Assicurazione marittima ed assicurabilità del rischio pirateria

Autore:Francesco Moliterni
Pagine:153-180
 
ESTRATTO GRATUITO
153
FRANCESCO MOLITERNI
Professore associato di diritto dell’economia
II Facoltà di Giurisprudenza - Università degli Studi di Bari Aldo Moro
ASSICURAZIONE MARITTIMA ED ASSICURABILITÀ
DEL RISCHIO PIRATERIA
SOMMARIO: 1. Il rischio pirateria nell’assicurazione marittima: proposta di un
metodo di studio per una materia antica. - 2. L’assicurazione del rischio pi-
rateria fra rischio di guerra e marine risk. - 2.1. Pirateria e guerra di corsa. -
2.2. Il rischio pirateria come marine risk e le Insitute Cargo Clauses (A): un
confronto con il rischio pirateria nelle polizze assicurative della nave. -
2.2.1 La War Exclusion Clause. - 3. Assicurabilità del rischio pirateria,
premio addizionale e distribuzione del relativo obbligo di pagamento. - 4.
Assicurabilità del rischio pirateria, incremento dei premi e protezione del
P. & I. - 5. Incertezza della copertura assicurativa del rischio pirateria e
divergenza fra nomen del contratto e contenuto negoziale della notice of
cancellation. - 5.1. Rischio pirateria ed esigenze di definizione precisa
della copertura assicurativa: una special piracy insurance.
1. Il rischio pirateria nell’assicurazione marittima: proposta di
un metodo di studio per una materia antica
L’assicurazione dei rischi collegati alla pirateria marittima ed
in particolare la loro assicurabilità è tema la cui rilevanza attuale è
riconosciuta non solo dagli addetti ai lavori. Un esperto in materia di
assicurazioni marittime legato professionalmente ai Lloyd’s di Lon-
dra in un recente scambio di opinioni sottolineava come ormai si in-
teressino di pirateria e di assicurazione dei relativi rischi anche per-
sone estranee al settore nonostante la sua peculiare tecnicalità (che lo
rende quasi elitario). Quando ciò accade, vuol dire che davvero il
tema ha assunto un’importanza diffusa1 ed urgente, come già la let-
1 R.d.F., Assalti raddoppiati nel 2009, in Il Sole-24Ore, 22 aprile 2009, 10,
dove si riportano i dati offerti dall’International maritime bureau, organizzazione
che monitorizza i casi di pirateria; cfr. NEGRI, I corsari? Figli di uno stato per-
154
tura dei quotidiani conferma2. Certo, parlare oggi di pirateria e di
assicurazione dei relativi rischi sembra quasi un ritorno al passato o
una sorta di tuffo nelle storie dei pirati cattivi di Peter Pan o del
Corsaro nero di Salgari3 ed in qualche misura per gli spettatori me-
diatici degli assalti dei pirati moderni può sembrarlo davvero.
Esemplare la notizia secondo cui il pirata somalo comparso di re-
cente davanti al tribunale di New York per rispondere del rapimen-
to di un comandante di una nave cargo statunitense è “la prima per-
sona sotto processo per pirateria negli Stati Uniti da oltre un seco-
lo”4. Il riferimento al salto temporale fra l’ultimo e il penultimo ca-
so giudiziario statunitense riguardante la pirateria non è indice di
mera curiosità: è piuttosto in immediato raccordo con il metodo di
studio adottato. È intuitivo che il decremento per oltre un secolo di
casi di pirateria e soprattutto il suo ridimensionamento come siste-
ma organizzato di predazione5 ha determinato un calo di interesse
duto, in Il Sole-24Ore, 14 aprile 2009, 8; PELOSI, Ostaggi italiani, trattative dif-
ficili, in Il Sole-24Ore, 14 aprile 2009, 8.
2 Ex multis vedi le analisi di Alberto Negri e di Moises Naim in Il Sole24-
Ore, 14 aprile 2008, rispettivamente 8 e 10; fra i cotributi più recenti v. R. SAB-
BATELLI, “Assicurazioni in campo contro il rischio-bucanieri”. Dalle poilizze
sui pirati nuovi premi per 100 milioni, in il Sole-24Ore, 9 settembre 2010, p. 39.
3 BRIGNARDELLO, Nozione di pirateria marittima e sue implicazioni, in
Scritti in onore di Francesco Berlingieri, I, in Dir. mar., numero speciale,
2010, 224.
4 Così VALSANIA, Pirata alla sbarra a NewYork. A giudizio uno dei somali
che hanno sequestrato il cargo americano, in il Sole-24Ore, 22 aprile 2009, 10.
5 È vero che la pirateria “in some form” e soprattutto come fenomeno epi-
sodico non è mai scomparsa (si fa riferimento in particolare all’Indonesia e Singa-
pore, v. SPENCER, Hull Insurance and General Avarage Some Current Issues, in
Tulane L. Rev., 2009, vol. 83, 1257; KNUDSEN, The Hull Policy Today: Thoughts
from the Claims Worls, in Tulane L. Rev., 2001, vol. 75, 1617 ss.), ma è vero pure
che il pirata che assalta il catamarano al largo delle coste venezuelane (cfr. TORRI-
SI, La pirateria marittima del XXI secolo, in Dir. mar., 2007, 598) costituisce una
realtà economica e politica diversa da quella rappresentata dal sistema organizzati-
vo della pirateria (per una riflessione sui sistemi organizzativi in generale, v.
DIOGUARDI, I sistemi organizzativi, Milano, 2005, 84 ss.) che di fatto è sovrano
su parti delle coste somale e che imperversa su parti del golfo di Aden, attraver-
sato dalle strade del mare dirette al Canale di Suez, che – per usare una catagoria
cara agli studiosi di diritto della concorrenza e/o delle reti – è una essential
facility per il sistema dei trasporti marittimi (in una prospettiva generale, cfr.
CAZZOLA, La dottrina dell’essential facilities e la politica an titrust, in BONELLI
e CASSESE (a cura di), Milano, 1999, 219 ss.). È il controllo quasi-sovrano delle

Per continuare a leggere

RICHIEDI UNA PROVA