Addio a Nicola D'Amati

Autore:Caterina Coco - Gianluca Selicato - Antonio Uricchio
Con la scomparsa di Nicola d’Amati, avvenuta il 26 agosto 2012, la gran-
de Scuola giuridica di Diritto tributario Italiano perde uno dei suoi Maestri
più prestigiosi.
Il Suo percorso accademico ha avuto inizio nel 1954 nell’Università di
Roma, La Sapienza, con il Prof. Gustavo Del Vecchio, economista e studioso
di fama internazionale e già Ministro del Tesoro, che insegnava Scienza delle
nanze e diritto nanziario (le Sue lezioni, raccolte con il titolo Introduzio-
ne alla nanza, pubblicate nel 1957, contribuirono a fondare questa nuova
scienza).
La personalità vivace e straordinaria di Del Vecchio, ricordava d’Amati,
che ad oltre settant’anni continuava ad insegnare con “giovanile ardore” per
recuperare gli anni perduti, a seguito delle leggi razziali, aveva affascinato
profondamente il giovane assistente. Del Vecchio stesso aveva incoraggiato
d’Amati ad approfondire gli studi giuridici, mai abbandonati n dalla sua
dissertazione di laurea sui Caratteri differenziali dell’obbligazione scale
nei confronti dell’obbligazione civile, che Gli aveva consentito, da studente,
un avvicinamento ai professori Emilio Betti e Francesco Santoro Passarelli.
Da Del Vecchio l’invito a studiare le Lezioni di diritto nanziario di Ore-
ste Ranelletti, che avevano suscitato in d’Amati l’interesse, mai sopito per
questo ramo del diritto, che lo portò alla pubblicazione di una selezione ra-
gionata e commentata dei passi più signicativi. Il prof. Ranelletti, al quale il
prof. Del Vecchio aveva voluto inviare un estratto dell’articolo, aveva apprez-
zato lo scritto e indirizzato una lettera di compiacimento al prof. Del Vecchio,
pubblicata, con asterisco introduttivo del prof. Antonio Uckmar in “Diritto
e pratica tributaria” e recensione del prof. Benvenuto Griziotti. A seguito,
giunse la proposta del prof. Ranelletti, di aggiornare le Lezioni (risalenti
al 1927/28), di cui fu latore Antonino Giuffrè, che consegnò all’assistente
l’unica copia in possesso dello stesso prof. Ranelletti. Poi, la fragilità delle
cose umane (come sottolineava Nicola d’Amati), la scomparsa di Ranelletti,
ADDIO A NICOLA D’AMATI

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