Corte di cassazione penale sez. V, 20 febbraio 2013, n. 8365 (ud. 18 gennaio 2013)

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giur
Arch. nuova proc. pen. 6/2013
LEGITTIMITÀ
conformare la valutazione inerente all’affermazione di re-
sponsabilità dell’imputato, è opportuno evidenziare che,
al di là dell’icastica espressione, mutuata dal diritto an-
glosassone, ne costituiscono fondamento il principio costi-
tuzionale della presunzione di innocenza e la cultura della
prova e della sua valutazione, di cui è permeato il nostro
sistema processuale. Si è, in proposito, esattamente os-
servato che detta espressione ha una funzione meramente
descrittiva più che sostanziale, giacché, in precedenza, il
“ragionevole dubbio” sulla colpevolezza dell’imputato ne
comportava pur sempre il proscioglimento a norma del-
l’art. 530 c.p.p., comma 2, sicché non si è in presenza di un
diverso e più rigoroso criterio di valutazione della prova
rispetto a quello precedentemente adottato dal codice di
rito, ma è stato ribadito il principio, immanente nel no-
stro ordinamento costituzionale ed ordinario, secondo cui
la condanna è possibile soltanto quando vi sia la certezza
processuale assoluta della responsabilità dell’imputato
(cfr. Cass. pen., sez. II, n. 19575 del 21 aprile 2006, Serino
ed altro, rv. 233785; sez. II, n. 16357 del 2 aprile 2008, Cri-
siglione, rv. 239795).
1.7. Alla luce di queste necessarie premesse va esami-
nato l’odierno ricorso.
2. Come agevolmente desumibile ex actis, il ricorrente
non aveva formulato con l’atto di appello alcuna doglianza
in ordine alla qualificazione giuridica dei fatti accertati,
proponendo la questione per la prima volta in questa
sede.
Ciò premesso, questa Corte Suprema ha già sostenuto
che la questione inerente alla qualificazione giuridica del
reato, rientrando tra quelle previste dall’art. 609 c.p.p.,
comma 2, ben potrebbe essere introdotta per la prima
volta in sede di legittimità, sempre che non necessiti di
accertamenti in punto di fatto (Cass. pen., sez. II, n. 45583
del 15 novembre 2005, De Juli, rv. 232773).
Nel caso di specie, la doglianza formulata dal ricorrente
richiederebbe di necessità ulteriori accertamenti in punto
di fatto.
2.1. Deve aggiungersi, per completezza, che il ricorso
si limita a contestare genericamente la motivazione po-
sta - quale necessaria premessa inerente all’accertamento
del fatto contestato - a fondamento dell’opzione per detta
qualificazione giuridica (cfr. f. 2 della motivazione dell’im-
pugnata sentenza), senza confrontarsi apprezzabilmente
con le ragioni del convincimento espresso dalla Corte
d’appello.
2.2. Deve, infine, aggiungersi che, nella qualificazione
dei fatti accertati, la Corte di appello si è correttamente
attenuta all’orientamento di questa Corte Suprema, a pa-
rere della quale integra il delitto di truffa, per la presenza
di raggiri finalizzati ad evitare il pagamento del pedaggio,
la condotta di chi transita con l’autovettura attraverso il
varco autostradale riservato ai possessori di tessera VIA-
CARD, pur essendo sprovvisto di detta tessera (Sez. II, n.
26289 del 18 maggio 2007, Piccoli, rv. 237150).
3. Non può porsi in questa sede la questione della de-
claratoria della prescrizione (decennale) eventualmente
maturata dopo la sentenza d’appello, in considerazione
della inammissibilità del ricorso: la giurisprudenza di
questa Corte Suprema ha, infatti, più volte chiarito che
“l’inammissibilità del ricorso per cassazione (...) non con-
sente il formarsi di un valido rapporto di impugnazione e
preclude, pertanto, la possibilità di rilevare e dichiarare
le cause di non punibilità a norma dell’art. 129 cod. proc.
pen.” (Cass. pen., Sez. un., 22 novembre 2000, n. 32, De
Luca, rv. 217266: nella specie la prescrizione del reato ma-
turata successivamente alla sentenza impugnata con il ri-
corso; conformi, Sez. un., 2 marzo 2005, n. 23428, Bracale,
rv. 231164, e Sez. un., 28 febbraio 2008, n. 19601, Niccoli,
rv. 239400).
4. La declaratoria di inammissibilità totale del ricorso
comporta, ai sensi dell’art. 616 c.p.p., la condanna del ri-
corrente al pagamento delle spese processuali, anche in
favore della parte civile costituita (che si liquidano come
da dispositivo), nonché - apparendo evidente che egli ha
proposto il ricorso determinando la causa di inammissibi-
lità per colpa (Corte cost., 13 giugno 2000 n. 186) e tenuto
conto della rilevante entità di detta colpa - della somma di
Euro mille in favore della Cassa delle Ammende a titolo di
sanzione pecuniaria. (Omissis)
CORTE DI CASSAZIONE PENALE
SEZ. V, 20 FEBBRAIO 2013, N. 8365
(UD. 18 GENNAIO 2013)
PRES. MARASCA – EST. PALLA – P.M. GAETA (DIFF.) – RIC. GIRASOLE ED ALTRI
Prova penale y Intercettazioni di conversazioni o
comunicazioni y Comunicazioni tra presenti y Luogo
di privata dimora y Abitacolo di un autoveicolo y
Esclusione.
. In tema di intercettazioni ambientali, l’abitacolo di un
autoveicolo non può essere considerato luogo di privata
dimora, sì che, in tal caso, non può trovare applicazione
il disposto di cui all’art. 266, comma secondo, c.p.p..
(c.p.p., art. 266; c.p.p., art. 267; c.p.p., art. 271) (1)
(1) In senso conforme si vedano Cass. pen., sez. I, 31 marzo 2009,
Morabito, in Arch. giur. circ. 2010, 346; Cass. pen., sez. I, 5 agosto
2008, Sapone e altri, ivi 2009, 854; Cass. pen., sez. VI, 14 gennaio
2003, Basilari, in Ius&Lex dvd n. 5/13, ed. La Tribuna e Cass. pen.,
sez. I, 17 febbraio 1996, Porcaro, in Arch. giur. circ. 1996, 745. In
senso difforme dal principio espresso in massima, si veda Cass. pen.,
sez. II, 10 giugno 1998, Zagaria, in Ius&Lex dvd n. 5/13, ed. La Tribuna
che ricomprende nel concetto di privata dimora anche l’abitacolo di
una autovettura, in quanto luogo idoneo a proteggere la vita privata,
legittimando quindi le intercettazioni di conversazioni che possano
avvenire al suo interno, nel caso in cui vi sia il fondato sospetto del-
l’esigenza di tutelare interessi di carattere generale.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO E MOTIVI DELLA DECISIONE
Girasole Stefano, Quinci Rosario, Rizzo Vittorio, Cardi-
nale Domenico e Quinci Vito Rosario ricorrono avverso la
sentenza 22 giugno 2011 della Corte di appello di Palermo
con la quale, in parziale riforma di quella in data 24 lu-
glio 2009 del locale g.u.p., è stata rideterminata la pena
per Girasole, previa concessione di attenuanti generiche,

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