Circolari

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leg
Arch. giur. circ. ass. e resp. 4/2018
LEGISLAZIONE E DOCUMENTAZIONE
pare sconveniente, anche in considerazione del fatto che nella
maggior parte dei casi trattati dalle Corti i danni risulterebbe-
ro contenuti in pochi giorni. Posto il limite massimo, si osserva
come di danno terminale non possa parlarsi, secondo gli inse-
gnamenti della Cassazione, se la morte sia stata immediata o sia
avvenuta a brevissima distanza di tempo. Occorre dunque che
tra lesioni e decesso intercorra comunque un lasso temporale
minimo non convenzionalmente individuabile -ma comunque ap-
prezzabile e tale da consentire la prova di una sofferenza psicolo-
gica (non istantanea né immediatamente consumatasi). Esperti
medici legali hanno del resto sostenuto la necessaria sussistenza
di un minimo decorso di tempo apprezzabile affinché la coscien-
za elabori e rappresenti il rischio di morte.
C) Coscienza: in nessun caso si tratta di danno in re ipsa,
occorrendo la comprovata percezione della fine imminente. La
consapevolezza della fine vita da parte della vittima è, dunque,
un presupposto necessario affinché possa esservi il risarcimento
del danno terminale, che non potrà dirsi esistente, ad esempio,
nel caso in cui nel tempo intercorso prima del decesso la vittima
stessa abbia versato in stato di incoscienza.
D) Intensità decrescente e metodo tabellare: pur nella ri-
badita difficoltà di individuare una “regola” che valga per tutte
le variegate fenomenologie di danno terminale, si è ritenuto di
porre quale criterio di base la regola, sostenuta dall’esperienza
medico legale, secondo la quale il danno tende a decrescere col
passare del tempo, dal momento che la massima sofferenza è per-
cepita nel periodo immediatamente successivo all’evento lesivo
per poi scemare nella fase successiva (lasciando spazio ad una
sorta di “adattamento” se non, addirittura, alla speranza di so-
pravvivere). Si propone dunque un metodo tabellare che assegni
a ciascun giorno di sofferenza, nei limiti del tetto di cento giorni
complessivi, un valore progressivamente - e convenzionalmen-
te - decrescente, sino ad agganciarsi, al centesimo giorno, alla
valutazione del danno biologico temporaneo ordinario. Ferma la
necessità di rigorosa prova del danno lucidamente patito in stato
di coscienza. Nulla impedisce, naturalmente, che a fronte di un
decorso particolarmente lungo, la percezione della fine interven-
ga in un momento successivo, e solo dal quel momento, dunque,
potrà sorgere il danno terminale (con relativa decorrenza della
tabella giornaliera di seguito proposta). L’Osservatorio propone
inoltre l’introduzione di un correttivo volto a consentire un’ade-
guata valorizzazione delle situazioni di eccezionale gravità, cor-
relate dallo straordinario sconvolgimento emotivo che sarebbe
derivato dall’evento dannoso (come, ad esempio, nei casi in cui
lo stesso presenti condizioni di particolare crudezza). Tali situa-
zioni accadono, normalmente, nell’immediatezza dell’evento (o,
comunque, subito dopo la prima -scioccante-percezione del pe-
ricolo di vita). Per tale motivo si è ritenuto di prevedere che nei
primi tre giorni di danno terminale il Giudice possa liquidare il
danno muovendosi liberamente secondo la propria valutazione
personalizzata ed equitativa, ma nel rispetto di un tetto massimo
convenzionalmente stabilito in 30.000,00 euro, non ulteriormen-
te personalizzabile.
E) Personalizzazione: a partire dal quarto giorno, la valu-
tazione giornaliera del danno sarà comunque personalizzabile,
in relazione alle circostanze del caso concreto e del particolare
sconvolgimento che risulti di volta in volta provato. Si propone
che tale personalizzazione non superi il limite del 50%, da rico-
noscersi quale maggiorazione dei valori puntualmente espressi
dall’applicazione della tabella di base.
F) Valori convenzionali: nell’individuazione del valore (come
detto: decrescente) del danno subito dal quarto al centesimo
giorno della tabella l’Osservatorio ha anche tenuto conto:
– in primo luogo dei parametri in uso presso la giurispruden-
za di merito. Parametri, tali ultimi, utili ma non particolarmente
indicativi proprio in considerazione dell’assoluta disomogeneità
dei dati;
– in secondo luogo dell’esigenza di contenere il danno -nel-
la sua massima espressione possibile -entro un valore che non
finisca per confondersi con quanto tal une recenti decisioni
giurisprudenziali hanno riconosciuto a titolo di danno da mor-
te immediata, oggi espressamente ripudiato dalla Cassazione.
Ciò premesso, il valore del quarto giorno è stato individuato in
1.000,00 euro, mentre la progressiva diminuzione giornaliera è
stata calcolata, con i necessari arrotondamenti, in modo tale da
giungere, alla fine del periodo, ad un valore (98,00 euro) pari a
quanto pro die stabilito dalla Tabella per il danno biologico tem-
poraneo standard (98.00euro). Il tutto, naturalmente, al netto
della eventuale personalizzazione che, come detto, l’Osservato-
rio propone entro il limite massimo del 50%.
(Si omettono le tabelle)

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