi - una svolta epocale nella mentalità e nel comportamento dei cittadini, inducendo un ampliamento del patrimonio conoscitivo personale, ma, soprattutto, quell'allargamento di prospettive spazio-temporali e quel potenziamento di capacità critiche che costituiscono presupposto necessario alla comprensione e alla partecipazione nei processi decisionali.

@@1.2. La "interdipendenza mondiale complessa"

L'attualità dei diritti umani nell'era della c.d. "interdipendenza mondiale complessa" e della crisi strutturale della "governabilità" si presenta in maniera sempre più drammatica. Una intensa conflittualità e un senso di crescente insicurezza connotano tristemente la nostra epoca, a tutti i livelli e sotto diversi profili: dal...

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