Capitolo settimo. Banche dati e sistemi informativi giuridici

Autore:Mario Ragona
Pagine:245-292
RIEPILOGO

1. L'informatica e la documentazione giuridica - 2. Gli strumenti tradizionali dell'informazione giuridica - 2.1. La legge - 2.2. La giurisprudenza - 2.3. La dottrina - 3. Le banche dati e i sistemi informativi - 4. Le banche dati on-line 4.1. La Corte Suprema di Cassazione - 4.2. La Camera dei Deputati - 4.3. Il Senato della Repubblica - 4.4. L'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato - 4.5.... (visualizza il riepilogo completo)

 
ESTRATTO GRATUITO

Page 247

@1. L'informatica e la documentazione giuridica

Da diversi anni ormai si assiste ad una proliferazione abnorme di produzione giuridica, per cui tende a vuotarsi di significato il brocardo latino ignorantia legis non excusat che si era reso necessario per motivi pratici e di tecnica giuridica1. Il principio ivi affermato, se da un lato conserva la sua opportuna insopprimibilità, dall'altro diventa sempre più inaccettabile nella misura in cui non sia accompagnato da uno sforzo diretto a favorire maggiormente e, di conseguenza, ad aumentare le possibilità di conoscenza dei dati giuridici.

L'informazione, intesa nel senso più ampio di qualsiasi supporto contenente elementi informativi, è legata in maniera indissolubile al concetto di comunicazione: l'informazione, infatti, come ha un produttore, così ha un destinatario, a cui è rivolta la conoscenza dei dati ivi contenuti. Se quanto appena detto è vero in generale, è ancor più vero per l'informazione giuridica in particolare; alcuni dati giuridici, come le leggi, devono essere portati a conoscenza dei destinatari (i cittadini che le devono osservare) nelle forme previste, cioè tramite la pubblicazione su un periodico stampato dall'istituzione preposta alla comunicazione pubblica: la «Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana» stampata dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.

Page 248

Non è questa la sede per affrontare l'argomento dell'efficacia della c.d. pubblicità legale, cioè della concreta capacità di questo canale di diffusione di portare ad effettiva conoscenza l'informazione giuridica; comunque, è indubbio che la cognizione ufficiale dei dati giuridici più importanti è ancora demandata principalmente allo strumento tradizionale della carta stampata2.

Parrebbe quindi ignorata da parte dello Stato la rivoluzione, da qualcuno definita epocale, portata dalle nuove tecnologie dell'informazione e segnatamente dall'informatica e dalla telematica ai fini sempre della trasmissione di certezze legali. Si devono invece registrare alcune novità sia sul fronte normativo che su quello della conoscibilità: per il primo aspetto intendiamo riferirci al valore legale riconosciuto al documento elettronico dall'art. 15 della legge 59/19973, che porta come conseguenza il superamento del monopolio della forma scritta su carta come unica rappresentazione formale di un atto giuridico. Sul piano della conoscenza, è da citare l'iniziativa denominata Leggigratis, presa da alcuni editori telematici, diretta a sollecitare l'utilizzo della rete Internet da parte delle istituzioni pubbliche per diffondere gratuitamente i testi normativi e tutte le altre informazioni giuridiche4.

Tornando al diritto e alla sua diffusione, occorre dire che di solito la carta, o meglio la pubblicazione a stampa, è il mezzo più comune per trasmettere la conoscenza dei vari dati d'interesse giuridico agli utilizzatori finali, in primo luogo i diversi operatori del diritto, ma più in generale chiunque abbia un bisogno informativo di origine legale. Il dato giuridico, nella sua tradizionale tripartizione in legge, giurisprudenza e dottrina, viene diffuso tramite particolari veicoli cartacei che possono variare a seconda della diversa tipologia di fonte: le disposizioni normative sono pubblicate in gazzette e bollettini ufficiali oppure inserite in raccolte pubbliche o private, in codici o repertori a stampa; i provvedimenti giurisdizionali dei giudici sono contenuti in repertori o massimari; la letteratura giuridica è diffusa tramite bibliografie e riviste specializzate. Per reperire le informazioni, questi strumenti sonoPage 249 dotati di indici di varia natura, organizzati secondo criteri consolidati e perfezionati da un lungo utilizzo: indici sistematici, per soggetto, per autore, cronologici, per fonti normative e giurisprudenziali, e così via5.

Lo strumento cartaceo è stato in pratica, fino a circa trent'anni fa, l'unico mezzo di conoscenza del diritto; l'aumento esponenziale della produzione dei testi ha messo però in crisi l'informazione d'interesse giuridico, nel senso che il moltiplicarsi dei rapporti dovuto alla crescita di complessità della società moderna e la corrispondente dilatazione delle conoscenze necessarie per affrontare qualsiasi problema di natura legale, hanno reso non facilmente dominabile questo settore con gli strumenti consueti.

Ecco quindi che alla fine degli anni Sessanta si è pensato che le nuove metodologie messe a disposizione dall'informatica potessero contribuire a risolvere - o per lo meno ad attenuare - un fenomeno che stava assumendo proporzioni preoccupanti. È superfluo ricordare l'assunto che troppa informazione equivale a nessuna informazione, per capire che con la documentazione tradizionale su carta diventava sempre più difficile dominare l'enorme mole di dati proveniente dai vari produttori giuridici. Si comincia a parlare di documentazione automatica, o meglio d'informatica giuridica documentaria, per affrontare con metodi nuovi il problema di gestire la conoscenza giuridica6.

Utilizzando le particolari tecniche proprie dell'informatica, i dati vengono raccolti e conservati su supporti magnetici; con appositi programmi (Information Retrieval Systems) è possibile poi reperire i documenti memorizzati nelle c.d. banche dati, avvalendosi di interfacce amichevoli che guidano la formulazione della domanda.

Alcune differenze sono evidenti tra una raccolta di dati cartacea e una informatica: ad esempio, mentre una raccolta a stampa di leggi riempie ormai diverse scaffalature lunghe molti metri lineari, la corrispondente versione su CD-Rom occupa lo spazio dei pochi centimetri di un disco compatto (per non parlare della versione telematica che non occupa spazio alcuno!); l'utente tradizionale poi deve consultare i dati nello stesso luogo dove si trovano gli strumenti cartacei, cosa che invece non è necessaria per l'utente in-Page 250formatico che, grazie ai collegamenti telematici, può trovarsi in un luogo diverso rispetto a quello dove risiede fisicamente la banca dati.

Ma la vera novità sta nelle possibilità offerte dalla ricerca automatica. Per ricercare i dati sugli strumenti cartacei l'unica modalità è quella di scorrere un indice organizzato sulla base di un solo elemento informativo (il cognome di un autore, la data e il numero di una legge, il descrittore di un soggettario, ecc.).

Nella ricerca informatizzata invece tutti i dati memorizzati possono costituire a loro volta una chiave di accesso ai documenti raccolti nell'archivio elettronico (si parla di indicizzazione a full-text) e, in più, i singoli elementi di ricerca - come è già stato osservato7 - possono essere variamente combinati tra loro con l'ausilio di opportuni operatori logici (AND, OR, NOT), che consentono di soddisfare il bisogno informativo nel modo più mirato possibile. L'utente è quindi libero di scegliere i dati di ricerca e, conseguentemente, di formulare la domanda senza essere vincolato a indici prefissati dal curatore della raccolta e quindi limitati nel numero8.

Anche non conoscendo nella sua completezza il dato da ricercare è possibile interrogare la banca dati utilizzando le tecniche di mascheramento e/o troncamento, che permettono d'indicare solo la parte conosciuta di una parola o di un numero, e consentono quindi d'iniziare comunque la ricerca.

I sistemi informatici di reperimento, per migliorare le loro prestazioni, offrono spesso strumenti linguistici/semantici e sistematici (ad esempio, thesauri, classificazioni) per attenuare gli opposti fenomeni del silenzio e del rumore, ambedue dannosi ai fini di soddisfare le necessità informative.

Da quanto sin qui detto, si potrebbe ricavare una certa supremazia degli strumenti informatici rispetto a quelli tradizionali. Agli indubbi vantaggi dei nuovi metodi di ricerca delle informazioni, si devono però contrapporre motivi di varia natura che rendono i supporti cartacei strumenti ancora validi di ricerca giuridica, i quali possono, anzi devono, coesistere perché assolvono ad esigenze diverse e complementari.

Page 251

Se i motivi di ordine economico tendono ad avere sempre meno rilevanza (i costi informatici seguono una curva discendente, com'è consueto in questo settore), sia sufficiente ricordare quelli di ordine psicologico (nonostante la presenza ormai massiccia dell'informatica nella nostra società persiste ancora, da parte del giurista, un certo atteggiamento di diffidenza nei confronti di tutto ciò che è nuovo) e, forse più importanti, quelli di ordine culturale (ancora oggi, tranne poche lodevoli eccezioni, l'informatica giuridica non rientra tra gli insegnamenti ufficiali delle facoltà di giurisprudenza dell'Università italiana).

Veniamo ora ad illustrare i principali strumenti di ricerca dell'informazione giuridica: s'inizierà con quelli tradizionali per passare ai sistemi informatico-documentari, distinguendo tra banche dati on-line, cioè consultabili per via telematica, e banche dati su CD-Rom (chiamate anche off-line). Da ultimo verranno presentati gli strumenti per la ricerca delle informazioni legali in Internet, l'evento che ha cambiato fortemente lo scenario dell'informatica giuridica documentaria in questi ultimi anni.

La Rete, infatti, comincia a diffondersi in Italia a metà degli anni Novanta, dopo una fase iniziale circoscritta agli ambienti accademici che risale a 7/8 anni prima. Oggi l'enorme e, per certi aspetti, sorprendente sviluppo di Internet porta con sé risvolti che vede il diritto protagonista sia dal punto di vista dei nuovi riflessi giuridici derivanti dall'uso della Rete9 sia come nuovi strumenti per la ricerca dei materiali giuridici.

@2. Gli strumenti tradizionali dell'informazione giuridica

L'informazione giuridica è costituita fondamentalmente da tre elementi principali: i dati normativi, quelli giurisprudenziali e dottrinali. Accanto a questi esistono altri dati che assumono una certa rilevanza, come gli atti amministrativi (circolari, direttive, comunicati, ecc.); ma...

Per continuare a leggere

RICHIEDI UNA PROVA