Sentenza nº 8 da Constitutional Court (Italy), 23 Gennaio 2024

RelatoreLuca Antonini
Data di Resoluzione23 Gennaio 2024
EmittenteConstitutional Court (Italy)

Sentenza n. 8 del 2024

SENTENZA N. 8

ANNO 2024

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE COSTITUZIONALE

composta da: Presidente:

Augusto Antonio BARBERA;

Giudici: Franco MODUGNO, Giulio PROSPERETTI, Giovanni AMOROSO, Francesco VIGANÒ, Luca ANTONINI, Stefano PETITTI, Angelo BUSCEMA, Emanuela NAVARRETTA, Maria Rosaria SAN GIORGIO, Marco D’ALBERTI, Giovanni PITRUZZELLA, Antonella SCIARRONE ALIBRANDI,

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nel giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 8, comma 3, della legge della Regione Puglia 3 aprile 1995, n. 14 (Modalità di attuazione della legge 15 gennaio 1992, n. 21 «Legge-quadro per il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea»), promosso dal Consiglio di Stato, sezione quinta, nel procedimento vertente tra G. S. e la Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Taranto, con ordinanza del 27 marzo 2023, iscritta al n. 78 del registro ordinanze 2023 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 24, prima serie speciale, dell’anno 2023.

Visto l’atto di costituzione di G. S.;

udito nell’udienza pubblica del 5 dicembre 2023 il Giudice relatore Luca Antonini;

udito l’avvocato Giorgia Calella per G. S.;

deliberato nella camera di consiglio del 5 dicembre 2023.

Ritenuto in fatto

  1. – Con ordinanza del 27 marzo 2023 (reg. ord. n. 78 del 2023), il Consiglio di Stato, sezione quinta, ha sollevato – in riferimento agli artt. 3, 41 e 117, terzo comma, della Costituzione – questioni di legittimità costituzionale dell’art. 8, comma 3, della legge della Regione Puglia 3 aprile 1995, n. 14 (Modalità di attuazione della legge 15 gennaio 1992, n. 21 «Legge-quadro per il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea»), nella parte in cui richiede, quale requisito di ammissione all’esame d’idoneità all’esercizio dei servizi di taxi e di noleggio con conducente (NCC), «l’assenza di carichi pendenti».

  2. – Il citato art. 8, al comma 1, dispone che i soggetti interessati a sostenere il suddetto esame devono presentare domanda alla commissione provinciale appositamente costituita presso le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura (CCIAA) della Regione Puglia.

    Quindi, al censurato comma 3, stabilisce che a tale «domanda, a pena di esclusione, […], deve essere allegata una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà attestante», tra l’altro, «l’assenza di carichi pendenti».

  3. – Le questioni sono sorte nel corso del giudizio instaurato da G. S. per ottenere la caducazione del provvedimento con cui la CCIAA di Taranto ha annullato d’ufficio, in via di autotutela, «il superamento dell’esame di idoneità» da questi sostenuto al fine della successiva iscrizione nel ruolo provinciale dei conducenti dei veicoli e dei natanti adibiti ad autoservizi pubblici non di linea, in quanto, all’esito dei controlli in seguito effettuati, è emersa la pendenza nei suoi confronti di due carichi penali.

  4. – Il rimettente è investito dell’appello avverso la sentenza di prime cure, che ha respinto il ricorso ritenendo che la CCIAA avesse correttamente applicato la disposizione censurata, sulla cui asserita illegittimità costituzionale è fondato uno dei motivi di gravame.

    Il provvedimento oggetto del processo principale trae, infatti, origine dalla previsione recata dalla disposizione sospettata, alla cui stregua la sola esistenza di un qualsiasi carico penale pendente impedirebbe l’ammissione al suddetto esame d’idoneità.

    Le questioni sollevate, pertanto, sarebbero rilevanti, poiché l’ambita pronuncia ablativa di questa Corte farebbe venir meno il requisito in discorso e condurrebbe all’accoglimento dell’impugnazione, il cui esito, d’altra parte, dipenderebbe unicamente dalla soluzione dei prospettati dubbi di legittimità costituzionale, essendo prive di fondamento le ulteriori doglianze dell’appellante.

  5. – Quanto alla non manifesta infondatezza, il giudice a quo ritiene che la disposizione sospettata violi, in primo luogo, l’art. 117, terzo comma, Cost., in relazione alla materia «professioni», perché si porrebbe in contrasto con la norma interposta di cui all’art. 6 della legge 15 gennaio 1992, n. 21 (Legge quadro per il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea).

    Quest’ultima disposizione non contemplerebbe, infatti, l’inesistenza di carichi pendenti quale «requisito di accesso all’iscrizione nel ruolo della figura professionale in esame», limitandosi, da un lato, a prevedere la necessità dell’iscrizione nel ruolo dei conducenti di veicoli o natanti adibiti ad autoservizi pubblici non di linea istituito presso le CCIAA ai fini del rilascio della licenza per l’esercizio del...

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