Autorimesse e posti-auto condominiali

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Arch. loc. e cond. 2/2013
Rassegna
di giurisprudenza
Autorimesse e posti-auto
condominiali
SOMMARIO
a. Atti osceni. b. Autorimessa sotterranea. c. Box. d. Cancelli.
e. Controversie. f. Destinazione di un locale a garage. g. Dif-
ficoltà di manovra. h. Diritto di parcheggio nell’autorimessa
comune. i. Furto. j. In area comune alberata. k. Parcheggio a
pagamento. l. Sosta su spazio destinato al libero accesso al
pubblico. m. Strisce di vernice. n. Superficie convenzionale. o.
Tetto a copertura delle autorimesse. p. Trasformazione del-
l’area di parcheggio. q. Uso del cortile. r. Uso del parcheggio.
s. Vincolo di destinazione. t. Violenza privata.
a. Atti osceni
Gli atti osceni messi in atto in una autorimessa condominiale
si intendono commessi in luogo aperto al pubblico anche se
l’accesso è consentito ad una determinata categoria di terze
persone. * Cass. pen., sez. IV, 10 ottobre 1989.
b. Autorimessa sotterranea
A norma dell’art. 9, comma 3, della L. 24 marzo 1989, n. 122,
i condomini possono deliberare - con la maggioranza di cui al-
l’art. 1136, secondo comma, c.c. - la realizzazione di parcheggi
pertinenziali nel sottosuolo di edifici condominiali, anche in nu-
mero inferiore a quello della totalità dei componenti, essendo i
dissenzienti tenuti a rispettare la sottrazione dell’uso dell’area
comune a seguito della destinazione a parcheggio. Tuttavia, poi-
ché il citato art. 9, comma 3, fa salvo il contenuto degli artt. 1120,
secondo comma, e 1121, terzo comma, c.c., detta sottrazione è
consentita solo se è assicurata anche ai condomini dissenzienti
la possibilità di realizzare, in futuro, nella zona comune rimasta
libera, un analogo parcheggio pertinenziale della propria unità
immobiliare di proprietà esclusiva, in modo da garantire a tutti
il godimento del sottosuolo secondo la sua normale destinazio-
ne. * Cass. civ., sez. II, 18 settembre 2009, n. 20254 , Lanza ed
altri c. Cond. Via Kant Milano ed altri [RV609631]
In tema di condominio di edifici, costituisce innovazione
vietata ai sensi del secondo comma dell’art. 1120 cod. civ. (e,
pertanto, deve essere approvata dalla unanimità dei condo-
mini), la costruzione di autorimesse nel sottosuolo del cortile
comune, in quanto comporta il mutamento di destinazione del
sottosuolo da sostegno delle aree transitabili e delle aree verdi
a spazio utilizzato per il ricovero di automezzi (con conseguente
modifica di destinazione anche dell’area scoperta soprastante
a copertura di locali sotterranei) e determina una situazione
di permanente esclusione di ogni altro condomino dall’uso e
dal godimento di ciascuna autorimessa sotterranea, assegnata
ai singoli condomini, ancorché rimasta di proprietà comune. *
Cass. civ., sez. II, 14 dicembre 1988, n. 6817, Cond. Collignon c.
Cavallini
Il locale autorimessa, anche se situato entro il perimetro
dell’edificio condominiale (nella specie, nel seminterrato), non
può ritenersi incluso tra le «parti comuni dell’edificio» indicate
dall’art. 1117 c.c., neppure sotto l’aspetto di «parte dell’edificio
necessaria all’uso comune», così che, da un canto, il condomi-
nio non può giovarsi della relativa presunzione al fine di pre-
tendere il contributo di ogni condomino alle relative spese di
manutenzione e dall’altro, sul condomino che adduca di non
essere tenuto a tale contributo (per non essere comproprietario
del locale) non incombe l’onere della relativa prova negativa. Al
fine di accertare la esistenza, o meno, dell’obbligo del singolo
condomino di sostenere, in misura proporzionale, le spese di
manutenzione del detto locale occorre, pertanto, la prova po-
sitiva dell’appartenenza di esso in proprietà comune, determi-
nante essendo, al fine anzidetto, l’esame dei titoli di acquisto
dei singoli comproprietari dell’immobile. * Cass. civ., sez. II, 22
ottobre 1997, n. 10371, Condominio La Torre in Chiaravalle c.
Chiappa, in questa Rivista 1998, 47. [RV509109]
La modifica delle modalità d’esercizio del possesso da par-
te di uno dei comproprietari di un bene immobile integra una
turbativa dei condomini dissenzienti ai fini dell’azione di ma-
nutenzione, senza che possa utilmente opporsi l’eccezione feci
sed iure feci quando la modifica operata sia in contrasto con
l’esercizio attuale e limiti i poteri corrispondenti ai diritti spet-
tanti sulla cosa comune. Pertanto, allorquando la cosa comune
sia costituita da un piano cantinato destinato ad autorimessa,
commette molestia il condomino che ne immuti lo stato di fatto
alterando precedenti facoltà di utilizzazione da parte degli altri,
quanto a percorrenza areazione, illuminazione, facilità di ma-
novra (nella specie: chiudendo a muratura lo spazio assegnato
per il parcheggio). * Cass. civ., sez. II, 15 maggio 1998, n. 4909,
Abrum Rodica c. Cannata
c. Box
Il condomino che abbia acquistato in proprietà esclusiva lo
spazio destinato al parcheggio di un autoveicolo, ancorché sito
nel locale adibito ad autorimessa comune del condominio, ha
facoltà a norma dell’art. 841 c.c. di recintarlo anche con la strut-
tura di un cosiddetto «box», sempre che non gliene facciano
divieto l’atto di acquisto o il regolamento condominiale avente
efficacia contrattuale e non derivi un danno alle parti comuni
dell’edificio ovvero una limitazione al godimento delle parti
comuni dell’autorimessa. * Cass. civ., sez. II, 25 maggio 1991,
n. 5933
Negli edifici condominiali il diritto al box non sorge in ogni
caso, così come lo spazio per il parcheggio, ai sensi delle leggi
n. 765 del 1967 e n. 47 del 1985, perché il rapporto tra l’apparta-
mento e l’accessorio de quo postula che il venditore abbia de-
stinato determinati spazi al ricovero o al parcheggio di vetture
nei limiti stabiliti dalla legge come condizione della legittimità
della licenza o concessione edilizia per la realizzazione dell’edi-
ficio condominiale. L’onere della prova dei cennati presupposti
incombe all’acquirente. * Cass. civ., sez. II, 28 gennaio 1998, n.
841, Micotti c. Lo Masto. [RV512001]
Il condominio deve provvedere alle riparazioni e al risarci-
mento dei danni derivanti dall’infiltrazione di acqua piovana o di
Le massime qui riprodotte sono state tratte dalla banca-dati della CASA EDITRICE LA TRIBUNA e - straordinariamente - dalla edizione 2012 del
Codice del condominio
(a cura di CORRADO SFORZA FOGLIANI; STEFANO MAGLIA) Ed. La Tribuna; quelle della Corte di Cassazione senza l`indicazione degli estremi di pubblicazione sono massime ufciali
del C.E.D.

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