COMUNICATO - Linee Guida antimafia di cui all''articolo 5-bis, comma 4, del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2012, n. 122, recante 'Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici che hanno interessato il territorio delle province di Bologna, Modena, Ferrar...

 
INDICE
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Parte I

Quadro della governance della ricostruzione

Il decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2012, n. 122 - nell'apprestare un articolato "pacchetto" di interventi a favore delle popolazioni colpite dalla crisi sismica del 20 e 29 maggio 2012 - prevede anche l'adozione di un dedicato e rafforzato sistema di prevenzione delle ingerenze della criminalita' organizzata nel processo di ricostruzione delle localita' interessate da questi eventi calamitosi.

In questo senso, l'art. 5-bis del citato decreto-legge mentre stabilisce l'istituzione presso le sei Prefetture dei territori interessati (Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo) di elenchi di fornitori e prestatori di alcune tipologie di beni e servizi non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa (cd. "white list"), devolve al Comitato di Coordinamento per l'Alta Sorveglianza delle Grandi Opere (nel prosieguo solo "Comitato") il compito di emanare apposite Linee Guida per definire nel dettaglio i controlli da attuarsi, anche in deroga alle norme sulla documentazione antimafia oggi contenute nel d.P.R. 3 giugno 1998, n. 252.

Significativamente, il citato art. 5-bis del decreto-legge n. 74/2012 sancisce espressamente l'applicabilita' di tali controlli non solo ai contratti pubblici e successivi subappalti e sub-contratti aventi ad oggetto lavori, servizi e forniture, ma anche agli interventi di ricostruzione commissionati dai privati e finanziati con contributi ed altre provvidenze pubbliche.

Altro importante tassello che va a comporre il quadro complessivo del sistema di prevenzione antimafia e' l'istituzione - stabilita con decreto del Ministro dell'interno del 17 agosto scorso - del Gruppo Interforze Ricostruzione Emilia Romagna (GIRER), operante presso la Direzione Centrale della Polizia Criminale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza.

Tale Gruppo, analogamente agli altri Organismi attivati per interventi pubblici di massimo rilievo nazionale, e' chiamato a svolgere attivita' di analisi, con riguardo anche ad alcuni settori tradizionalmente esposti a rischi di "penetrazione" criminale o segnalati dal Comitato, e a sviluppare, anche d'iniziativa, approfondimenti informativi ad ampio raggio destinati a trascendere la prospettiva provinciale.

In tal modo, sono stati ulteriormente rafforzati gli strumenti conoscitivi a disposizione dei Prefetti interessati che, attraverso i punti di snodo della rete di monitoraggio costituiti dai Gruppi Interforze, sono in grado di attivare convenientemente sia gli Organi di polizia territoriali, sia la fondamentale ed irrinunciabile rete dei Centri Operativi della Direzione Investigativa Antimafia.

Al fine di dare attuazione alle disposizioni del citato art. 5-bis del decreto-legge n. 74/2012, e' stato svolto un giro d'orizzonte che ha portato ad approfondire il modello di governance delineato dal decreto-legge n. 74/2012 insieme alle integrazioni recate dal successivo decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, nonche' ad acquisire elementi di conoscenza sulle priorita' perseguite in questa fase della ricostruzione. Si e', inoltre, tenuto conto anche delle innovazioni recate dal recente decreto-legge 10 ottobre 2012, n. 174, in via di conversione al momento dell'adozione delle presenti Linee Guida.

Con riguardo a quest'ultimo profilo, sono intercorse interlocuzioni, oltre che con i Prefetti delle Province interessate, anche con il Presidente della Regione Emilia Romagna, nella sua veste di Commissario delegato per la ricostruzione del territorio dove si sono registrati i piu' alti livelli di intensita' degli eventi sismici e dove quindi saranno realizzati i maggiori interventi di risanamento e riqualificazione del patrimonio infrastrutturale e dell'edilizia pubblica e privata.

Il quadro normativo e conoscitivo acquisito evidenzia come le misure per la ricostruzione riguardano complessivamente un'area sismica composta dai 52 Comuni, individuati dall'elenco di cui all'allegato 1 del decreto-legge n. 74/2012, cui si aggiungono altri 19 indicati all'art.67-septies del decreto-legge n. 83/2012.

Per quanto specificamente concerne la ricostruzione demandata all'intervento pubblico, appaiono di rilievo i seguenti punti:

  1. il coordinamento del processo di ricostruzione e' demandato ai Presidenti delle Regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto, nelle loro vesti di Commissari delegati del Governo;

  2. i Commissari delegati, supportati da strutture appositamente istituite, provvedono ai vari interventi di ricostruzione con possibilita' di avvalersi:

    dei Sindaci e dei Presidenti delle Province (art. 1, commi 5 e 5-bis, del decreto-legge n. 74/2012, come modificato dal decreto-legge n. 174/2012);

    dei competenti Provveditorati interregionali alle opere pubbliche per quanto concerne gli interventi di recupero degli immobili pubblici, ivi compresi le strutture scolastiche ed universitarie, gli edifici municipali e quelli di proprieta' di enti ecclesiastici formalmente dichiarati di interesse storico-artistico (art. 4, commi 1, lett. a) e 2, del decreto-legge n. 74/2012), nonche' la realizzazione di moduli temporanei abitativi destinati ad uffici pubblici o all'attivita' scolastica (art. 10, comma 8, del decreto-legge n. 83/2012). L'esecuzione di tali interventi e' indicata come prioritaria rispetto ad altre realizzazioni demandate alla mano pubblica (art. 4, comma 1, lett. a), del decreto-legge n. 74/2012, come modificato dal decreto-legge n. 174/2012).

  3. i moduli abitativi temporanei da realizzarsi per i predetti scopi pubblici ovvero per garantire la prima sistemazione alle famiglie le cui case risultano aver riportato danni piu' gravi (immobili classificati "E" o "F" all'esito delle prescritte verifiche tecniche) sono realizzate in aree appositamente individuate dai Commissari delegati che possono essere sottoposte a procedure espropriative semplificate;

  4. per quanto concerne lo specifico contesto dell'Emilia Romagna dai contatti intercorsi risulta che e' stata, al momento, accordata una priorita' agli interventi riguardanti l'edilizia scolastica. In particolare, la struttura di supporto del Commissario delegato di quella Regione ha reso noto che, al 21 agosto scorso, sono gia' stati assegnati appalti per la realizzazione di moduli temporanei abitativi ad uso scolastico in ventisei Comuni.

    Per quanto riguarda la ricostruzione affidata ai privati con l'impiego di fondi pubblici, rivestono carattere saliente i seguenti aspetti:

  5. gli interventi dei privati sono finanziati con contributi pubblici erogati secondo percentuali, priorita' e modalita' stabilite dai Commissari delegati con propri provvedimenti (art. 3, comma 1, decreto-legge n. 74/2012);

  6. i contributi sono destinati sia ai soggetti le cui abitazioni sono rimaste lesionate, sia alle imprese che hanno visto pregiudicati a causa del sisma i propri impianti produttivi;

  7. a fattor comune, e' previsto che i contributi per la ricostruzione del patrimonio edilizio privato (destinato a qualunque scopo) sono concessi sulla base della presentazione di una perizia giurata del professionista incaricato della progettazione degli interventi di recupero; il saldo finale dell'erogazione e' subordinato alla presentazione della documentazione attestante l'effettiva ultimazione delle opere di ricostruzione assentite (art. 3, commi 2 e 3, del decreto-legge n. 74/2012). In questo contesto, va segnalata anche la possibilita' per le tre Amministrazioni Regionali interessate di stipulare apposite convenzioni con Fintecna o societa' da questa interamente controllata, per lo svolgimento di attivita' tecnico-ingegneristiche dirette a fronteggiare con la massima tempestivita' le esigenze della popolazione colpita (art. 10, comma 14, del decreto-legge n. 83/2012);

  8. per quanto specificamente riguarda la ricostruzione delle private abitazioni, viene consentito agli interessati, nelle more delle verifiche di agibilita', di dare inizio ai lavori di ripristino sulla base di una asseverazione e di una perizia resa dal professionista abilitato;

  9. per quanto concerne la ricostruzione degli insediamenti produttivi, sono previsti, oltre ad erogazioni destinate a finanziare gli interventi di ripristino, anche contributi, di carattere indennitario o risarcitorio, connessi alle perdite patite dalle imprese o comunque volti ad agevolare una pronta ripresa delle attivita' economiche (la casistica e' riportata all'art. 3, comma 1, lettere da b) a f-quater), del decreto-legge n. 74/2012);

  10. nel contesto di queste misure, e' prevista la concessione di finanziamenti per le delocalizzazioni delle imprese, in relazione alle quali e' anche prevista la possibilita' per le Amministrazioni regionali di procedere all'espropriazione delle aree destinate ad ospitare i nuovi insediamenti produttivi (citato art. 3, comma 11).

    In relazione al quadro che precede, sono definite nei seguenti termini, salvo modifiche e integrazioni che potranno intervenire successivamente, le Linee Guida antimafia ai sensi dell'art. 5-bis del decreto-legge n. 74/2012.

Parte II

Prevenzione delle infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici

  1. Sistema dei controlli.

    Gli indirizzi contenuti nel presente documento si pongono in linea di continuita' con le Linee Guida adottate dal Comitato nel giugno del 2005 e con la Delibera CIPE n...

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