Uno strumento avanzato di informazione giuridica realizzato presso il CNR L'applicazione del sistema STAIRS all'archivio « Dottrina e dibattito giuridico »

Autore:Inghirami Jannucci/Magona Pierlugi Spinosa/Taddei Elmi
Carica:Ricercatori presso l'Istituto per la documentazione giuridica del CNR di'Firenze.
Pagine:77-112
RIEPILOGO

1; L'archivio «Dottrina e dibattito giuridico». - 2. Indicizzazione e classificazione delle informazioni, - 3. Costruzione del data base ]URE; 3.1. Analisi e strutturazione del documento; 3.2. Elaborazione dei dati e generazione del data base. - 4. Interrogazione del data base; 4.1. Principi, funzioni, operatori; 4.2, Ricerca concettuale. - Appendice À: 'Godifiche alfabetiche relative alle... (visualizza il riepilogo completo)

 
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    I disegni del presente articolo sono -stati realizzati da Marco Falornì, assistente presso l'Istituto per la documentazione giuridica del CNR di Firenze,

@1. L'archivio «Dottrina e dibattito giuridico»

Presso Fisti tute per la documentazione giuridica (IDG) del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Firenze.è in corso, dagli, inizi del 1976, una ricerca che ha per oggetto l'applicazione del sistema di memorizzazione e reperimento automatico delle informazioni STÀIRS/AQUARIUS a un archivio di dati giuridici1 che l'Istituto stesso, come compito istituzionale, provvede a incrementare2.

L'archivio è costituito da informazioni -(riassunti di articoli) relative alla dottrina giuridica e al dibattito politico-giuridico de jure condendo, trat-Page 78 te da riviste specializzate e dalla- stampa d'opinione (quotidiani,-settimanali, ecc). . ' . . .

Per la raccolta dei dati l'Istituto si avvale- della collaborazione di tredicicentri, i quali spogliano, sulla base di precisi criteri di selezione, a-partire dalla data di pubblicazione del 1970 3, 'circa 400 periodici relativi alle varie branche del diritto e alla problematica filolofica, sociologica e politica ad esso connessa, nonché alla storia del diritto4.

I centri di spoglio, utilizzando uno speciale modulo meccanografico e seguendo particolari regole5, forniscono all'Istituto per ciaseun articolo selezionato le seguenti informazioni:

1) elementi identificatori del documento; centro di spoglio, -anno di produzione, numero progressivo;

2) riferimenti bibliografici e altri dati affini: titolo della rivista in forma codificata, codice di frequenza, serie, annata, volume, data di pubblicazione, fascicolo, parte, paginazione, codice del tipo di documento, codice della lingua, codice dell'apparato bibliografico o. illustrativo, ecc;

3) cognome e nome dell'autore (o del curatore) dell'articolo;

4) titolo dell'articolo ed eventuali informazioni integrative6;

5) traduzione del titolo qualora sia in lingua straniera;

6) codici alfanumerici attribuiti al documento per classificarlo, tratti da schemi di classificazione redatti a cura dell'Istituto (vedi più ampiamente il paragrafo seguente);

7) indicazione facoltativa dello scopo dell'articolo, quale risulta dal testo oggettivamente inteso-, e della metodologia seguita dall'autore nella redazione dello scritto;

8) riassunto o abstract. Di fronte all'alternativa di memorizzare da un lato il testo integrale dell'articolo, operazione assai lunga e costosa, dall'altro i semplici riferimenti bibliografici, è parso sufficiente, data la partico-Page 79lare'natura del materiale documentato, limitarsi ad archiviare una- sintetica descrizione del contenuto delPartkolo mediante riassunto, 11 riassunto o abstract deve avere i seguenti requisiti:

  1. chiarezza: deve essere chiaro sia sotto l'aspetto logico che sotto quello sintattico, in modo da risultare agevolmente comprensibile;

  2. autenticità: deve essere oggettivo^ e' fedele rispetto al contenuto dell'articolo e non. presentare interpretazioni o valutazioni soggettive;

  3. quantità: deve offrire una quantità di informazione tale da risultare non solo indicativo del contenuto dell'articolo, ma informativo: deve servire cioè non soltanto a orientare il lettore sull'opportunità o meno di consultare il documento originale» ma anche a informarlo sufficientemente e autonomamente sul contenuto del documento stesso; d) rilevanza: deve avere una rilevanza pratica per la soluzione .dei conflitti di interesse (e. d. decisionalità àt\Vabstract). È opportuno, nel riassunto, dare la preferenza alle prese di posizione pratiche dell'autore piuttosto che ai suoi contributi teorico-dogmatici7;

    9) fonti giuridiche utilizzate nell'articolo. Per raggiungere la massima uniformità' nella citazione delle fonti sono state. previste precise regoles ed è stata redatta una tabella delle8abbreviazioni e delle sigle da usare9;

    10) altri dati di importanza gestionale.

    Il materiale documentario raccolto, selezionato -e strutturato viene trasportato su supporti leggibili da una unità di lettura di un elaboratore, cioè su schede perforate o nastri magnetici. I' dati, una' volta trasportati su tali supporti, vengono letti dall'elaboratore, e registrati su una parte della sua memoria ausiliaria, costituendo un archivio magnetico- esattamente identico all'archivio cartaceo 10.Page 80

    Esempio di documento archiviato su nastro magnetico

    [GRAFICA NON È INCLUSA]Page 81

    [GRAFICA NON È INCLUSA]

    FIG. 1Page 82

    @2. Indicizzazione e classificazione delle informazioni

    Le informazioni, una volta caricate su nastro magnetico» sono pronte per subire elaborazioni di qualsiasì genere. Qualora si voglia utilizzare l'archivio a certi fini documentar!, è" necessario rendere reperibili i dati contenuti nell'archivio stesso in funzione dei fini da realizzare.

    Tenuto conto del tipo di informazioni '(riassunti di articoli di dottrina giuridica), del tipo di utenti (operatori del diritto) e delle Utilities offerte' da un elaboratore elettronico, si tratterà di costruire un sistema che consenta di interrogare automaticamente l'archivio e di ottenere risposte esaurienti e pertinenti. Si dovrà in altri termini preparare una serie di programmi che descrivano e strutturino i dati - contenuti nell'archivio e che li organizzino nella memoria in -modo tale'da renderli facilmente e utilmente ricercabili. . . \

    Si tratta, grosso modo, di riprodurre nella memoria dell'elaboratore la struttura di una biblioteca tradizionale e di creare gli strumenti adatti a ricercare le informazioni, appunto come in un archivio tradizionalmente organizzato. Elementi essenziali di ogni archivio sono da un . lato la massa documentaria, cioè l'insieme fisico dei testi, volumi, ecc. collocati in un certo ordine, dall'altro una serie di strumenti atti a far ritrovare le unità documentarie (ad esempio indici a soggetto, per autore, ecc). "

    Nella memoria dell'elaboratore si deve quindi riprodurre automaticamente sia l'archivio contenente l'insieme dei testi (documenti) sia una serie di indici che opportunamente li richiamino. Tale attività di collocazione e organizzazione dei dati secondo criteri opportuni si realizza mediante programmi scritti ad hoc o programmi si andari s (software fornito direttamente dalle case costruttrici di elaboratori elettronici) o entrambi contemporaneamente.

    Il problema che si pone a questo punto è quello di stabilire quale natura e struttura debbano avere gli indici che permetteranno di reperire i documenti. Si può utilizzare, in primis, un indice per materia o per soggetto di tipo tradizionale, nel quale trovano collocazione una serie di termini significativi, ognuno dei -quali individua nn certo argomento o un certo istituto giuridico. In tal caso- da ciascuno di questi termini, mediante una serie di rinvü automatici, si potrà risalire a tutti i documenti che trattano quel tema. Ciò presuppone naturalmente che ciascun documento sia stato classificato o indicizzato sotto quel termine -nella fase precedente alla sua registrazione. Tale tecnica, diretta a creare un indice costituito esclusivamente dalle parole significative con -cui è stato classificato il documento, viene detta indicizzazione a parole-chiave o a linguaggio documentario o artificiale,Page 83

    Le enormi possibilità offerte dall'elaboratore, in particolare la capacità di contenere in spazi minimi e di consultare in tempi minimi milioni di dati, 'hanno aperto la strada ad altre metodologie nel campo dell'indicizzazione. Si è cioè osservato che è possibile, con costi limitati, creare indici magnetici, più vasti degli indici di parole-chiave, contenenti, al limite, anche tutte le parole presenti in una serie di testi, in modo che ciascuna parola costituisca autonoma chiave di accesso al testo stesso. Tale nuova tecnica è chiamata indicizzazione .a full text. o. a free text o a linguaggio naturale.

    Ciascuno dei due sistemi presenta dei vantaggi, ma anche degli inconvenienti e proprio per superare tali inconvenienti sono stati realizzati sistemi intermedi che utilizzano linguaggi cosiddetti misti.

    Si possono individuare tre tipi di sistemi informativi:

    1) sistemi a linguaggio naturale o a full iext o a thesaurus negativo che si suddistinguono 11:

  4. sistemi a linguaggio naturale puro o di primo grado (linguaggio dell'autore); -

  5. sistemi a linguaggio naturale corretto o di secondo grado (linguaggio dell'abstract);

    2) sistemi a linguaggio misto distinti in:

  6. sistemi a linguaggio naturale puro + linguaggio documentario;

  7. sistemi a linguaggio- naturale corretto + linguaggio documentario;

    3) sistemi a linguaggio documentario o a thesaurus positivo n.

    Per. la memorizzazione dei documenti dell'archivio « Dottrina e dibattito giuridico » è stata adottata la tecnica dell'indicizzazione a full iexi dei'riassunti degli articoli. Accanto a tale tecnica, quale correttivo per ovviare all'estrema varietà e ambiguità del linguaggio naturale, è stata tuttavia utilizzata anche la tecnica tradizionale della classificazione sistematica. Le parole-chiave vengono tratte da uno schema strutturato secondo i criteri della classificazione decimale universale (CDTJ). Nell'ambito dell'universo giuridico sono stati individuati i principali rami del-diritto, per ciascuno di essi i concetti fondamentali, all'interno di questi le nozioni più rilevanti e cosi via, secondo criteri gerarchici che procedono dal generale al particolare, fino a livelli di soddisfacente specificità; ai fini della classificazione in esame si è ritenuto sufficiente fermarsi al sesto livello di specificazione. Ogni- concetto così- individuato è stato contraddistinto da un codice composto da una parte alfabetica (D per il diritto positivo, F per la filosofia del diritto, S per la storia del diritto) e da una parte numerica (da una a sei cifre) che ripete la struttura...

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