Gli aiuti pubblici compatibili con il diritto comunitario

Autore:Luchena, Giovanni
Pagine:71-129
RIEPILOGO

1. Cenni introduttivi. - 2. Le misure nazionali di solidarietà. - 3. Il potere discrezionale della Commissione. - 4. Interesse comunitario e «giustificazione compensatoria». - 5. Il valore della deroga negli "aiuti compensativi". - 6. Gli aiuti regionali. - 6.1. Segue: I grandi progetti d’investimento. - 6.2. Segue: Gli aiuti nei "quartieri urbani svantaggiati". - 7. Intervento necessario e... (visualizza il riepilogo completo)

 
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CAPITOLO SECONDO
Gli aiuti pubblici compatibili
con il diritto comunitario
1. Cenni introduttivi.
Dopo aver evidenziato i limiti negativi alla concessione delle
misure sovventive, occorre, ora, soffermarsi sui criteri utilizzati
dalla Commissione per giudicare positivamente l’aiuto pubblico. I
punti centrali che saranno trattati attengono alla applicazione delle
deroghe contenute nell’art. 87, nn. 2 e 3, del Trattato CE. L’obiet-
tivo principale di tale indagine è quello di trarre, dall’analisi delle
singole disposizioni relative a talune forme di sostegno economico
delle imprese, dell’attività della Commissione e della giurispruden-
za della Corte di giustizia, criteri comuni a tutte le discipline che
contengono le modalità attraverso le quali un aiuto può considerar-
si compatibile con il diritto comunitario.
Le eccezioni, o le deroghe, alla regola dell’incompatibilità degli
aiuti statali alle imprese rispetto ai canoni della libera concorrenza
in ambito comunitario raffigurano il modo con cui gli Stati possono
recuperare determinate prerogative d’intervento nell’economia.
Tali forme di recupero, per così dire, della “sovranità economica
statale” trovano fonte di legittimazione nelle disposizioni contenute
SOMMARIO: 1. Cenni introduttivi. 2. Le misure nazionali di solidarietà. - 3. Il
potere discrezionale della Commissione. - 4. Interesse comunitario e «giu-
stificazione compensatoria». - 5. Il valore della deroga negli “aiuti compen-
sativi”. - 6. Gli aiuti regionali. - 6.1. Segue: I grandi progetti d’investimento.
- 6.2. Segue: Gli aiuti nei «quartieri urbani svantaggiati». - 7. Intervento
necessario e settori in crisi. - 8. Regressività e limitazione temporale. Il one
time last time principle. - 9. Gli aiuti alla cultura. - 10. I regolamenti d’esen-
zione negli aiuti orizzontali.
72 Gli aiuti pubblici compatibili con il diritto comunitario
nel Trattato (art. 87, n. 2 e n. 31), le quali stabiliscono le condizioni
alle quali possono essere concesse le misure sovventive: si tratta dei
cosiddetti sussidi compatibili de iure; di quelli attinenti alla più
ampia sfera degli aiuti discrezionali che la Commissione è chiamata
a valutare implicando, ai fini della loro ammissibilità, esami di
ordine economico e sociale da considerare nel contesto comunita-
rio2 (nel «mercato interno» alla luce dell’art. III-167, n. 3, del
Trattato che adotta una Costituzione per l’Europa); delle misure
destinate alla promozione della cultura e, infine, di quelli decisi
dal Consiglio, che delibera, a maggioranza, su proposta della Com-
missione3.
Lo studio delle misure da ritenersi compatibili con il diritto
comunitario della concorrenza attiene principalmente al rapporto
che viene a instaurarsi tra le situazioni socio-economiche che lo
Stato intende tutelare e gli effetti che gli eventuali, conseguenti
sostegni possono produrre a livello europeo.
Dalla verifica dei criteri utilizzati per la concessione delle dero-
ghe emerge un metodo di autorizzazione, o di analisi, degli aiuti
pubblici, che, sotto certi profili, consente, quibus auxiliis, il recu-
1 Tali disposizioni sono riprodotte nell’art. III-167, n. 2 e 3, del Trattato
che adotta una Costituzione per l’Europa, con alcune varianti, peraltro non di
rilievo. Come per l’art. 87, n. 1, del Trattato CE, si continuerà ad utilizzare la
numerazione in vigore.
2 C. Giust. CE 19 settembre 2002, causa 114/00, Spagna c. Commissione,
cit., I-7661; C. Giust. CE 12 dicembre 2002, causa C-456/00, Francia c. Com-
missione, in Racc., I-11951.
3 In base alla norma di cui all’art. 87, n. 3, lett. e), del Trattato CE, il
Consiglio può dichiarare compatibili «nuove categorie di aiuti, cioè sistemi
generali di interventi, mentre non ha il potere di dichiarare specifici aiuti
compatibili con il mercato comune». A tali categorie di aiuti viene attribuita
una «funzione residuale»; occorre sottolineare, tuttavia, che il Consiglio «ha
fatto uso di tale potere limitatamente al campo della costruzione navale e per
certi prodotti agricoli»: così G. PINNA, Art. 87, cit., 464. Secondo l’art. III-167,
n. 3, lett. e) del Trattato che adotta una Costituzione per l’Europa, la decisione
sulla compatibilità delle «altre categorie di aiuti» è determinata («fissata») «da
regolamenti o decisioni europei adottati dal Consiglio su proposta della Com-
missione».
Capitolo Secondo 73
pero di una quota di intervento statale nell’economia. È importan-
te, pertanto, soffermarsi sui criteri che permettono di individuare
le possibili attività di sostegno dello Stato in favore degli operatori
economici nell’esercizio della sua funzione redistributiva e com-
pensativa. In sostanza, attraverso le deroghe, l’ordinamento co-
munitario apre spiragli sia per il recupero delle funzioni statali
nel governo dell’economia, in particolare per dar facoltà alle
istituzioni pubbliche di supplire ai “fallimenti del mercato”, sia
per realizzare l’equilibrio tra il principio dell’integrazione, rivolto
all’attuazione coordinata degli obiettivi istituzionali dell’Unione, e
quello della coesione economica e sociale, che consiste nella deter-
minazione di un progetto politico che persegue finalità di egua-
glianza ed equità4.
2. Le misure nazionali di solidarietà.
Le norme contenute nell’art. 87, n. 2, del Trattato CE, quelle,
cioè, relative agli aiuti considerati compatibili ipso iure5, sottraggo-
no dal divieto generale di cui al numero precedente della medesima
4 R. LEONARDI, Coesione, convergenza e integrazione nell’Unione europea,
Bologna, 1998, 17 ss.
5 Ex multis, E. PICOZZA, Il diritto pubblico dell’economia nell’integrazione
europea, Roma, 1996, 137; A. FRIGNANI, M. WAELBROEK, op. cit., 319; T. BALLA-
RINO, L. BELLODI, op. cit., 187 ss.; G. STROZZI, G li aiuti di Stato, cit., 375; J.-P.
KEPPENNE, Guides des aides d’État en droit communautaire, cit., 377 ss.; J.L. DA
CRUZ VILLAÇA, T. ARAGAO MORAIS, op. cit., 332; M. SCHUTTE, J.-P. HIX, op. cit.,
226; C. PINOTTI, Gli aiuti di Stato alle imprese nel diritto comunitario della
concorrenza, cit., 165 ss.; R. SAPIENZA, La politica comunitaria di coesione econo-
mica e sociale, cit., 97. Dal punto di vista classificatorio, gli aiuti ex art. 87, n.
2, lett. a), del Trattato CE, sono stati definiti aiuti a carattere sociale (riprenden-
do la locuzione utilizzata dallo stesso Trattato), e quelli ex art. 87, n. 2, lett. b),
aiuti accidentali: cfr. A. FRIGNANI, Gli aiuti alle imprese e le regole comunitarie
in materia di interventi di supporto all’economia, in A. ANGELETTI (a cura di), op.
cit., 116. Per quanto attiene alle misure d’ausilio de jure accordate dagli enti
locali, A. BARDUSCO, Servizi locali e libertà di mercato, in Riv. It. Dir. Pubbl.
Com., 1994, 43.

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