Corte di cassazione penale sez. II, 29 gennaio 2014, n. 3958 (ud. 18 dicembre 2013)

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giur
Rivista penale 3/2014
LEGITTIMITÀ
soggetti esclusivamente alla vigilanza del Ministero della
giustizia. Ciò comporta, ad esempio, la giurisdizione del
giudice amministrativo per l’impugnazione dei relativi atti
e provvedimenti (con riferimento ai dottori commercialisti,
ad esempio, Consiglio Stato, sez. III, n. 139 dell’11 giugno
2010; Consiglio di Stato, sez. VI, n. 4496 del 27 luglio 2011).
La disciplina di ordinamento è contenuta negli artt.
45-49 del D.P.R. 5 giugno 2001, n. 328 (Modifiche ed in-
tegrazioni della disciplina dei requisiti per l’ammissione
all’esame di Stato e delle relative prove per l’esercizio
di talune professioni, nonché della disciplina dei relativi
ordinamenti).
Di conseguenza può operare nel caso di specie la
scriminante della critica politica, - che nell’ambito della
polemica fra contrapposti schieramenti può tradursi in
valutazioni e commenti tipicamente “di parte”, cioè non
obiettivi, in particolare con riferimento a competizioni po-
litiche o sindacali, che giustificano l’adozione di toni aspri
e di disapprovazione, a condizione che la critica non tra-
smodi in attacco personale portato direttamente alla sfera
privata dell’offeso e non sconfini nella contumelia e nella
lesione della reputazione dell’avversario (sez. V, n. 4991
del 19 dicembre 2006 - dep. 7 febbraio 2007, Castrovinci
Grillo, Rv. 236321; sez. V, n. 31096 del 4 marzo 2009, Spartà,
Rv. 244811; sez. V, n. 37220 del 23 giugno 2010, Cazzoletti,
Rv. 248645).
5. La sentenza va conclusivamente annullata con rinvio
e gli atti devono essere trasmessi ad altra sezione della
Corte d’appello di Lecce, per nuova valutazione che tenga
conto dei principi affermati. (Omissis)
CORTE DI CASSAZIONE PENALE
SEZ. II, 29 GENNAIO 2014, N. 3958
(UD. 18 DICEMBRE 2013)
PRES. CRESCIENZO – EST. RAGO – P.M. VOLPE (DIFF.) – RIC. OLIVERI
Pena y Sospensione condizionale y Subordinazione
del beneficio y Risarcimento del danno y Obbligo di
restituzioni y Eliminazione delle conseguenze dan-
nose o pericolose del reato y Ambito di applicazione
y Fattispecie in tema di appropriazione indebita -
realizzata da un amministratore di condominio - di
somme di denaro e della documentazione contabile
ed amministrativa relativa ad un condominio y So-
spensione condizionale della pena subordinata alla
restituzione della documentazione e risarcimento
del danno.
. Le locuzioni “obbligo di restituzioni” e “risarcimento
del danno” di cui all’art. 165 comma 1 prima parte
c.p., si riferiscono al solo danno civilistico, sicchè,
indipendentemente dalla natura giuridica del reato
commesso, la sospensione condizionale della pena
può essere subordinata all’adempimento dei suddetti
obblighi, solo ed esclusivamente nelle ipotesi in cui
vi sia stata costituzione di parte civile e questa abbia
espressamente richiesto la condanna dell’imputato al
risarcimento del danno o alle restituzioni. Al contrario,
la locuzione “eliminazione delle conseguenze dannose
o pericolose del reato” di cui all’art. 165 comma 1 se-
conda parte c.p., si riferisce al danno criminale sicchè
la sospensione condizionale della pena può essere su-
bordinata all’adempimento del suddetto obbligo anche
ove non vi sia costituzione di parte civile, e sempre che
si tratti di reati permanenti ancora in fieri al momento
della decisione o di reati, che benchè cessati, abbiano
provocato un danno criminale che continua a perpe-
tuarsi anche dopo la consumazione e che l’imputato
ha la possibilità di eliminare. (Fattispecie in tema di
appropriazione indebita – realizzata da un ammini-
stratore di condominio – di somme di denaro e della
documentazione contabile ed amministrativa relativa
ad un condominio). (Mass. Redaz.) (c.p., art. 163; c.p.,
art. 164; c.p., art. 165) (1)
(1) In ordine all’applicazione del beneficio della sospensione condi-
zionale della pena, si veda Cass. pen., sez. III, 1 luglio 2013, Farina, in
questa Rivista 2014, 225 e Cass. pen., sez. III, 29 luglio 2013, Natalizi,
in Ius&Lex dvd n. 2/2014 ed. La Tribuna. Sul tema della responsabili-
tà dell’amministratore per il reato di appropriazione indebita, si veda
Cass. pen., sez. VI, 5 ottobre 2011, P.G. in proc. G.C., in Arch. loc. e
cond. 2011, 785.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO E MOTIVI DELLA DECISIONE
1. Con sentenza del 20 febbraio 2013, la Corte di Appel-
lo di Milano confermava la sentenza con la quale, in data
3 ottobre 2008, il giudice monocratico del Tribunale della
medesima città aveva dichiarato Oliveri Guido colpevole,
nella sua qualità di amministratore del condominio sito
in Milano via Barelli n. 3, dell’appropriazione indebita
di somme di denaro e della documentazione contabile
ed amministrativa relativa al condominio, lo aveva con-
dannato alla pena di mesi sei di reclusione ed € 400,00
di multa ed aveva concesso il beneficio della sospensione
condizionale della pena subordinandolo «alla restituzione
dei documenti e delle somme di cui all’imputazione non-
chè al risarcimento del danno».
2. Avverso la suddetta sentenza, l’imputato, a mezzo
del proprio difensore, ha proposto ricorso per cassazione
deducendo violazione dell’art. 165 c.p. per avere la Corte
confermato la sentenza nella parte in cui aveva subordi-
nato la sospensione condizionale della pena alla restitu-
zione della documentazione ed al risarcimento del danno,
nonostante né il Condominio né alcun condomino si fosse
costituito parte civile, né fosse stata documentata alcuna
causa civile di risarcimento.
3. Il ricorso è fondato.
4. Va premesso che, in punto di fatto, la doglianza del
ricorrente trova riscontro negli atti processuali in quanto,
in effetti, non risulta che il Condominio o singoli condomi-
ni, si siano mai costituiti parte civile.
La Corte territoriale, avanti alla quale la medesima
censura era stata dedotta, l’ha respinta rilevando che l’im-
putato non aveva «versato al condominio alcuna somma
di denaro per ripianare l’ammanco da lui causato. Re-
stituendo parte della documentazione di pertinenza del
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